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Il bue e l’asinello non sono più cool

La Rinascente di Padova ha deciso di dire addio alla vendita delle statuette della natività. Semplicemente una scelta di business o sintomo di secolarizzazione della nostra società?

di Angelo Marinazzo | 1 Dicembre 2006

Il Gazzettino ha dato grande risalto alla notizia attraverso le sue pagine. La Rinascente padovana ha deciso di bandire la vendita delle statuette natalizie dai propri scaffali.
Una scelta fatta per non offendere i fedeli di altre confessioni? Nient’affatto.
La ragione di questa “immoralità” proviene molto più prosaicamente dall’ufficio marketing della filiale veneta de La Rinascente.
Infatti, la ragione della scomparsa dagli scaffali del Bambin Gesù, di Maria e di Giuseppe sarebbe tutta da addebitarsi allo scarso appeal, e dunque alle scarse vendite, che ha registrato il presepe negli ultimi anni.
Le statuetta hanno via via perso il gradimento dei clienti. I quali sono sempre più propensi a festeggiare il periodo natalizio limitandosi ad addobbare l’albero di natale, senza più affiancare quest’ultimo al muschio, alla capannuccia e alle statuette della natività.
Il presepe, che è tradizione prettamente cattolica e soprattutto italiana, sembra dunque cedere il passo ai nuovi tempi. Segno di secolarizzazione della società italiana?
Forse sì, se si pensa che il fatto sia successo proprio nel cuore di una regione da sempre molto cattolica come il veneto. E questo fa pensare non solo in termini di politiche aziendali, ma sicuramente molto più in termini sociologici.
La verità è forse da dividere tra i due diversi aspetti. L’uno, che le statuine del presepe, una volta acquistate, vengono riutilizzate ad oltranza di anno in anno senza il bisogno di stare sempre a sostituirle; l’altro, che nonostante gran parte della società italiana si dichiari cattolica, è sempre meno incline a rispettare le tradizioni e i doveri che una religione richiede ai propri fedeli.
Una cosa è certa, un simbolo più neutrale e meno strettamente connesso alla religione cattolica come l’albero di natale – le cui origini risalgono a tradizioni delle popolazioni barbare – sembra non conoscere declino e anzi potrebbe affermarsi sempre più come un simbolo natalizio transreligioso.

Angelo Marinazzo

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, natale, notizia, religione, società italiana

Info Angelo Marinazzo

Interazioni del lettore

Commenti

  1. malabrocca

    14 Dicembre 2006 alle 15:00

    Si sta creando una situazione , non solo in Italia, che a me non piace per niente. Mi riferisco alle decisioni prese da comuni, scuole, negozianti,privati cittadini, di non esporre simboli religiosi, addirittura Albero di Natale e Presepe, per un senso di “rispetto” verso altre religioni.Mi sembra una imbecillità pazzesca.
    Io non vado in chiesa, non frequento manifestazioni religiose, mi da fastidio che i preti,i vescovi,il vaticano interferiscano nella vita civile, ma non mi sognerei mai, proprio per questo, di interferire nello stile di vita dei credenti.Da piccolo, mia madre mi faceva partecipare all’allestimento del Presepe ed in seguito dell’Albero di Natale, usanza che non ho mai smesso di praticare, ieri con e per mia figlia, oggi con e per mia nipote.Mia nipote non abita con me, nonostante questo, a casa mia fanno bella mostra di sé, Presepe ed Albero di Natale e la sera di Natale, sotto l’Albero, si scartano i regali. Cosa voglio dire con questo ? Voglio semplicemente affermare con forza che il Presepe e l’Albero di Natale non sono, o forse non lo sono più, dei semplici simboli religiosi ma sono entrati con diritto e con forza nella nostra tradizione e nella nostra cultura di persone disponibili ed aperte non negazioniste ma tolleranti ed ospitali. In questi giorni si sta confondendo la nostra tolleranza e la nostra ospitalità, per assenza di tradizioni e di valori. I canti di natale a scuola,per i bambini, non sono e non possono essere interpretati come manifestazioni ostili nei confronti di chichessia, tanto più che inneggiano sempre comunque alla pace alla tolleranza all’uguaglianza.
    Non è vero che un bambino Mussulmano non possa assistere a manifestazioni come quelle natalizie che ricordano Gesù Cristo, anche per i Mussulmani Gesù è esistito e fu un grande profeta, è scritto nel Corano, certo, non possiamo far recitare ad un bambino Mussulmano il paragrafo che afferma che Gesù è figlio di Dio ed è Dio in terra, che la loro religione non riconosce.Da qui al cancellare recite e canti natalizi , Presepe ed aAlberodi natale c’ è un abisso che può essere spalancato solo dall’ ignoranza, dal bigottismo e perché no, dalla stupidità umana

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