• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

I seggiolini vuoti dell’Olimpiade

Sono i dettagli a raccontare davvero un evento. È una regola elementare del giornalismo: puoi analizzare un’Olimpiade con decine di articoli su sport, moda, diplomazia e geopolitica, eppure non capirla fino in fondo. Poi leggi una mail inviata dalla Fondazione a chi ha speso 2.600 euro per un biglietto e il quadro si ricompone all’istante: “Complimenti, ha appena vinto un altro biglietto”.
Non è una battuta. È una promozione. Prendi due, paghi uno. Titolo di Repubblica online. Ed è lì che si vede tutto. Non nella retorica ufficiale, ma nei posti che restano vuoti. Perché il problema delle Olimpiadi Milano-Cortina non è solo come vengono organizzate. È che non si riescono a riempire. Gli spalti, prima ancora della narrazione.

di Luca Rampazzo | 6 Febbraio 2026

Sono i dettagli a raccontare davvero un evento. È una regola elementare del giornalismo: puoi analizzare un’Olimpiade con decine di articoli su sport, moda, diplomazia e geopolitica, eppure non capirla fino in fondo. Poi leggi una mail inviata dalla Fondazione a chi ha speso 2.600 euro per un biglietto e il quadro si ricompone all’istante: “Complimenti, ha appena vinto un altro biglietto”.
Non è una battuta. È una promozione. Prendi due, paghi uno. Titolo di Repubblica online.

Ed è lì che si vede tutto. Non nella retorica ufficiale, ma nei posti che restano vuoti.

Perché il problema delle Olimpiadi Milano-Cortina non è solo come vengono organizzate. È che non si riescono a riempire. Gli spalti, prima ancora della narrazione.

All’estero la leggono come l’ennesima furbata all’italiana: un’Olimpiade sparsa su centinaia di chilometri di strade di montagna, più Milano. In montagna ci sono gli impianti, ma mancano le infrastrutture di contorno. A Milano è l’opposto. Il risultato è un evento spezzato, che fatica a diventare esperienza collettiva.

La stampa tedesca ha raccontato la funivia di Cortina come simbolo dell’incertezza: pronta forse all’ultimo minuto. Milano, dal canto suo, ha finito il palazzetto dell’hockey a Santa Giulia, ma con misure che – secondo gli americani – non sarebbero nemmeno regolamentari. E intorno, il vuoto: pochi parcheggi, collegamenti fragili, accessi pensati più per il rendering che per il pubblico reale. Lo spettatore, anche quello pagante, è un corpo estraneo. Ci arriva solo se accompagnato, guidato, instradato.

Il punto, però, non è solo logistico. È politico e culturale.
L’impressione è quella di un evento incompiuto, costruito più nei tribunali che nei cantieri. Si è discusso per anni se la Fondazione fosse pubblica, privata, mista o un’entità amministrativamente fluida, mentre fuori mancavano le opere essenziali. Il trionfo della generazione ANAC: i parcheggi non si fanno, ma i timbri sono perfetti. Le ditte lavorano poco, ma i DURC sono tutti in ordine.

In questo contesto, la scelta del Comune di Milano di ridurre – o secondo alcuni di non avviare affatto – una vera campagna di comunicazione sulle Olimpiadi appare quasi coerente. Ufficialmente per risparmiare. Di fatto, per mancanza di convinzione.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: metà città non è coinvolta, l’altra metà subisce. Le Olimpiadi non entrano nel tessuto urbano, non diventano racconto condiviso. Restano un corpo estraneo. E infatti i posti restano vuoti.

San Siro è il dato più eloquente. Oggi ci sono circa diecimila seggiolini non venduti. Diecimila. In una città che per anni ha raccontato se stessa come capitale degli eventi globali. E non stiamo parlando di biglietti popolari: quelli “economici” partono da 260 euro. Chi è davvero motivato non ha bisogno di promozioni. Il problema è che la motivazione, semplicemente, non c’è.

Hotel pieni, certo. Ma case vacanza vuote. Villaggio Olimpico sold out, spalti a macchia di leopardo. È una partecipazione selettiva, amministrata, fredda. Non c’è l’attesa, non c’è il desiderio. Non c’è la folla.

Milano doveva essere il motore simbolico dell’evento, come lo era stata per Expo. Ma la Milano del 2026 non è quella del 2014. In mezzo c’è stata una metamorfosi profonda. La città ha perso l’ottimismo che la faceva brillare anche quando si metteva gioielli finti per nascondere crepe reali. Oggi il Re è nudo, e a dirlo non è un bambino innocente, ma la Corte stessa. È il sistema che smaschera se stesso.

Anche perché il regno, ormai, non c’è più. Milano funziona ancora, ma per inerzia. È una città stanca, che non ha più voglia di celebrare. Che allo stadio ci va solo con gli sconti. Che non riempie, perché non sente il bisogno di farlo.

Non è disfattismo, è un dato. Come l’età che avanza: la si nega finché il corpo non smette di reggere ciò che prima era automatico. Una corsa dopo Natale. Un tutto esaurito a San Siro.

Le Olimpiadi ci sono. I biglietti anche.
Ma i posti vuoti raccontano una verità semplice e scomoda: Milano, questa volta, non si è presentata.

Luca Rampazzo

Pubblicato in : Editoriale

Info Luca Rampazzo

Luca Rampazzo, giornalista, laureato in giurisprudenza, è un imprenditore digitale, AD e cofounder di Leotech, libero professionista nel settore della comunicazione, copywrighter, commerciale e addetto stampa. Editorialista di “Milano Post” e “PensaLibero.it”. Nel tempo libero appassionato di politica e di cultura economica. Tutelato dal WWF in quanto liberista e conservatore, sogna un giorno di poter uscire dalla riserva in cui viene protetto in questo paese dove il liberismo viene trattato gratuitamente dal SSN.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti