
La follia del digitale a tutti i costi, in spregio alle persone anziane e non solo, che non hanno la capacità di utilizzarlo, sembra essere stata compresa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha proposto l’abolizione dello Spid. Dello spid abbiamo parlato in modo ricorrente, il problema non è rappresentato solamente dal costo e dalle modalità per ottenerlo, ma dalla incapacità della stragrande maggioranza dei cittadini di adoperarlo. E allora bisogna ricorrere al proprio commercialista, perdere del tempo e pagare la parcella, per cosa? Per delle operazioni banalissime, che in passato venivano eseguite agli sportelli degli uffici postali.
E che dire delle banche? Ti insegnano a eseguire le operazioni attraverso il computer di casa e poi si prendono comunque le commissioni senza far nulla. Più che giusto pagare il disturbo se vado a fare le operazioni allo sportello, ma non lo è per il fai da te.
La pazzia del digitale invade tutti i campi; per chiedere un appuntamento nei comuni della provincia, non basta più telefonare; bisogna possedere uno strumento digitale, essere capace di andare sul sito dell’Ente, per poi poter chiedere un appuntamento per il rilascio di un banale certificato.
Per tutte queste operazioni, in passato bastava recarsi allo sportello. I burocrati, complici i politici, hanno approfittato della scusa covid, per rinchiudersi nel palazzo, alla faccia dei cittadini.
Non solo nel pubblico, ma anche nel privato, la mania del digitale impazza. Per cambiare la domiciliazione bancaria del telepass, bisogna andare sul sito e fare da sé.
È tutta una vera follia.
Roberto Fronzuti

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