Il convegno di Capri dei giovani industriali si è aperto negli stessi giorni nei quali è circolata la notizia, a dire il vero con poco risalto sulla stampa, che nei primi sei mesi dell’anno il disavanzo dello Stato si è attestato al 2,9 per cento, vale dire sotto il parametro del 3% voluto da Maastricht. La fonte non è sospetta dato che si tratta dell’Istat. Al 30 giugno dell’anno scorso il dato era al 5,1%. Vale a dire che se quello fosse il deficit a fine anno l’Italia sarebbe in perfetta linea con l’Europa. Alla faccia della manovra di Prodi, verrebbe da dire, e della situazione dei conti che il Governo ha detto a più riprese di avere trovato all’atto del suo insediamento. Ma lasciamo stare, anche se non si può prescindere del tutto da questi dati nell’esaminare l’intervento di Padoa Schioppa a Capri. Un discorso, a dir poco, imbarazzante che ha toccato il suo culmine quando il ministro ha definito “straordinaria” la manovra licenziata dall’Esecutivo. La platea ha accolto con molta freddezza l’intervento del titolare dell’economia ed ha riservato invece un vero tripudio di applausi al suo predecessore Tremonti. Segnali inequivocabili del clima che si respira fra gli industriali. E’ stato però l’intervento del presidente Montezemolo a lasciare il segno. Senza mezzi termini il leader di Confindustria ha definito massimalista la manovra, ha ribadito il suo no al tfr nazionalizzato ed ha auspicato modifiche sostanziali realizzate d’intesa con l’opposizione. In pratica ha chiesto un cambio di maggioranza, visto che la Finanziaria è l’atto politico per eccellenza di un Governo. Insomma a Prodi non sono bastati i regali alle grandi imprese, Fiat in testa, come quello della mobilità lunga, per ottenere il consenso degli industriali. A Capri si è assistito ad una inversione di rotta di 180 gradi nell’atteggiamento di Confindustria. Favorevole alla maggioranza di centro sinistra, prima delle elezioni, contraria dopo solo sei mesi di governo e dopo aver visto all’opera il trio Diliberto, Giordano, Pecoraro Scanio.
Sia pure in modo sommesso Padoa Schioppa è stato costretto ad ammettere che gli errori fatti in Finanziaria, come quello sul Tfr, saranno corretti. Solo che correzione si aggiunge a correzione. Sarà da correggere la cancellazione della possibilità di attribuire il 5 per mille dell’Irpef alle associazioni di volontariato, “una dimenticanza” ha detto il ministro Ferrero, sarà da rivedere la nuova imposizione fiscale agli enti religiosi, sarà da rifinanziare il capitolo dei trasferimenti agli enti locali, sarà in pratica da riscrivere tutta la manovra. Dopo la figuraccia di Telecom, ecco per Prodi una nuova batosta. Il Professore sta diventando imbarazzante anche per i suoi alleati. Lui cerca di rifarsi rilanciando il progetto del Partito democratico ma anche su questo fronte, ne parliamo in un altro articolo, le cose non gli vanno bene.
Sarà allora solo un caso se ai bordi del campo della maggioranza di centro sinistra ha già iniziato la manovra di riscaldamento il Presidente del Senato, Marini?
Il Governo al capolinea. Dagli industriali riuniti a Capri l’invito a cambiare la manovra. Padoa Schioppa accolto con freddezza
“Una manovra massimalista” così, a Capri, Montezemolo ha bollato la Finanziaria 2007. Padoa Schioppa la difende ma poi è costretto ad annunciare modifiche e cambiamenti. Intanto il disavanzo semestrale si ferma al 2,9%

Bene. Ma è Franco, Gianfranco o Francesco?