
Il motivo per cui il PD non può essere a favore di Israele è perché si trova all’ interno del cosidetto ‘dilemma del prigioniero’ cioè quella situazione in cui i politici devono trovare un bilanciamento tra le loro reali opinioni che hanno espresso nel tempo e un posizionamento che eviti loro di creare dei danni di immagine .
Nella teoria dei giochi cosa prevede il dilemma del prigioniero classico?
Prevede che due persone debbano decidere se cooperare o mettersi l’ una contro l’altra.
Portando di nuovo il dilemma all’interno della questione politica italiana abbiamo da una parte la destra che è filo-israeliana già dai tempi dei tempi e il Partito democratico che si trova in una posizione non semplice perché i suoi esponenti sono più variegati che nel tempo hanno manifestato posizioni differenti ed eventuali riserve sulla politica di Israele di questi anni.Quindi la difficoltà degli esponenti del pd è proprio quella di scegliere tra: comunicare liberamente tutto ciò che pensano oppure gestire in modo strategico la propria posizione per evitare di essere attaccati dagli avversari come ‘nemici di Israele’o peggio ancora ‘sostenitori dell’attacco missilistico di Hamas’
Questo in sostanza il motivo per il quale gli esponenti del PD anche volendo non si possono permettere dei distinguo in questo caso perché qualunque parola dicessero che non contenesse un sostegno totale e incondizionato ad Israele rischierebbe di trasformarsi in un boomerang comunicativo.
Daniela Piesco

La carenza d’identità non consente (loro) di essere nemmeno “prigionieri” del dilemma.