Il caso di Bardonecchia è emblematico
Se ci sono state delle leggerezze da parte francese chi di dovere dovrà farlo presente e chiedere risposte chiare e convincenti: dopodiché i Salvini e i Di Maio vari si occupino delle questioni veramente importanti.
Un gruppo di poliziotti stranieri, francesi, entra nel territorio italiano e agisce con una certa prepotenza, tipica di molti agenti di ogni parte del mondo, e lo fa per capire chi sia un signore di colore di origine nigeriana. Se sia un drogato, ad esempio, o uno spacciatore. Il signore nigeriano, peraltro una persona in regola, pare stesse entrando in Italia, non uscendovi, e se la cosa venisse confermata, ebbene, il controllo degli agenti francesi risulterebbe curioso, se non grottesco. Si potrebbe però sostenere anche il contrario, e ipotizzare (ironicamente?) il timore, da parte dei poliziotti, che la Francia stesse esportando un delinquente nella cara “sorella” latina, l’Italia. Per non parlare poi di una ripicca di confine, che può aver visto da una parte qualche agente poco autoironico – tratto peraltro assai diffuso tra i cugini d’oltralpe, e non solo tra i poliziotti – e un giovanotto un po’ polemico. Non so.
Il punto vero però è un altro: se veramente i trattati di cui parla Parigi fossero in grado di coprire un comportamento del genere. Detto e sottolineato questo, non alzerei troppo i toni della polemica, e questo per vari motivi.
Il primo è che l’Italia, ebbene sì, esporta in Francia molto più di quanto non importi, ed è meglio evitare scontri che possono avere ricadute commerciali negative.
Il secondo, espresso un po’ per scherzo, è che la Francia sarà anche un alleato e un amico, ma è soprattutto una grande potenza militare con cui è meglio non fare troppo gli spavaldi, per stare ai rispettivi rapporti di forza, e alla realpolitik, nonché al principio di realtà, che peraltro è quello che porta tutti noi ad escludere una conclusione bellica di tutta la questione (ma coi francesi non si sa mai, lasciatemi aggiungere con un pizzico di ironia…).
Il terzo è che sono proprio fatti del genere, quelli cioè che fomentano un discutibile sentimento nazionalista nelle masse, che aiutano le forze politiche populiste ad ottenere consensi ispirati all’irrazionalità, che è esattamente ciò di cui l’Italia non ha bisogno.
Se ci sono state delle leggerezze da parte francese chi di dovere dovrà farlo presente e chiedere risposte chiare e convincenti: dopodiché i Salvini e i Di Maio vari si occupino delle questioni veramente importanti, ed evitino considerazioni da ritardati – sì, da ritardati! -, considerazioni, cioè, tipo quella per cui occorra cacciare i diplomatici francesi, altro che quelli inoffensivi, bravi e buoni come i poveri russi: la Russia, infatti – aggiungo io -, è nota per non sconfinare mai nei territori altrui, soprattutto coi carri armati.
Ahimè, è questo il signore che potrebbe guidare l’Italia nei prossimi anni?
Salvini è abituato a cavalcare le emozioni, a farsi paladino dell’irrazionalità, non c’è niente da fare.
Salvini è, come ho già scritto altrove, un politico di mediocre qualità che intende abbassare il livello della politica al proprio, ben sapendo che quanto più la politica diventa alta tanto più la gente come lui viene esclusa. L’abilità di gente come Salvini è capire dove va il vento, dove si vogliano far guidare settori della popolazione o scontenta, o impaurita, o frustrata, o culturalmente limitata – che purtroppo non sono piccoli, ed anzi in Italia sono aumentati parecchio – per farsene paladino. Comunque ci sarà modo di approfondire la questione in altri articoli.
Ora faccio solo una previsione: semmai Salvini dovesse andare al Governo, e si trovasse in difficoltà con le sue (poco chiare) ricette economiche (spero di no, ovviamente!), pigerà – ahimè – sull’accelleratore dell’irrazionalità – oggi nazionalismo antifrancese, domani politiche migratorie ben peggiori di quelle attuali praticate da Parigi – per tenersi a galla.
Qualsiasi cosa, ma viva l’irrazionalità insomma: quella, per capirci, che ha reso la Lega, per qualche istante, paladina di un “povero” straniero di colore trattato male dalle forze dell’ordine, in più contro una nazione europea rispettabilissima, secondo i tradizionali canoni padani, come la Francia.
Ovviamente Salvini ha dovuto dire quello che ha detto per non farsi superare a destra da Fratelli d’Italia & Co, ma, insomma, la cosa mi ha fatto sorridere per un attimo: se di questi tempi ci fosse qualcosa di cui sorridere davvero, naturalmente.
Stesso discorso per il Governo attuale che, per non dimostrarsi fiacco, ha dovuto convocare addirittura l’Ambasciatore francese a Roma. Certo, a Parigi sanno che la sinistra oggi ha bisogno di sceneggiate del genere, ma il quadro complessivo è quello desolante di una politica nazionale che invece di guidare si fa travolgere dalla tentazione di cavalcare le poche emozioni popolari che, in epoca di confusione generale, diventano leggi, stelle polari.
Ma come le stelle polari della volta celeste spesso si rivelano delle meteore, stesso discorso, purtroppo, per quelle della politica.
Fabrizio Amadori

Caro Fabrizio Amadori,
abito in Val Chisone, a due tiri di schioppo da Bardonecchia.
Il caso occorso e che descrivi è degno di un copione da avanspettacolo o da teatro dei burattini: cinque flic francesi, armati fino ai denti, sconfinano, entrano in un centro di accoglienza e sequestrano un nigeriano; lo portano nel cesso e lo fanno pisciare in una provetta per vedere se è drogato, ma risulta negativo ! Il capo-manipolo: le nigérian n’est pas positif, désolé, bonne soirée;
derrier front, en marche, revenons en France !
I nostri politici dovrebbero essere assorbiti al 100 % per preparare gli incontri con il Presidente Mattarella e non occuparsi di un episodio, sì sconcertante, ma marginale; il Prefetto di Torino ha preso in mano la situazione e fa le indagini del caso.
Per quanto riguarda la Francia e la sua politica verso l’Italia, non perdiamo di vista che cerca in tutti i modi di surclassarci nel Mediterraneo ed in Africa; la guerra in Libia a Gheddafi ne è un esempio macroscopico, e le recenti rivelazioni sull’operato di Sarkozy nel 2006 gettano ulteriori luci inquietanti.
Giustamente osservi il firmamento; non tutte le stelle in cielo sono Stelle Polari.
Dario Seglie
beato lei che abità in quelle zone magnifiche!
Per quanto riguarda la Francia e la sua smania di surclassarci, ebbene, ho scritto più di un articolo a tal proposito (e – si parva licet – ho rilasciato pure una breve intervista ad un blogger de ilgiornale.it), e sono d’accordo con lei
saluti
FA