La sera del 13 novembre, a Parigi, c’è stato l’attacco terroristico che ha colpito la Francia, con azioni simultanee sul tipo dell’11 settembre 2001. La ferocia senza senso, la barbarie dei sanguinari, si è riversata sui cittadini inermi, che sono morti solo perché si sono trovati nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. 140 persone sono state trucidate; centinaia ferite.
Come accade quando le immani tragedie colpiscono l’intera umanità, si versano fiumi d’inchiostro sui giornali. Si scrivono pagine intere che propinano tutte le tesi possibili, che rischiano di non aiutare a comprendere ciò che sta accadendo.
Anche le televisioni, continuano a mandare in onda servizi speciali, che riversano sugli spettatori fiumi di parole, senza contribuire a chiarire le origini, di questo male oscuro, che si riversa su ignare popolazioni, che vanno allo stadio, a ristorante e a teatro.
Noi non abbiamo la pretesa di conoscere le cose meglio dei grandi mezzi di comunicazione. Alcune cose l’abbiamo scritte in passato e in questa triste circostanza vogliamo ribadirle, per ricondurre le questioni alle cose importanti.
Se l’Onu, le nostre Nazioni Unite, avesse un grande esercito, dieci volte più potente delle forze armate statunitensi, si otterrebbe un deterrente tale, che a nessun stato verrebbe la voglia di fare la guerra.
Viceversa, l’Onu ha una funzione pleonastica; a volte i caschi blu sono rimasti a guardare senza intervenire. E’ successo nel corso della guerra fra le nazioni dell’ex federazione Juogoslava, dove si è consumata la più feroce pulizia etnica del dopo guerra.
Purtroppo, l’occidente disunito ha lasciato crescere l’isis, che una grande forza dell’Onu, avrebbe potuto annientare sul nascere. Ancora una volta la cattiva coscienza dell’occidente, ha prodotto i risultati che sono sotto gli occhi inorriditi di tutti noi. Gli Usa, l’Inghilterra, la Russia e la stessa Francia, non si sono voluti imbarcare in una guerra convenzionale contro l’isis; Francia e Russia hanno deciso –unilateralmente- di bombardare.
Si è preferito ricorrere ai bombardamenti, che sono sempre sbagliati, perché –non dimentichiamolo- colpiscono per di più i civili, proprio come i cittadini che la sera dell’13 novembre sono stati uccisi a Parigi. Lo stesso dicasi per la bomba fatta esplodere sull’aereo Russo.
L’attacco del fanatismo portato all’occidente, è teso alla distruzione del nostro modello di vita. La distruzione dei siti archeologici, come Palmira, sono la prova che non solo vogliono terrorizzarci con gli attentati, ma distruggere anche la nostra cultura, la civiltà greco-romana, sulla quale ancor oggi poggia il nostro modello di vita quotidiano.
Purtroppo i terroristi si nascondono anche nel fiume di migranti che attraversano la cosiddetta rotta Balcanica. Un fiume che si può arrestare, solo diminuendo il divario economico fra l’occidente sprecone ed il secondo e terzo mondo, che muore di fame. Quest’ultima grande tragedia, che colpisce ancora una volta la Francia ci deve far riflettere. L’anno scorso toccò ai giornalisti di Charlie Hebdo di rimanere vittime del fanatismo dell’isis. Occorre una risposta unitaria e immediata delle nazioni, che azzeri una volta per tutte il fanatismo islamico. Se così non dovesse essere, tutto lascia prevedere che la prossima volta toccherà all’Inghilterra all’Italia e alla Germania, se gli uomini dell’isis, non verranno fermati una volta per tutte.

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