La commissione nazionale di garanzia del PD reintegra tra i suoi iscritti Filippo Penati. Insomma gli ridà la tessera dopo le sue assoluzioni processuali. Caso kafkiano. Perchè ne era stato privato prima di arrivare a sentenza?
Eppure era stato presidente della Provincia di Milano, vicepresidente del Consiglio Regionale, membro della segreteria di Bersani. Ma a volte il garantismo è solo una bella parola.
Ora Penati dichiara che non rinnoverà l’ iscrizione. Comprensibile. Ma nel nuovo millennio che valore ha una tessera di partito?
I grillini non hanno tessere.Scelgono sul web. Eppure sono il secondo partito in Italia. Forza Italia ha tessere formali, ma chi decide è ancora Berlusconi. Ed è sempre stato così. Le sezioni non ci sono più .
Ora ci sono i circoli e le primarie. La Lega è la sola rimasta con un’ organizzazione “leninista. Ma dopo Bossi , ora c’è Salvini e la personalizzazione del partito è sempre più accentuata. Nella prima Repubblica la tessera segnava l’ appartenenza. Il valore in più. Gli ideali erano ancora forti.
Ora gli schieramenti sono multiculturali. A volte ci si rammenta la canzone di Gaber “cos’è la destra cos’è la sinistra”. Credo che sia venuto il momento di ripensare all’ organizzazione partito e al titolo di appartenenza.
Ritornando indietro di anni il primo vero innovatore politico in Europa fu Mitterand che diede vita ai club. Idea ripresa in Italia da Martelli e mai realizzata. Si vuole cambiare la costituzione, allora si pensi a cambiare anche i partiti.

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