Il clamore suscitato dalla vicenda di Piero Marrazzo ha innescato, come sempre accade nel nostro paese, il perverso effetto di guardare al dito invece che alla luna che esso indica. Si sono infatti scatenati i moralisti d’accatto, i perbenisti in servizio permanente effettivo, le truppe cammellate dei peones parlamentari, subito pronti a fare confronti quanto mai desolanti fra il machismo di chi va con le escort e la devianza di chi sceglie i trans, si attendono a momenti scomuniche da qualche Pontifico Istituto – ce ne sono a bizzeffe, uno si muoverà di certo – ma nessuno, tanto per cambiare, ha tentato di andare oltre l’apparenza dello “scandalo” per coglierne invece l’intima sostanza. Ribadiamo qui quanto scrivemmo a suo tempo in merito alle gentildonne frequentate da Berlusconi, tanto per fugare ogni dubbio sulla nostra coerenza: a noi non interessa minimamente sapere chi va a letto con chi, da autentici liberali quali siamo riteniamo infatti che la vita privata di una persona sia solo sua e che il suo letto sia uno spazio assolutamente inviolabile da chicchessia. Ciò detto, a noi che Marrazzo passi le sue serate con un trans non ci riguarda da nessun punto di vista, perché a lui come a tutti riconosciamo il pieno diritto di disporre di se stesso come vuole, e su questo non cambieremo idea; quello che invece ci preoccupa, e molto, è che un rappresentante delle istituzioni si sia piegato ad un ricatto e lo abbia subito per mesi finchè, come Marrazzo stesso ha ammesso nella intervista da lui rilasciata a Repubblica, non è stato convocato dal magistrato che indagava sui quattro carabinieri ricattatori ed ha dovuto raccontare la verità. Ora, il punto non è che il Presidente di una Regione si sia reso ricattabile con il proprio stile di vita privato, il problema sta nell’aver subito il ricatto piuttosto che denunciare immediatamente quanto gli stava accadendo anche a costo di dover mettere a repentaglio la propria posizione istituzionale. A questo punto facciamo un passo avanti e chiediamoci: quanti politici sono in questa stessa situazione? Quanti dei rappresentanti del popolo che siedono in Parlamento sono ricattabili per il loro stile di vita? Sappiamo, perché è stato ammesso pubblicamente, che l’uso di cocaina è molto diffuso fra i parlamentari, e casi come quello dell’onorevole Mele di buona memoria, beccato con prostituta e cocaina in un albergo di lusso, crediamo siano molto diffusi; se gli autisti delle auto blu e gli uomini delle scorte potessero parlare, ci sarebbero non articoli di giornale ma intere enciclopedie da scrivere sulla vita privata di tanti politici, dunque non ci conforta affatto, anzi ci inquieta parecchio, che tanti rappresentanti istituzionali, quelli che poi ci governano, legiferano, e decidono delle nostre vite, possano essere ricattabili da chicchessia per le loro private debolezze, con il rischio che anche la loro attività di governo ne possa essere influenzata, dal momento che il prezzo di un ricatto non sempre si paga in denaro ma anche con decisioni manipolate a favore di qualcuno. Dunque, se proprio volessimo ricavare una lezione dal caso Marrazzo, dovremmo riconoscere che il vero problema sta nella qualità degli uomini delle istituzioni, non nella loro condotta sessuale, e questo ci porterebbe ad ammettere che l’ambiguità, ed anche la pericolosità di questa situazione, è il frutto avvelenato di una legge elettorale illiberale che impedisce ai cittadini qualunque intervento di controllo ed ancor meno di scelta sulle candidature stabilite dai partiti che hanno avocato a sé ogni potere decisionale, garantendosi truppe fedeli di signori nessuno da infilare in Parlamento o nei Consigli Regionali, senza altro scopo che quello di sostenere la linea del partito. E qui non si tratta di chiedere patenti di una presunta moralità d’accatto che non ci interessa affatto, ma si tratta invece di richiedere un senso profondo e radicato delle istituzioni che gli eletti dovrebbero possedere, rinunciando dunque al loro incarico se messi sotto ricatto per le loro vicende private. Qualche tempo fa, un rappresentante delle istituzioni ci disse che riteneva giusto che chi occupa una posizione politica o governativa rilevante non facesse outing sulla propria eventuale omosessualità per non inficiare il rispetto del proprio ruolo; allora ribattemmo, portando esempi come quello dei sindaci di Parigi e Berlino, che invece la chiarezza e la trasparenza verso i cittadini ci parevano la miglior garanzia del rispetto del proprio ruolo istituzionale perché escludevano qualunque possibilità di ricatto. Oggi, dopo il caso Marrazzo, siamo più che mai convinti della nostra posizione, ed a tutti coloro che hanno sempre deriso la cosiddetta “puritana” America, che esclude i candidati alle primarie se beccati con l’amante, vorremmo ricordare che in realtà il ragionamento degli americani è molto semplice: se tu mi hai mentito sulla tua vita privata, potrai mentirmi con altrettanta facilità sulla tua azione di governo, ed a me cittadino questo non sta bene. Per questo gli americani adottano il sistema delle primarie, per questo i loro eletti si sentono in dovere di rispondere ai cittadini del loro collegio elettorale, ben sapendo che una mancata risposta può pregiudicare un successiva rielezione. Domanda: ed a noi cittadini italiani chi ci risponde?! Ecco riflettiamo su questo, invece di dibattere se sia meglio la escort od il trans: come ha scritto una nostra intelligente amica, sic Transit gloria Mondeo…ed il nostro paese sembra in effetti diventato un enorme spot gratuito per la Ford. Ma quando torneremo, veramente, finalmente, onestamente, a ragionare di politica?!
ChiBo

Cartoni, suvvia, riconosci il diritto a divertirsi, ma poi che fai dai una bacchettata sulle mani e ognuno deve ritornare nell’ovile?!?
Perché vuoi sublimare l’omosessualità con le figure celebri nei vari campi artististici? Solo loro hanno diritto a “divertirsi”…e l’autista del tuo autobus, o il tuo panettiere, o un tuo commercialista…o che ne so, il tuo dentista, loro povere persone banali e nella norma, non dei geni come Leonardo, Wilde o Bernstein, loro no?
Trovi misero che due gay che non siano dei grandi artisti si amino e che lo Stato nel quale vivono offra loro gli stessi diritti che permette ad un Cartoni?!?
Io trovo misero il contrario, e trovo misero uno Stato ipocrita che non riconosce tutti i cittadini uguali davanti alla legge, che non offre pari diritti e dignità senza discriminazioni basate sulla sessualità.
Ognuno si sceglie il Paese che lo rispecchia.
“Altre latitudini, altre epoche.”
E meno male…del resto ,riconosciamo che ognuno è libero di divertirsi come può . Quanto all’insegnamento della Storia,la vediamo piena di artisti e geni apertamente gaiosetti…rimasti nella memoria perchè dei geni ,non per l’omossessualità. Stai a vedere che adesso si prevede il contrario !
La trovo prospettiva piuttosto misera…
Bentornato Paolo!! Grazie del tuo commento.
Chiara, articolo ineccepibile! Quando torneremo a parlare di politica? Quando le istituzioni non saranno piu’ imbevute da imposizioni religiose e quando finalmente ci sarà la separazione tra Stato e chiesa. Finché un esponente di sinistra, preso con le mani nella marmellata, invece di gridare subito, come te dici, che il ricatto é ignobile ma che lo subisce per mesi, per poi rifugiarsi in un centro religioso, credo che siamo lontani anni luce dalla politica estera. Parli del sindaco di Berlino o di Parigi, vorrei segnalare che l’alleato di Angela Merkel , leader del partito liberale tedesco, Guido Westervelle, uscito trionfante dalle ultime elezioni tedesche, é dichiaratamente gay e ha fatto “campagna” col partner ( o forse marito, visto che in Germania i gay hanno accesso al matrimonio ) durante i meeting.
Altre latitudini, altre epoche.