Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’.. e noi ci stiamo preparando e forse succederà. E verrà il giorno in cui, le tasse tutti pagheranno. Ma pagheranno di meno sai, è questa la novità.
No, perché questo pensierino è fissato nella mente di tutti i cittadini, quelli che le pagano costretti, i dipendenti, pubblici e privati e i pensionati. Che, comunque, non tutti ma quasi, fanno un doppio lavoro al nero, i pubblici in fattispecie. Ma anche in quella degli autonomi , vessati da fisco e burocrazia che spesso rende difficoltoso, per usare un eufemismo, addirittura lavorare. In serenità, impossibile. Ma non pretendiamo tanto, solo un po’ di tranquillità.
Il lavoro crea adesione e integrazione. E se ci fosse per tutti i nostri problemi esistenziali sarebbero in gran parte risolti. Perchè, per pagare le tasse bisogna anche lavorare, Presidente. Finchè la sinistra, ma particolarmente i sindacati da questa partoriti, non lo capirà, saranno cavoli amari. E alcuni, nati a fin di bene, hanno tralignato. Eppure qualcuno, pochi ancora, in verità, ha finalmente capito che chi dà lavoro ha diritto anche a guadagnare, dato che investe del suo. E che mentre i lavoratori vanno certamente tutelati perchè non vengano sfruttati, equamente tutelato deve essere anche chi il lavoro lo produce.
Dunque nel mentre pensi giustamente a diminuire tasse e farle pagare a tutti, pensa anche a farli lavorare, tutti. Se ci riesci avrai diritto alla tua statua nell’agorà italica. Postuma, naturalmente, come eroe emerito della patria.
Quando sento parlare quelli degli alti scranni, mi dico e come me credo tanti umili e semplici cittadini: sì, ma questo lo so già, si, ma questo lo penso e auspico da decenni. Dunque, Giuseppi, come here! Non dire, ma fai. Anche perchè sei migliorato molto nell’eloquio, nella loquela, ottima, che già non ti mancavano ma li hai riempiti di contenuti. Tu li rivendi come innovativi ma per noi scontati. Perchè in realtà, insieme a Gigino avete preso Palazzo Chigi per il CEPU . Ma anzichè pagarla, la lezione, avete introitato parcelle non indifferenti.
Bene, tanto ciò premesso, ti auguro buon lavoro, caro Giuseppi, sperando davvero che tu possa fare quello che hai promesso e che ti sei ripromesso di fare. Dato che noi umili cittadini non possiam farci nulla. Siamo gli ultimi ad avere la parola, se non al voto, quando avverrà, e speriamo al più presto, quando potremo finalmente giudicarti, mai aprioristicamente e pregiudizialmente, ed esprimere il gradimento sul tuo operato e quello dei tuoi sodali, immaginiamo proposti da te, poi decretati e nominati dal sobrio Presidente, quello di questa martoriata repubblica, e, secondo l’art. 93 della Costituzione, prima di assumere le funzioni, hanno prestato giuramento nelle sue mani.
Sempre che tutto questo avvenga. Il futuro darà risposte.Carla Ceretelli

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