• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Con l’arresto di Maduro muore il diritto internazionale

Immaginiamo per un istante che a essere arrestato fosse Netanyahu. Non un’ipotesi fantasiosa: su di lui pende una richiesta della Corte Penale Internazionale dell’Aia, legata a un bilancio di decine di migliaia di morti palestinesi, metà dei quali bambini. Che cosa accadrebbe? Probabilmente nulla. O meglio: accadrebbe l’opposto. Indignazione selettiva, sdegno a intermittenza e immediata archiviazione del principio di giustizia universale. Il problema non è Maduro. Il problema è il precedente. Perché se si accetta l’idea che un capo di Stato possa essere catturato come un narcotrafficante qualunque, fuori da qualsiasi mandato internazionale condiviso, allora il diritto internazionale diventa un’opinione. O peggio: uno strumento a geometria variabile utile solo quando coincide con gli interessi del più forte.

di Angelo Santoro | 5 Gennaio 2026

Immaginiamo per un istante che a essere arrestato fosse Netanyahu. Non un’ipotesi fantasiosa: su di lui pende una richiesta della Corte Penale Internazionale dell’Aia, legata a un bilancio di decine di migliaia di morti palestinesi, metà dei quali bambini. Che cosa accadrebbe? Probabilmente nulla. O meglio: accadrebbe l’opposto. Indignazione selettiva, sdegno a intermittenza e immediata archiviazione del principio di giustizia universale. Il problema non è Maduro. Il problema è il precedente. Perché se si accetta l’idea che un capo di Stato possa essere catturato come un narcotrafficante qualunque, fuori da qualsiasi mandato internazionale condiviso, allora il diritto internazionale diventa un’opinione. O peggio: uno strumento a geometria variabile utile solo quando coincide con gli interessi del più forte. Seguendo questa logica dovremmo organizzare una caccia globale ai satrapi del pianeta, prelevarli ovunque si trovino e processarli in qualche tribunale improvvisato. Il dettaglio è che molti di questi governano Paesi membri dell’ONU, siedono a tavoli diplomatici, stringono mani rispettabili e firmano trattati. Non vendono droga, certo, ma reprimono dissenso, incarcerano oppositori e governano a colpi di macete. Tuttavia fino a quando restano “amici” nessuno li disturba. Il barbaro più onesto resta allora il tycoon che senza ipocrisie ha spiegato che il vero obiettivo era il petrolio venezuelano. Altro che lotta al narcotraffico. Se fosse davvero una questione di droga basterebbe attraversare il Rio Grande e intervenire in Messico, con costi infinitamente più bassi e senza muovere flotte oceaniche. Ma lì il petrolio non c’è, e quindi si guarda altrove. Ogni potenza ha bisogno di una scusa morale per colpire il più debole: esportare la democrazia, difendere i diritti umani, salvare il mondo da un pericolo imminente. È la versione geopolitica del bullo che ti ruba la merendina sostenendo che lo hai guardato male. Funziona sempre, soprattutto quando nessuno osa contraddirlo. Del resto non è una novità. Saddam è stato impiccato per armi di distruzione di massa che non esistevano. L’Afghanistan è stato “liberato”, occupato, ricostruito a parole e poi riconsegnato ai talebani quando l’esperimento ha smesso di essere redditizio. Nel frattempo è cresciuta un’intera generazione convinta che il cambiamento fosse reale, mentre chi decideva sapeva bene, in perfetto stile gattopardesco, che tutto sarebbe rimasto com’era. La vita, come la politica internazionale resta un gioco crudele per i deboli. E oggi con l’arresto improprio di Maduro non si è colpito soltanto un leader controverso: si è certificata la morte del diritto internazionale. Da ora in poi la caccia al “cattivo” è ufficialmente aperta. Il problema è che il cattivo, quasi sempre, è solo quello senza abbastanza potere per difendersi.

Angelo Santoro

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Angelo Santoro

Angelo Santoro è un giornalista e scrittore. Editorialista di “Avanti Online”

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti