Negli ultimi sondaggi pubblicati si nota che il Movimento 5 Stelle avrebbe cessato la sua disastrosa discesa mentre la Lega sembrerebbe aver esaurito la sua vorticosa risalita. Sono piccolissimi segnali che, facendo riferimento ai sondaggi sempre mutevoli e che investono solo una parte di elettori, sono relativamente credibili: ma!?
Potrebbe essere effetto della nuova tattica che i due partiti di maggioranza hanno, quasi senza accorgersene, adottato? Cioè la tattica della rissa permanente su qualsiasi argomento ancorché minimale che fa dei due partiti quasi due fronti opposti senza mai intaccare la vita del Governo. I giornali, in mancanza di meglio, si tuffano su questi argomenti e li segnalano all’attenzione dei lettori e delle televisioni, che arrivano sempre un po’ dopo: gli elettori dei bar e delle file alle ASL a questo punto si dividono tra Gigino e quello che alcuni chiamano il Truce e sembra a loro di agire in un mercato politico libero e dialettico.
Ovviamente è un gioco al massacro. Al massacro in primo luogo del Paese perché queste risse paralizzanti l’attività del Governo portano rapidamente verso la crisi prima finanziaria e poi economica, che, per la verità, abbiamo già incominciato ad attraversare. La finta guerra può trasformarsi rapidamente in vera guerra se si inciampa in qualche vicenda non così facilmente superabile come quelle che si sono viste sino ad oggi per esempio la vicenda Siri che andando avanti lentamente sulle strade tortuose della magistratura incomincia ad aprire scenari di rapporti e amicizie vagamente mafiose che, francamente, rendono il cittadino comune perlomeno perplesso. La magistratura, come si dice sempre, farà il suo corso ma le amicizie di alcuni personaggi e, si può aggiungere, i risultati dell’eolico in Sicilia sono tali che, sul piano politico, dovrebbero avere effetti ben più pesanti delle modeste vicende dei genitori di Renzi o i coinvolgimenti marginali del padre della Boschi.
Era prevedibile che un gruppo di “scappati di casa” e di “dilettanti allo sbaraglio” potesse inciampare in qualcuna delle mille trappole che il sistema italiano comporta: non così presto e non così ingenuamente. Dunque dobbiamo prepararci, dopo le elezioni, a uno scenario completamente nuovo: Gigino antifascista e rigoroso come un senatore della Repubblica Romana. Il Truce garantista e tollerante come un liberale sud americano. Il PD, non tutto per la verità, che protende le braccia verso Gigino e i suoi secondo le antiche indicazioni del compagno Bersani che vedeva la mucca nel corridoio (non si è mai capito cosa volesse dire il brav’uomo).
Invece, dall’altra parte, un Cavalier Berlusconi sorridente, ammiccante ma anche vagamente ricattatorio nei confronti di Salvini il Truce.
Peggio di così…
Giacomo Properzj

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