Un governo che si regge sulla paura. Una fottuta paura di non essere più rieletti. Se si andasse a votare sia con il taglio dei parlamentari sia con l’attuale numero, più della metà dei presenti al Senato ed alla Camera non rientrerebbero mai più. E per chi ha goduto di un colpo di fortuna che l’ ha portato a Roma non ci sarebbe via di scampo. Ed allora meglio non rischiare e restare accucciati sulle comode poltrone. Anche se qualche deputato o senatore decidesse di uscire dalla maggioranza ci sarebbe già pronta una pattuglia di ” responsabili ” pronta a sostituirlo. Si andrà avanti così a vivacchiare, a meno di qualche traumatico evento sempre possibile in politica, ma ad oggi non prevedibile. Addirittura Zingaretti eleva a ruolo di leader dei progressisti l’attuale presidente del Consiglio Conte, per blindarlo e proteggerlo da qualche colpo di mano. Anche se, così facendo, il segretario del PD abdica allo stesso ruolo del suo partito. Ma tant’è , bisogna sopravvivere. Nel centrodestra non son più rose e fiori. L’ avanzata inarrestabile si è arrestata. Salvini, inseguito dai magistrati siciliani, ha la necessità di rilanciare l’ azione politica, decisamente appannata. Forza Italia non c’ è giorno che non perda qualche esponente. Dopo Toti, ore è la Carfagna a giocare la sua partita. Una instabilità totale che fa molto male al nostro Paese. Quindi buon Natale e speriamo nell’ anno che verrà.
Roberto Caputo

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