E’ finito com’era cominciato il quarantesimo meeting di Comunione e Liberazione con un silenzio fragoroso come mai era avvenuto. Nonostante le decine di partecipanti, anche di grande spessore politico, italiani e stranieri. Non soltanto i giornali laici si sono tenuti lontano dall’appuntamento che aveva per titolo “ Nacque il tuo nome da ciò che fissavi” ovvero: “Io (il mio nome) mi riconosco, sono tale, solo nel rapporto con l’altro, con il diverso da me”, ma anche i giornali clericali hanno temuto un basso profilo. Per esempio l’Osservatore Romano ha pubblicato soltanto il discorso dell’ arcivescovo Paul Richard Gallagher segretario per i Rapporti con gli Stati che ha iniziato il suo discorso da De Gaspari imperniato su l’Europa, la pace e soprattutto la solidarietà. Un politico democristiano doc allevato nei giardini Vaticani a cui la Chiesa di Roma guarda ancora quale modello per governare nuovamente non soltanto in Italia. La mancanza di una religione europea fondata sul cristianesimo mina gravemente i diritti e la solidarietà oltre che frantuma le famiglie prive di “miti”. Si spiega così l’egoismo e gli interessi particolari che danno via libera alle crisi finanziarie speculative, all’uscita della Gran Bretagna dall’Europa e soprattutto, il leitmotiv caro a Bergoglio: accogliere la migrazione invece di lasciarla a sé stessa senza una visione programmatica e politica che suscita paure ed ostilità verso l’altro. Unico antidoto a questo caos il ritorno al Cristianesimo come valore fondante dell’Europa e come portolano da vivere quotidianamente, essenziale per l’uomo di oggi. La motivazione di questo silenziatore al meeting risiede nell’ostilità di Bergoglio per questa associazione che nel tempo è cresciuta troppo ed è sfuggita di mano alla Chiesa cattolica, non tanto per il folklore e l’entusiasmo dei giovani volontari che animano l’associazione e l’evento, quanto per la sostanza che risiede nelle oscure profondità delle Compagnie delle Opere. Lobbie s per le quali Bergoglio non dimostra simpatie neppure se cattolicissime come lo sono quelle (Vedi, Papa Francesco fa pace con la lobby di Comunione e Liberazione ? O la teme ?http://www.pensalibero.it/papa-francesco-fa-pace-con-la-lobby-di-comunione-e-liberazione-o-la-teme/) . La politica di Bergoglio è a volto scoperto come ha dato dimostrazioni continue durante il suo pontificato. Ne avemmo una sintesi con il sindaco Marino per cui bastò l’affermazione che il Sindaco non era stato da Lui invitato ad una certa manifestazione per assisterne la caduta. Con Salvini, osso più duro, ci volle tutto lo schieramento della CEI ed il card. di Stato Parolin, più altri prelati per fermare la corsa del “comandante”. Parolin dichiarò che se Salvini avesse voluto incontrare il santo Padre avrebbe dovuto percorrere i canali ufficiali. Ciò a dimostrare che nonostante il diniego dell’interessato la domanda fu avanzata, ma privatamente, poiché il timore di un rifiuto pubblico ne avrebbe determinato la sua fine precoce. Per cui il “comandante” si astenne fiutando l’aria. L’incontro era desiderato da Salvini, inutile nascondersi dietro il dito, per far cessare la politica anti leghista, anti sovranista portata avanti dal Vaticano con una forza e un martellamento che non lasciava prevedere nulla di buono per lui e la sua Lega. Nonostante questo, il “cocciuto” ha continuato a sventolare rosari e crocefissi invadendo campi impropri come del resto recita l’antico proverbio “ scherza coi fanti e lascia stare i santi” .
Ora la musica è cambiata; non abbiamo un De Gaspari al Governo provvisorio, ma un democristiano doc che avrà accesso nelle stanza vaticane anche senza chiedere. Guardatelo se non somiglia da un redivivo Emilio Colombo, nativo di Potenza. Conte non ha bisogno neppure del distintivo dell’Azione Cattolica gli basta la pochette che parla più di ogni apparente appartenenza. Fra l’altro ha anche il vantaggio rispetto a Colombo di avere il suo sacrestano particolare in Di Maio, atto più a baciare reliquie che a governare. Non manca il codazzo dei mogi democristiani colleghi di Conte, da Prodi, Franceschini, Lupi, Gentiloni… chi più ne ha più ne metta. Qualcuno potrebbe farmi notare che abbiamo anche la componente del partito democratico in quota futuro Governo, in Zingaretti. Zingaretti, chi? Volete dire Renzi ! Altro democristiano alla Andreotti dalle sette vite ! Ma acqua santa e demonio non sono mai andati molto d’accordo. Staremo a vedere, disse il rospo, e il contadino (Mattarella) aguzza la canna.
Guglielmo Adilardi

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