
All’inizio di quest’estate sembrava che ci fossimo liberati dall’incubo del covid, la malattia che ha segnato il destino di centinaia di migliaia di famiglie. Purtroppo, non è così. Anche se in forma meno virulenta, il covid è ritornato a diffondersi e fa ancora paura. Il ricordo va ai giorni drammatici di Codogno, la prima zona rossa e alla colonna di camion militari carichi di salme partiti da Bergamo, per trovare sepoltura fuori dalla nostra regione. Purtroppo, già da questa estate il contagio da covid ha iniziato a circolare in modo consistente, con il numero di malati che ha continuato a crescere, settimana dopo settimana. Il tasso di positività in Italia è del 16,3%. Su 6 persone che si sottopongono a tampone, una risulta positiva.
Ma vediamo quali sono i sintomi del covid, così come si presenta ai nostri giorni. I disturbi, rispetto al passato sono più leggeri: sensazione di freddo, raffreddore e mal di gola; come quelli che accompagnano l’influenza.
Purtroppo, i dati riguardanti la diffusione del covid sono sottostimati, rispetto alla situazione reale; i più non si sottopongo al tampone e vanno in giro a fare gli “untori”. Non essendoci più l’obbligo della quarantena, i più sono irresponsabili; non rimangono in casa e contagiano il prossimo.
La mascherina non è più obbligatoria, ma è consigliata agli operatori sanitari, che hanno fatto un atto di responsabilità e la indossano. In quasi tutti gli ospedali, il personale si è adeguato a quella che è una raccomandazione delle autorità sanitarie e non un obbligo. A nostro avviso, l’operato di chi prende le decisioni dovrebbe andare al di là della raccomandazione ai sanitari, e trasformare in obbligo l’uso della mascherina per i visitatori. Così come dovrebbe essere ripristinato l’obbligo di quarantena al proprio domicilio, per i malati di covid.
Per quanto riguarda questa nuova variante, è disponibile un vaccino che è allo stato sperimentale e che può essere somministrato insieme all’antinfluenzale. Ma la corsa a farsi vaccinare è molto rallentata rispetto al passato; c’è diffidenza. Si contano a migliaia le persone che sono state colpite da gravi malattie, a seguito della somministrazione dei vaccini. Per trovare una ragione per vaccinarsi, bisogna fare ricorso alle statistiche. È vero che ci sono persone che si sono ammalate a causa della vaccinazione, ma è vero anche che sono state salvate milioni di vite. È grazie al fatto che il 93% degli italiani si sono vaccinati, che abbiamo potuto riprendere a fare una vita normale.
Vaccinarsi o non vaccinarsi? È una valutazione da farsi assolutamente, con il proprio medico di fiducia, in base alla propria situazione di salute, in modo particolare per le persone cosiddette fragili (anziani e malati).
Chi non ha assunto fino ad oggi dosi si trova in una situazione sicuramente diversa rispetto a chi ha fatto 3 o 4 vaccinazioni. Riprendere a usare la mascherina in ambienti chiusi e affollati è un’ottima forma di prevenzione e ricordandoci di lavarci spesso le mani. Andiamo incontro alla stagione invernale che notoriamente ci rende più vulnerabili. Vale la pena di proteggersi.
Rispetto alla prima e alla seconda ondata, la variante del covid che si va diffondendo non attacca i polmoni, ma si tratta sempre di una malattia molto pericolosa.
Roberto Fronzuti

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