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I violatori del diritto internazionale

La Corte penale dell”Aja, che è riconosciuta da più di duecento Stati, ha emesso recentemente due mandati di cattura, uno contro il russo Putin, e l’altro contro l’israeliano Netanyahu, con l’imputazione per crimini di guerra. Entrambi gli atti, in verità, sono discutibili. Israele non ha nulla a che fare con la corte dell’Aja, mentre la Russia ha sottoscritto il trattato di Roma del 2000, per poi ritirare, stizzita, la firma sedici anni dopo. C’era sempre Putin al governo del paese. Visto che a Putin e a Netanyahu nessuno è andato chiedere di consegnarsi alla giustizia europea, è possibile che la corte dell’Aja non si sia resa conto di incitare alla violazione del diritto internazionale, chiedendo l’arresto di cittadini che non sono sotto la sua giurisdizione. Oppure, semplicemente, nessun paese si è messo a disquisire di dove stesse in un caso simile il diritto internazionale. Semplicemente, ci si è detti, quei parrucconi dell’Aja sono ammattiti.

di Riccardo Bruno | 5 Gennaio 2026

La Corte penale dell”Aja, che è riconosciuta da più di duecento Stati, ha emesso recentemente due mandati di cattura, uno contro il russo Putin, e l’altro contro l’israeliano Netanyahu, con l’imputazione per crimini di guerra. Entrambi gli atti, in verità, sono discutibili. Israele non ha nulla a che fare con la corte dell’Aja, mentre la Russia ha sottoscritto il trattato di Roma del 2000, per poi ritirare, stizzita, la firma sedici anni dopo. C’era sempre Putin al governo del paese. Visto che a Putin e a Netanyahu nessuno è andato chiedere di consegnarsi alla giustizia europea, è possibile che la corte dell’Aja non si sia resa conto di incitare alla violazione del diritto internazionale, chiedendo l’arresto di cittadini che non sono sotto la sua giurisdizione. Oppure, semplicemente, nessun paese si è messo a disquisire di dove stesse in un caso simile il diritto internazionale. Semplicemente, ci si è detti, quei parrucconi dell’Aja sono ammattiti. Chi lo va a prendere Putin? E come lo si arresta Netanyahu? Il ministro Nordio non riesce nemmeno a trattenere Almasri già in un carcere italiano.

Il Dipartimento di Giustizia statunitense, quando ha emesso un mandato di cattura per narcotraffico contro il venezuelano Maduro, è stato invece preso molto seriamente dal suo governo Federale. Si è allertato l’esercito e si è resa possibile l’operazione. Nessuno allora si deve essere poi preoccupato dei principi del diritto internazionale. L’America pensa alla sua sicurezza. Il diritto internazionale deve coincidere con questa per avere un qualche valore, altrimenti è considerato carta straccia. Maduro che si sentiva intoccabile, è stato prelevato di peso e ora verrà processato con tutti i crismi del sistema americano. Fosse mai riconosciuto innocente, sarà rimandato a casa. Anche se va detto che i capi di accusa nei suoi riguardi sono tali da non far sperare troppo in un suo rilascio. In ogni caso, i tempi della giustizia potrebbero essere lunghi e visto che Maduro, per quanto possa apparire incredibile, è un capo di Stato, il governo americano fa bene a preoccuparsi dei possibili effetti destabilizzanti con il suo arresto. Non averlo fatto ai tempi di Gheddafi ha comportato una crisi regionale gravissima e ancora irrisolta. Questo in effetti rientrerebbe nel campo del diritto internazionale. Tu puoi benissimo deporre un tiranno, ci mancherebbe. E per riuscirci fai come ti pare, va bene anche il pugnale. Non puoi lasciare una popolazione allo sbando.

La questione al dunque è politica, non giuridica, dal momento che il Venezuela ha rapporti privilegiati con l’Iran, la Cina, la Russia. Chavez ruppe i rapporti con l’America ed è molto plausibile che considerati i problemi di Washington con simili paesi, nessuno dei quali rispetta il diritto internazionale, e manco quello della sua popolazione, Trump provi a sfruttare la situazione in suo favore. Questo significherebbe non una prepotenza statunitense, quanto una misura precauzionale. La droga in America fa decine di migliaia di morti ogni anno, soprattutto giovani, 87 mila nel 2025. Peggio che mandarli a combattere in Vietnam.

Il profilo del diritto internazionale, per capire di cosa si parla, andrebbe sempre considerato nelle sue premesse, poste con il processo di Norimberga. Allora le potenze vincitrici del secondo conflitto accusarono i vinti come responsabili della guerra appena conclusa. Uno delle tesi della difesa era che se le sorti del conflitto fossero state capovolte, lo sarebbero stati anche gli imputati. Gli avvocati, come sempre, avevano perfettamente ragione. La fonte del diritto internazionale è la forza che determina la ragione. Per questo gli Stati uniti hanno fatto balzi da gigante nel campo degli armamenti e sono oggi capaci di prelevare un personaggio come Maduro, in una manciata di minuti, senza dover invadere il suo paese. Putin, Xi e Khamenei hanno qualcosa a cui pensare la notte, quando spengono la luce sul tavolino della loro cameretta, prima di mettersi a letto, sereni che nulla di male possa loro accadere.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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