Gli anarchici e i neofascisti non sono la causa dei disordini, sono solo i vermi che proliferano in un pantano che ha origini ben più complesse e responsabilità altolocate.
Certo è una strana coincidenza che gli scontri di Milano tra la polizia e gli occupanti abusivi di case siano scoppiati proprio in via dei Vespri Siciliani, quasi a volerci ricordare che nel lontano 1282 una rivolta popolare si scatenò contro la nobiltà francese, padrona della Sicilia, e che forse qualcosa del genere potrebbe accadere ancora. Giusto per la cronaca, quella rivolta non finì bene per il popolo siciliano che, per liberarsi degli Angioini, si vide costretto ad invocare l’aiuto dei baroni spagnoli, dando così l’ avvio ad un’ altra lunga dominazione, tutto sommato peggiore della prima.
A parte la coincidenza del nome, c’è comunque qualcosa di medievale in questa guerra civile che ormai dilaga nelle periferie più degradate delle nostre città, da Roma a Milano, perché è infarcita di sentimenti primitivi, irrazionali, come la xenofobia ( per altro comprensibile se si pensa alla condizione di assediamento in cui sono costretti a vivere gli italiani del sottoproletariato urbano, circondati da campi rom, prostituzione e centri di accoglienza ), che si innestano sulle condizioni di vita regredite ad una fase pre-industriale, quando cioè la sopravvivenza tout court, il tetto, il riscaldamento, il salario minimo erano l’orizzonte per cui si combatteva quotidianamente.
C’è un clima di generale imbarbarimento, di rabbia, di invidia (come la chiamò Dante nel famoso sesto canto dell’ Inferno), che questa crisi senza fine sta esasperando, che la teoria dell’ accoglienza ha irresponsabilmente fomentato, che l’incapacità delle classi dirigenti (dal presidente Burlando al sindaco Marino giusto per citare gli eventi più recenti e traumatici) sta continuando a far montare.
Certo è facile prendersela con i gruppi dell’ estrema, gli anarchici milanesi e i ragazzi di Casa Pound, ed accusare loro per le esplosioni di violenza come un tempo si indicavano gli untori quali responsabili della peste. Gli anarchici e i neofascisti non sono la causa dei disordini, sono solo i vermi che proliferano in un pantano che ha origini ben più complesse e responsabilità altolocate. Ma tant’è.
Chi, dunque, ancora oggi continua a vedere la luce alla fine del tunnel? Dopo Monti e Letta, gli illuminati, che annunciarono coram populo la ripresa dietro l’angolo, dopo che lo stesso Matteo Renzi aveva promesso un Pil con segno più per la fine del 2014 e dopo che la realtà è stata invece quella della recessione pura e cruda, ininterrotta da quattro anni ad oggi, chi ancora può ragionevolmente sperare che l’anno prossimo il lumicino della ripresa tornerà a riaccendersi per l’ Italia?
E se davvero anche nel 2015, mentre altrove in Europa i motori in qualche modo riprendono a girare, nel nostro paese il segno continuasse ad essere sempre decisamente negativo, per cui la povertà sarà il vero flagello e la precarietà diventerà la condizione esistenziale, potremo continuare a farci allegramente ingannare dal pifferaio di turno o arriverà (di nuovo) il momento dei dominatori stranieri, anche se questa volta avranno il volto della Troika e parleranno inglese?

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