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Il Centro Studi Arnopolis e la biblioteca comunale SMS ricordano a Pisa i 100 anni di Turandot

A Pisa, il Centro Studi Arnopolis e la Biblioteca comunale SMS celebrano il centenario della prima di Turandot con conferenze, incontri con gli autori e un concerto al Teatro Verdi. Un percorso tra musica, letteratura e società per riscoprire Giacomo Puccini, la sua ultima opera incompiuta e l’attualità della sua eredità artistica.

di Redazione Pensalibero.it | 8 Ottobre 2026

Il recente centenario della morte di Giacomo Puccini e l’attuale centenario della prima di Turandot hanno indotto il Centro Studi Arnopolis e la biblioteca comunale di Pisa a realizzare una serie di incontri per approfondire alcuni temi legati alla figura e alle opere del compositore lucchese.

Come ha sottolineato l’Assessore alla Cultura del Comune di Pisa, che ha patrocinato insieme alla Regione Toscana, alla Fondazione teatro di Pisa e all’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana questa iniziativa “…Ricordare Giacomo Pucicni nell’anno del centenario della sua ultima opera, l’incompiuta Turandot, non significa soltanto celebrare uno degli artisti più famosi al mondo ma ripercorrere nei tempi e nei luoghi l’influenza che ha avuto anche nei nostri territori a partire da Pisa e dal suo teatro Verdi…”

Ad aprire il ciclo di incontri, la conferenza del dott. Pier Giuseppe Puggioni, laureato in Giurisprudenza, dottore di ricerca in Teoria dei diritti fondamentali e giustizia costituzionale presso l’Università di Pisa e diplomando al Conservatorio de La Spezia, “POTERE E SOCIETA’ IN GIACOMO PUCCINI da Manon Lescaut a Turandot”. Un’interessante lettura della produzione operistica di Puccini in una possibile chiave politica ed una valutazione sull’impatto sociale che ha avuto ai suoi tempi e nei giorni di oggi.

Non meno interessante il primo degli incontri con gli autori, in programma giovedì 22 ottobre presso la biblioteca comunale dedicato ad un “famigerato” musicologo del ‘900 reo di aver scritto un saggio, molto citato ma poco letto, “contro” Giacomo Puccini: Puccini e l’opera internazionale. In realtà le cose stanno in modo ben diverso e Renzo Cresti, già Direttore e docente di Storia della musica presso il Conservatorio “Boccherini” di Lucca, Consulente artistico del teatro del Giglio e Direttore artistico del progetto della Comunità Europea “Sonata di Mare” e Presidente della Cappella musicale della Cattedrale di Lucca, ristabilisce con il suo saggio LE RAGIONI DI TORREFRANCA, una verità necessaria quanto opportuna per riproporre  l’allora acceso confronto tra gli amanti del melodramma e quelli della musica sinfonica che la “generazione dell’80” tra cui spiccano artisti del calibro di Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, Alfredo Casella e Gian Francesco Malipiero, rappresentavano degnamente. Loro la proposta di rinnovare la musica italiana dando maggiore rilievo alla musica strumentale e polifonica.

Giovedì 19 novembre è invece prevista la presentazione di un romanzo dedicato a Puccini DILEGUA O NOTTE. Scrivere un romanzo dedicato a Puccini è impresa ardua se non si vuol ripercorrere la facile strada degli elementi agiografici e biografici, scivolando nelle facili retoriche, o peggio, nelle banali critiche all’uomo Puccini. Ma il nostro autore è “titolato” a raccogliere questa sfida: Marcello Lippi, ex baritono, saggista, docente universitario, insegna canto lirico e management del teatro presso il Conservatorio di La Spezia, tiene Master Class in moltissimi Paesi. Dal 2004 al 2009 ha ricoperto l’incarico di Direttore Artistico e Sovrintendente del Teatro Sociale di Rovigo. Nel 2010 è stato direttore dell’Italian Opera Festival di Londra. Dal 2011 al 2016 è stato direttore artistico della Fondazione Teatro Verdi di Pisa.

“Può qualcosa sopravvivere alla morte della bellezza?” Da questo interrogativo che esprime a fondo il turbamento di Giacomo Puccini nel non saper come concludere la sua ultima opera, prende anima un romanzo, non una biografia, a due piani, e per questo storia assolutamente vera.

Da un lato l’avventura di uno scrittore inviato a Bruxelles dalla casa editrice per scrivere la biografia di una celebre cantante e coinvolto in incontri e avvenimenti sorprendenti, dall’altro il dialogo tra il maestro Puccini e un amico, dialogo intimo e profondo che svela l’anima di entrambi.

L’Immortale si fa carne, agisce nel reale, le storie s’intrecciano e intersecano, i personaggi si scoprono sempre diversi dal previsto sorprendendo il lettore in un gioco di svelamenti progressivi.

La narrazione dà spazio a eventi incalzanti e spiazzanti come pure alle riflessioni del Maestro lucchese e scorre su questi due piani alla ricerca di una bellezza che nasce proprio dalla certezza che il tempo può essere vinto se la realtà si fa porta e passaggio all’immortalità.

Adriana Crispo, Alessandro Fantoni, Alessandro Ceccarini

A chiudere il ciclo di incontri con gli autori, giovedì 26 novembre, Rossella Martina e il suo suggestivo saggio GLI ULTIMI GIORNI DI PUCCINI – Turandot il sogno incompiuto.

Turandot, la Principessa di Gelo, perseguita, letteralmente, “anima e corpo”, Giacomo Puccini a partire dal 1920 e fino alla morte nel 1924.

È come se l’ombra di Turandot e quella della Morte si sovrapponessero turbando profondamente il compositore e impedendogli di completare l’opera, di darle un “lieto fine”.

Nella prima parte del libro seguiamo il Maestro negli anni che dedica a questa sua ultima opera: Puccini sente, presagisce quest’ombra oscura proiettata da Turandot, ben prima che la malattia, il cancro alla gola, si manifesti. Le lettere scambiate con i suoi librettisti, Adami e Simoni, testimoniano la sua ricerca incessante, l’insoddisfazione, il dolore, la resa, la tristezza di questo periodo.

Nella seconda parte del libro Rossella Martina racconta giorno per giorno gli ultimi due mesi della vita di Puccini, la scoperta della malattia, le visite dagli specialisti, la scelta di andare a Bruxelles a operarsi, ma anche la solitudine e la paura dell’uomo e la tragedia della morte inattesa e beffarda.

Ma giovedì 26 novembre sarà anche il giorno dedicato ad un concerto in onore di Giacomo Puccini:

nella Sala Titta Ruffo del teatro Verdi di Pisa, il soprano Adriana Crispo, il tenore Alessandro Fantoni e il basso Alessandro Ceccarini proporranno nella prima parte romanze tratte dalle opere pucciniane, mente la seconda parte sarà interamente dedicata a Turandot con le arie più celebri di questo capolavoro che Puccini ha lasciato incompiuto a causa della sua morte.

Stefano Mecenate

“Credo – ha sottolineato Stefano Mecenate, Presidente del Centro Studi Arnopolis e coordinatore artistico dell’evento – che sia ancora possibile parlare di Puccini in modo originale e non retorico. L’uomo e l’artista, pur oggetto di grande attenzione da parte di studiosi di tutto il mondo, ha ancora molto da dire di sé come dimostra l’Epistolario Pucciniano, poderoso lavoro intrapreso dal Centro Studi Giacomo Puccini e coordinato dalla professoressa Gabriella Biagi Ravenni, che mette a disposizione, in edizioni critiche annotate, commentate e indicizzate, i testi autentici delle comunicazioni scritte di Giacomo Puccini; tutte quelle conosciute e considerate autentiche, siano esse lettere, cartoline, biglietti, telegrammi, buste e simili.

Da parte nostra abbiamo cercato di proporre dei punti di osservazione attendibili ma in qualche modo originali, talvolta financo non pienamente “ortodossi” ma sempre rigorosi e documentati. Un modo per suscitare curiosità e, al contempo, aprire nuove opportunità di confronto e di approfondimento con l’intento di coinvolgere anche coloro che del Maestro lucchese conoscono solo frammenti della vita e solo alcune delle opere. Ci auguriamo che questa iniziativa trovi l’interesse anche dei più giovani, ai quali desideriamo offrire l’opportunità di conoscere e sperimentare generi musicali diversi da quelli loro abituali ma, a nostro avviso, non meno affascinanti e attuali”

Pubblicato in : Cultura ed eventi

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