L’assemblea romana del PD e il ritorno di Matteo che da le carte…. due o tre cose che penso quando ancora le palle non sono ferme.
-A me Speranza non piace e devo confessare che nella sinistra-dem di Palazzo non trovo granchè , ora che Cuperlo si è perso nelle nebbie.
-Roberto Giachetti che a Roma chiamano Bob ma non lo votano,anzi lo hanno tracimato preferendogli la Raggi, a me piace,è un combattente ,è diretto, perde le battaglie e nemmeno se ne accorge .
-Giachetti viene dalla scuola di Pannella e sullo scurrile piglia di tacco anche Grillo.
-il problema non sono le parole più o meno offensive lanciate da Roberto Giachetti ,ma l’interpretazione che si da a ciò che ha detto rivolto alla minoranza quando mette in chiaro “Renzi non vi caccia siete voi che per etica e moralità dovreste andarvene dal PD”.
Con una frase ha smontato 45 minuti di apeture fatte nel discorso di Renzi.
Che è passato dall’io al noi. Che da quella relazione poteva partire l’inizio di una ricucitura.
Ma conoscendo i nostri polli una domanda s’impone
Giachetti è un solitario che ha fatto di testa sua ? Ha improvvisato ?
No,non ci credo, invece sono propenso a credere a un gioco di squadra,del resto Matteo ha fatto l’arbitro e di formazioni calcistiche si intende.
Siamo ancora nella logica del bastone e della carota.
E’ un modo per tenere il dissenso interno sotto schiaffo ,ma è anche il modo sbagliato di ritenere che il popolo che si ispira ai valori di sinistra si esaurisca entro i confini del Nazareno.
Fuori ce ne sono milioni di elettori di sinistra che hanno votato PD e volentieri lo voterebbero se arrivasse un segnale forte e chiaro di inversione di marcia. .
Matteo dice “abbiamo straperso sia al sud che tra i giovani” lo dice ma è il primo a non crederci quando pensa alle elezioni politiche.
Il risultato referendario disastroso nasconde i numeri della nostra vittoria.
Lo si capisce quando fa intendere che non si farà il congresso prima delle elezioni,elezioni che se potesse farebbe subito con i “suoi” 13 milioni e mezzo di voti.
Voti “suoi” da incassare prima possibile,è utopia,è lo specchio che ancora gli dice che sei il meglio del reame, è realistico ? Francamente non lo so,sarà il tempo a dircelo.
Tenere unito il PD fino alle elezioni,vincere e dopo avanti a briglia sciolta.
Tutto il resto,ammiccamenti,tono a volte ecumenico a volte virile,il sogno,i figli,la famiglia fa parte del suo repertorio in cui è bravissimo.
Peccato, era una bella occasione ……
Graziano Cioni

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