Sospetti e liti aperte nel PDL, stato comatoso e scissioni nel PD.
Anche la seconda repubblica sta morendo e così si esurisce la serie dei decessi di soggetti mai esistiti: il PD, il bipartitismo, la seconda repubblica. Le riforme vengono proclamate a gran voce ma segnano il passo. E mentre al centro, dall’incontro tra Casini, Rutelli ed esponenti del mondo laico, si tenta di dare vita ad un nuovo contenitore che raccolga scontenti, profughi e personaggi in cerca d’autore, torna d’attualità l’idea di una Costituente per la Terza Repubblica.
Ripercorrendo i quasi cinque anni di vita di Pensalibero chiunque potrebbe trovare materiale ancora attuale per questa battaglia. Ma, per rilanciare l’idea di una Costituente, preferiamo, questa volta, affidarci ad altri che condividono il nostro stesso obbiettivo: Rino Formica, esponente socialista al quale gli anni non hanno tolto il gusto per le battaglie difficili, Enrico Cisnetto e Elio di Caprio, esponenti di quel filone laico che si è raccolto attorno a Società Aperta. L’ augurio è che la nostra e la loro battaglia per la Costituente diventi un obbiettivo capace di aggregare quanti non si rassegnano a ritenere definitiva la mediocre qualità della democrazia italiana.
Nicola Cariglia
Convergenze inaspettate di analisi e di soluzioni
USCIRE DAL BIPOLARISMO “AL VIAGRA”? SI PUÒ E SI DEVE
Basta ridisegnare il campo da gioco con nuove regole. di Elio Di Caprio
Lettera aperta a Pier Ferdinando Casini
È ORA DI DIRE TERZA REPUBBLICA
Facciamoci promotori di una grande campagna nel paese a favore dell’Assemblea Costituente. Di Enrico Cisnetto
IL MALE SOTTILE SI CHIAMA CRISI IDEOLOGICA DELLA NOSTRA CARTA COSTITUZIONALE
La nostra Carta metteva tutto a posto: un programma di nuova società,, organi di governo bilanciati per reciproco controllo, potere di ultima istanza assegnato ai partiti. Tutta questa roba è fuori dalla realtà democratica attuale. Di Rino Formica

Amici carissimi,
l’argomento che tanto ci sta a cuore torna ancora una volta in cima ai nostri pensieri.
Siamo tutti daccordo sulla necessità di creare nel Paese una componente politica liberaldemocratica, sulle indicazioni che Piero Gobelli, Carlo e Nello Rosselli, Calamandrei e tanti altri laici del PRI, del
Partito d’Azione, tra i socialisti e i liberali,
dal secondo al quarto decennio del novecento sperarono di attuare.
Rifacendosi al principio mazziniano di Giustizia e Libertà dobbiamo da lì ripartire,
come più e più volte sentii auspicare dalla sua viva voce anche il cugino di mio padre, Nello Traquandi.
Lasciamo negli armadi della nostra memoria i distintivi che fin qui ci hanno diviso, e mettiamo nero su bianco un programma sociale ed economico utile alla Nazione.
Razionalmente mettiamo assieme le risorse necessarie al confronto e scendiamo in campo forti delle nostre ragioni.
Renato Traquandi Arezzo