
L’Europa deve “stare al fianco dell’Ucraina” e “aumentare la pressione economica” sulla Russia. È quanto si legge nel comunicato finale di Downing Street sul vertice di Londra tra il premier britannico Keir Starmer, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “I leader hanno discusso dell’importanza dei colloqui di pace guidati dagli Stati Uniti per la sicurezza europea e hanno sostenuto i progressi compiuti”, si legge ancora nel comunicato, oltre a incaricare i loro consiglieri per la sicurezza nazionale di proseguire le discussioni nei prossimi giorni. I ministri delle finanze del G7, riuniti virtualmente in Canada, in una dichiarazione congiunta si sono detti “pronti ad aumentare la pressione sulla Russia qualora i colloqui di pace fallissero”. “Abbiamo concordato – prosegue il testo – sull’ importanza di mantenere l’Ucraina al centro dell’agenda del G7 durante la prossima presidenza francese del G7. Abbiamo concordato sull’importanza di rafforzare il coordinamento del G7 con i partner internazionali e continueremo a potenziare la nostra sicurezza e resilienza collettiva”. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato che “la Germania dovrà un giorno avere l’esercito convenzionale più forte d’Europa” in un dibattito con i cittadini, trasmesso da Ard (è il principale gruppo radiotelevisivo pubblico in Germania). “Ho anche detto che dobbiamo essere in grado di difenderci per non doverci difendere. Di recente è stato il settantesimo anniversario dell’ingresso della Germania nella Nato, il che ci ha permesso di vivere in pace per un lungo periodo”, ha dichiarato Merz, “voglio che i miei figli e nipoti possano godere di un periodo simile”.
“Noi siamo sempre a sostegno dell’Ucraina finché c’è la guerra, ma lavoriamo tutti quanti per la pace. E’ ovvio che prima di iniziare una trattativa le due parti sono naturalmente portate a irrigidire le loro posizioni, poi bisogna vedere quando comincia la vera e propria trattativa quale sarà il punto d’incontro tra russi ed ucraini, con la mediazione americana, con una presenza europea, visto che noi abbiamo inflitto le sanzioni alla Russia e senza il ritiro delle sanzioni non si può arrivare alla pace. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è arrivato a Bruxelles per incontrare il segretario generale della Nato, Mark Rutte, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen. Lo ha fatto sapere il leader di Kiev stesso sui social. “La collaborazione con i nostri alleati è cruciale adesso”. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha affermato su X di aver avuto ieri “discussioni positive” a Bruxelles con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, “a sostegno di ulteriori progressi nel percorso verso una pace giusta e duratura per l’Ucraina”. Un massiccio attacco russo con droni ha colpito la zona di Sumy, località del nord dell’Ucraina, lasciando la città senza elettricità: lo hanno reso noto in serata le autorità locali, riprese da diversi media. “In soli trenta minuti i russi hanno lanciato sulla città più di una decina di droni d’attacco”, ha fatto sapere su Telegram il governatore della regione di Sumy Oleh Hryhorov. Sono state colpite diverse infrastrutture energetiche. “Ieri a Londra, insieme al primo ministro, Keir Starmer, abbiamo tenuto una call con i partner. C’era una numerosa rappresentanza: Finlandia, Italia, Polonia, Norvegia, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Turchia, il segretario generale della Nato e i presidenti del Consiglio Europeo e della Commissione Europea.
Ci stiamo coordinando per garantire che la voce dell’Europa venga presa in considerazione in tutte le questioni che la riguardano”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un post su X in cui ha evidenziato come in questi giorni ci siano contatti “praticamente 24 ore su 24” con i partner dell’Ucraina. “La recente proposta della Commissione europea di concedere all’Ucraina un prestito di riparazione garantito da beni congelati garantirebbe a Kiev una posizione di maggior forza nei negoziati di pace e trasmetterebbe un messaggio chiaro: la Russia, che è l’aggressore, deve pagare per quanto fatto. Questo garantirebbe inoltre all’Ue un ruolo di maggior rilievo nel processo di pace in Ucraina”. Lo ha affermato ieri il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna, intervenendo in videoconferenza al vertice dei ministri degli Esteri dei Paesi nordici e baltici.
Giuseppe Basilico

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