Il Comune di Firenze, per affrontare le votazioni del prossimo referendum del 17 aprile sulle trivellazioni nel mare Adriatico, ha deciso di spendere 33.000 euro per prendere a noleggio 90 pc portatili per tecnicamente far fronte all’organizzazione e diffusione dei dati (1). I pc dovrebbero quindi costare piu’ di 350 euro l’uno. Nel provvedimento dirigenziale si dice anche che, oltre alla locazione, si procedera’ “ad eventuale acquisto definitivo da effettuarsi mediante riscatto”, ma per il quale servira’ “un successivo e specifico provvedimento dirigenziale”. Quindi, non solo un notebook costera’ piu’ di 350 euro, ma si paventa anche un acquisto con l’aggiunta di ulteriori soldi.
Noi non siamo venditori o tecnici di questo settore elettronico, ma utenti, cittadini e contribuenti. E, per esempio, io stesso ora sto scrivendo su un notebook di una nota e affidabile marca, con prestazioni da fare invidia a tanti altri apparecchi della stessa taglia e tipologia, e secondario probabilmente solo a chi usa questi supporti per lavoro grafico professionale. L’ho acquistato a gennaio scorso tramite una nota catena italiana di negozi sul territorio e online, e l’ho pagato 213 euro (2), senza nessuno sconto o promozione particolare: avevo bisogno di alcune caratteristiche tecniche e le ho trovate dopo una breve ricerca e alcuni consigli di amici piu’ esperti.
Io ne ho acquistato 1, e immagino che se si va a chiedere di volerne acquistare 90, qualche sconto notevole potra’ essere ottenuto. Non solo, ma farsi un cliente come il Comune di Firenze, potrebbe indurre produttore/venditore a considerare ulteriori sconti.
Ora, considerando i costi del mio acquisto individuale, facciamo due conti:
213 x 90 = 19.170, a cui occorrerra’ aggiungere l’Iva, la cui aliquota per le Pubbliche amministrazioni non ricordo e che, comunque, e’ una partita di giro per una qualunque azienda che acquista e vende.
Quindi 19.170 per acquistarli invece di 33.000 per noleggiarli. Un risparmio di circa il 42% immediato, e un investimento nel tempo che, mediamente puo’ durare almeno 3 o 4 anni, che e’ la durata media in questi ultimi anni perche’ una tecnologia possa essere considerata obsoleta… tecnologia che forse, per il motivo per cui viene fatto l’acquisto, potrebbe avere una durata temporale anche molto maggiore, incluse le prossime elezioni amministrative.
Ovviamente -ripeto- noi non simo esperti, ma utenti, cittadini e contribuenti. E qualcosa quindi non ci torna. Ipotesi? Malamente se ne possono fare a iosa (tipo a chi e come andra’ fatto l’ordine di noleggio). Ma preferiamo restare col dubbio ed esternarlo.
(1) quotidiano La Nazione del 13/03/2016
(2) + spese di spedizione (11 euro) e Iva al 22%, per un totale di 260,00 (che, dopo l’acquisto, ho scoperto che lo vendevano anche altre catene a qualche decina di euro in meno). Caratteristiche sommarie; processore Intel/Atom Z3735F; velocita’ processore 1,33 Ghz; memoria standard 2 GB: tecnologia di memoria DDR3L SDRAM; schermo 29,5 cm; batteria di 13 ore; Windows 10; peso 1 Kg; e tutti gli accessori tipici che hanno pure quelli che costano la meta’ o il quadruplo.

Inoltre, sembra che dopo voglia riscattarli, raddoppiando così la spesa…
Ve bisogna vedere il noleggio operativo cosa comprende. Non credo che al comune convenga tenere portatili – i cui margini sono talmente risicati che lo sconto sarebbe kmpe detto bile – fermi per mesi tra elezioni ed altre. Poi probabilmente é garantita assistenza nel eeek end elettorale, mentre tenere in campo gli informatici del comune costerebbe assai in termini di straordinario. Non so dire fiscalmente come funzioni – ammortamenti, aliquote, ect – però non credo sia così semplicistica l’analisi fa fare.
Gli informatici del Comune sarebbero comunque pagati, se impiegati… il notebook menzionato forse è poco adatto alla bisogna e la memoria di 2 Gb è risibile… tuttavia in commercio si trovano lap-top niente male, con schermo da 15,6″, memoria di 320 Gb, sistema operativo, videocam ecc. a 300 euro IVA inclusa… meglio in ogni caso acquistarli, dopo il Comune può sempre dismetterli e metterli in vendita a lotti, per scuole, privati ecc. a prezzo-affare, recuperando così parte della spesa…