Cari amici, ma come? Una donna a Manbij in Syria, liberata dalla coalizione curdo araba appoggiata dagli USA, per quanto flebile e incerta possa essere ora la sua libertà, sfida la Sharia e fuma, libera dal Burka, come sfidare questi tagliatori di gole, una sigaretta in barba a loro; si potrebbe aggiungere. In Eurabia, invece, si esalta il Burkiri, effimero costume inventato in Australia, che per le donne deve essere anche poco igienico e dare un caldo atroce. Certo, ci deve essere libertà e ogni individuo sceglie il costume che gli pare. Va bene: ma deve essere una scelta libera, non imposta né da una legge, né tanto meno da una religione. Io ad esempio preferisco lo scafandro: faccio il bagno in mare così. Vado dove mi pare, non mi scotto al sole. Sono un uomo profondo. Per una donna però preferisco vederla in BIKINI. Ora il Burkini, questo vezzoso costume, pare sia diventato un fenomeno quasi atomico e dà scandalo, peggiore dell’americano BIKINI, nome che doveva essere esplosivo, ricordando l’atollo dove fu provata l’atomica. Fatto sta che questa riscoperta, era già stata inventata prima che le religioni monoteiste e i buonisti d’allora come di oggi rompessero gli…Zebedei. Scientificamente, lo dimostrano i mosaici di una villa romana di Piazza Armerini in Sicilia, tra il terzo e il quarto secolo D.C., dove due giovani donne giocano felici a palla. Che si stia tornando in dietro verso un nuovo medioevo, che arriva dal Medio Oriente, tanto per cambiare?


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