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Il Corriere dei piccoli

Solo degli sconsiderati possono credere nel tessuto di una trama oscura fra il presidente statunitense e il capo del Cremlino volta a disarticolare l’Europa. E non perché Stati Uniti e Russia necessariamente amino il vecchio continente, ma perché questo è già disarticolato dal 1815, per cui non vale la pena di fare sforzo alcuno. Eppure si è arrivati a leggere sul Corriere della Sera del complotto russo americano il giorno stesso in cui veniva arrestata a Bruxelles un ex commissario dell’Unione Europea. Forse anche il re del Belgio si è associato a Trump e Putin. Per non dire che il presidente della Bce si è detta contraria alla proposta della commissione di utilizzo degli asset russi sequestrati. Cristine Lagarde sarà un agente del Cremlino. Oppure il board della Banca centrale verrà presto tutto ospitato a Mar a Lago. E che dire di Orban, amico di Trump e di Putin? Eppure l’Unione europea mica lo caccia. Piuttosto si lascia mettere il veto da Orban.

di Riccardo Bruno | 4 Dicembre 2025

Solo degli sconsiderati possono credere nel tessuto di una trama oscura fra il presidente statunitense e il capo del Cremlino volta a disarticolare l’Europa. E non perché Stati Uniti e Russia necessariamente amino il vecchio continente, ma perché questo è già disarticolato dal 1815, per cui non vale la pena di fare sforzo alcuno.

Eppure si è arrivati a leggere sul Corriere della Sera del complotto russo americano il giorno stesso in cui veniva arrestata a Bruxelles un ex commissario dell’Unione Europea. Forse anche il re del Belgio si è associato a Trump e Putin. Per non dire che il presidente della Bce si è detta contraria alla proposta della commissione di utilizzo degli asset russi sequestrati. Cristine Lagarde sarà un agente del Cremlino. Oppure il board della Banca centrale verrà presto tutto ospitato a Mar a Lago. E che dire di Orban, amico di Trump e di Putin? Eppure l’Unione europea mica lo caccia. Piuttosto si lascia mettere il veto da Orban.

Chi è cresciuto nel culto del generale Giap difficilmente riesce a comprendere il pluralismo della società americana. Un territorio smisurato, più di trecento milioni di persone abituate a convivere fra loro parlando una stessa lingua e con le origini più diverse. L’America, è vero, ha fondazioni tradizionaliste che guardano all’Europa con fastidio, per varie ragioni. Non ultima quella per la quale l’Europa si è messa sempre di traverso agli interventi militari statunitensi, in Vietnam, certo, ma anche in Afghanistan, in Iraq. I loro ragazzi morivano e gli europei sostenevano i vietkong o i martiri di Falluja. Simili fondazioni possono avere contatti e trovare convergenze con gli ambienti più retrogradi e sostenere un candidato alla presidenza piuttosto che un altro, fino ad influenzarlo. Ciò non toglie che accanto ad un presidente cristiano che combatte l’immigrazione duramente e maltratta gli europei, venga eletto un sindaco mussulmano nato a Kampala e questo non a Springfield, a New York.

Roosevelt regalò alla Russia mezza Europa, inclusi paesi dove i russi avevano fucilato e sotterrato l’intera classe dirigente e pure nessuno ha mai detto che Roosevelt tramava per indebolire l’Europa. Roosevelt credeva sinceramente che la Russia si sarebbe democratizzata, nonostante Stalin. Al che uno potrebbe dire, Roosevelt non capiva niente, cosa che si dice comunemente di Trump.

Il presidente De Gaulle temeva davvero che russi e americani avrebbero raggiunto un’intesa ai danni del vecchio continente ed il suo sospetto nasceva da una situazione contingente. I russi avevano messo gli occhi sull’impero francese, a cominciare dall’Indocina, mentre gli americani potevano essere disturbati da tanta grandezza. Gli affari con la Russia li faceva però principalmente la Germania ovest, non l’America, al che magari bisognerebbe dire che anche Willy Brandt tramasse contro l’Europa. Ora che la Francia possiede più o meno giusto la Martinica, tanto che Sarkozy l’ha riportata nella Nato, cioè sotto l’ombrello americano, quale motivo di ostilità vi sarebbe da parte dell’America? Trump le minaccia le sanzioni ed è esplicito e sufficiente. Quanto alla Nato, con l’ingresso della Svezia e della Finlandia, l’Alleanza non è mai stata più forte. C’è tutta una brigata nucleare americana stanziata in Finlandia, si crede che stia li per minacciare l’Europa?

L’Europa l’ha appena minacciata Putin, nel suo incontro con la delegazione statunitense a Mosca. Se l’Europa vuole la guerra siamo pronti. Putin fa ridere perché prepararsi alla guerra con l’Europa, che non esiste come struttura militare, significa solo entrare in guerra con l’America, quando non si è riusciti nemmeno in tre anni a sconfiggere l’Ucraina. Se l’America volesse disarticolare l’Europa, la trama oscura la farebbe con l’Ucraina, che Trump arma, finanzia e difende dal suo primo mandato, non certo con chi spera di avere il Donestk a tavolino. Oltre al Corrierino dei piccoli, c’è anche il Corriere della Sera dove il generale Petreus spiega che i progressi russi a costi di perdite che nessuna guerra al mondo aveva mai visto, nemmeno si sono avvicinati alla cintura fortificata del Donestk. Chissà come mai.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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