• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

I sonnambuli

Federico Rampini ha descritto il 5 ottobre sul Corriere della Sera, la situazione europea molto seriamente. I leader del continente si preparano ad una eventuale guerra con la Russia nel 2029 che è già scoppiata l’altro ieri. L’unico ad avere aperto gli occhi è forse il cancelliere Merz che si è trovato sotto le bombe in visita a Kyiv. Gli altri sembrano continuare ad andare avanti come dei sonnambuli.

di Riccardo Bruno | 7 Ottobre 2026

Federico Rampini ha descritto il 5 ottobre sul Corriere della Sera, la situazione europea molto seriamente. I leader del continente si preparano ad una eventuale guerra con la Russia nel 2029 che è già scoppiata l’altro ieri. L’unico ad avere aperto gli occhi è forse il cancelliere Merz che si è trovato sotto le bombe in visita a Kyiv. Gli altri sembrano continuare ad andare avanti come dei sonnambuli.

Rampini scrive, come la Federico Rampini ha descritto il 5 ottobre sul Corriere della Sera, la situazione europea molto seriamente. I leader del continente si preparano ad una eventuale guerra con la Russia nel 2029 che è già scoppiata l’altro ieri. L’unico ad avere aperto gli occhi è forse il cancelliere Merz che si è trovato sotto le bombe in visita a Kyiv. Gli altri sembrano continuare ad andare avanti come dei sonnambuli.

Rampini scrive, come La Voce Repubblicana dal primo momento, che la guerra convenzionale la Russia l’ha persa clamorosamente. Putin in questi giorni ha vantato straordinari successi sul campo a cui non crede nemmeno lui. Altrimenti, avesse conquistato tutto il terreno che dice, sarebbe già ad Odessa. Non ha nemmeno preso la leggendaria Pokrovsk che sarebbe dovuta cadere il luglio scorso. In tre settimane, Putin, in compenso, è riuscito a stabilire il nuovo record di perdite settimanali, dieci mila uomini fra morti, feriti e dispersi. La Russia ha problemi seri a reclutarne di nuovi, anche perché non paga i premi pattuiti. Non ha abbastanza soldi per remunerare milioni di feriti e le famiglie delle vittime.

Quando la Germania nel 1941 affondò nelle linee sovietiche come il burro, Stalin non si arrese. Non poteva farlo. Restò a Mosca ad organizzare la controffensiva. Putin è in condizioni peggiori di Stalin. Mai ammettesse la sconfitta cadrebbe nel ludibrio. Per questo ha deciso di spostare il conflitto in Europa. Non la guerra nucleare, ovviamente che gli andrebbe peggio di quella convenzionale. Punta tutto su quella cosiddetta ibrida, a cui nessuno, davvero, aveva pensato.

Sono mesi che sul campo non c’è più nessun autentico sviluppo. Sì, l’Ucraina ha riconquistato duecento, trecento chilometri quadrati e non importa assolutamente nulla. Putin punta tutto sui bombardamenti delle città, e insieme a mettere l’Europa nel mirino. Attentati, provocazioni, propaganda, tutto il campionario. Sfrontato com’è lo ha persino detto più volte e gli europei nemmeno se ne accorgono. Esplode una fabbrica di munizioni a Colleferro? I corrispondenti russi esultano e il ministro della Difesa Crosetto giura che è stato un incidente. Un sonnambulo, appunto.

Sonnambuli sono giusto costoro che credono davvero che Putin possa essere disposto a trattare, o che magari ce la si cavi inviando delle armi difensive a Zelensky che lancia missili in Siberia. Non siamo nemmeno in grado di renderci conto della situazione dei rifornimenti di cui gode la Russia. La petroliera Layla, sottoposta a sanzioni, avrebbe trasportato da sola 57mila tonnellate di diesel in due viaggi da Ulsan, Sud Corea, a Vladivostok. La Astoria, ha caricato quasi 11mila tonnellate prima di dirigersi anch’essa verso lo stesso porto. Navi russe, gasolio sud coreano, non di Pyongyang. Le restrizioni della Sud Corea nei confronti di Mosca riguardano le esportazioni di macchinari industriali, elettronica e veicoli. Possono quindi vendere il petrolio. Seul sostiene l’Ucraina con aiuti e assistenza e si mantiene con 112mila tonnellate di petrolio venduto a Mosca in sei mesi. Gli americani litigano con i sud coreani? Gli europei nemmeno se ne accorgono, stanno litigando con gli americani, con Trump, il bullo che minaccia la democrazia.

I sonnambuli sono lo stesso titolo di due libri di successo, quello recente dello storico Cristopher Clark su come le classi dirigenti europee non si resero conto di scivolare nella prima guerra mondiale, e il capolavoro di Hermann Broch sulla disgregazione dei valori nella società tedesca guglielmina. Sembrerebbe proprio che se ne stia per aggiungere un terzo.oce repubblicana dal primo momento, che la guerra convenzionale la Russia l’ha persa clamorosamente. Putin in questi giorni ha vantato straordinari successi sul campo a cui non crede nemmeno lui. Altrimenti, avesse conquistato tutto il terreno che dice, sarebbe già ad Odessa. Non ha nemmeno preso la leggendaria Pokrovsk che sarebbe dovuta cadere il luglio scorso. In tre settimane, Putin, in compenso, è riuscito a stabilire il nuovo record di perdite settimanali, dieci mila uomini fra morti, feriti e dispersi. La Russia ha problemi seri a reclutarne di nuovi, anche perché non paga i premi pattuiti. Non ha abbastanza soldi per remunerare milioni di feriti e le famiglie delle vittime.

Quando la Germania nel 1941 affondò nelle linee sovietiche come il burro, Stalin non si arrese. Non poteva farlo. Restò a Mosca ad organizzare la controffensiva. Putin è in condizioni peggiori di Stalin. Mai ammettesse la sconfitta cadrebbe nel ludibrio. Per questo ha deciso di spostare il conflitto in Europa. Non la guerra nucleare, ovviamente che gli andrebbe peggio di quella convenzionale. Punta tutto su quella cosiddetta ibrida, a cui nessuno, davvero, aveva pensato.

Sono mesi che sul campo non c’è più nessun autentico sviluppo. Sì, l’Ucraina ha riconquistato duecento, trecento chilometri quadrati e non importa assolutamente nulla. Putin punta tutto sui bombardamenti delle città, e insieme a mettere l’Europa nel mirino. Attentati, provocazioni, propaganda, tutto il campionario. Sfrontato com’è lo ha persino detto più volte e gli europei nemmeno se ne accorgono. Esplode una fabbrica di munizioni a Colleferro? I corrispondenti russi esultano e il ministro della Difesa Crosetto giura che è stato un incidente. Un sonnambulo, appunto.

Sonnambuli sono giusto costoro che credono davvero che Putin possa essere disposto a trattare, o che magari ce la si cavi inviando delle armi difensive a Zelensky che lancia missili in Siberia. Non siamo nemmeno in grado di renderci conto della situazione dei rifornimenti di cui gode la Russia. La petroliera Layla, sottoposta a sanzioni, avrebbe trasportato da sola 57mila tonnellate di diesel in due viaggi da Ulsan, Sud Corea, a Vladivostok. La Astoria, ha caricato quasi 11mila tonnellate prima di dirigersi anch’essa verso lo stesso porto. Navi russe, gasolio sud coreano, non di Pyongyang. Le restrizioni della Sud Corea nei confronti di Mosca riguardano le esportazioni di macchinari industriali, elettronica e veicoli. Possono quindi vendere il petrolio. Seul sostiene l’Ucraina con aiuti e assistenza e si mantiene con 112mila tonnellate di petrolio venduto a Mosca in sei mesi. Gli americani litigano con i sud coreani? Gli europei nemmeno se ne accorgono, stanno litigando con gli americani, con Trump, il bullo che minaccia la democrazia.

I sonnambuli sono lo stesso titolo di due libri di successo, quello recente dello storico Cristopher Clark su come le classi dirigenti europee non si resero conto di scivolare nella prima guerra mondiale, e il capolavoro di Hermann Broch sulla disgregazione dei valori nella società tedesca guglielmina. Sembrerebbe proprio che se ne stia per aggiungere un terzo.

Riccardo Bruno

Direttore politico de “La Voce Repubblicana”

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti