
Ci risiamo. Di nuovo. Un privato a Bergamo prevede un pronto soccorso privato in cui se paghi non fai la fila ed esplode la polemica. Non riusciamo ad accettare che è l’unica soluzione per un paese con metà della popolazione che sta per superare i 50 anni. In Italia, se sommiamo spesa sanitaria e previdenziale, superiamo già abbondamene la metà della spesa pubblica. Questo nel quadro di un Paese in cui a lavorare è meno del 40% della popolazione. In sostanza, poco più di un terzo dei cittadini mantengono gli altri due terzi. E questi due terzi hanno delle pretese decisamente alte.
Il risultato è che se ti svegli, a 30 o 40 anni, di notte con una colica e vai in pronto soccorso devi aspettare 4 o 5 ore per essere visto. E altrettante, probabilmente, per uscirne. Davanti a te sfila l’umanità sofferente (letteralmente) e oppressa (metaforicamente e comunque solo nella loro mente) proveniente dai quattro angoli del pianeta. Anche se, saranno lesti a farmi notare i nostri attenti lettori, statisticamente gli immigrati sono molto meno di quanto si creda. Va bene. Di sicuro, però, se sei in codice verde (e ringraziamo sempre tutti i Santi), l’attesa c’è. Magari a causa degli ingressi di una serie di anziani, o di altri casi più gravi del tuo.
Che, comunque, una colica ce l’hai. E magari per risolvere il problema ci vorrebbe mezz’ora. Allora, che fa? I privati semplicemente ti dicono: “Hai fretta? Paga”. Togliendo qualcosa a chi vuole andare gratis? Ma proprio no, anzi, forse gli togliono coda davanti. Dovrebbero ringraziare. Ma figurati se qualcuno lo farà mai. La CGIL ci ricorda che non è giusto che il privato approfitti delle inefficienze del pubblico. E questa, signori, è la vetta della comicità involontaria.
In sostanza, per la CGIL sarebbe meglio se TUTTO il sistema funzionasse peggio, e quindi TUTTI soffrissero, se questo portasse all’eliminazione di qualche eccellenza, cosicché NESSUNO potesse stare un po’ meglio. Non è un pensiero nuovo, un deputato laburista ebbe la grande idea di dire una cosa simile alla Thatcher nella di lei ultima seduta in Parlamento da Primo Ministro. Portandola a riassumere la logica economica della sinistra in maniera esemplare: per loro sarebbe preferibile che i poveri fossero più poveri, purché i ricchi fossero meno ricchi.
Vale anche qui la stessa cosa: il fatto che qualcuno possa, pagando, saltare la fila è intollerabile. Sarebbe molto meglio che TUTTI dovessero attendere qualche ora in più, purché NESSUNO potesse saltare la fila. Stupendo. Per quanto riguarda la sanità pubblica il problema è semplice e totalmente irrisolvibile: nel pubblico abbondano diritti inutili e costosi, con stipendi bassi e impossibili da alzare senza contrattazioni lunghe e costosissime.
Va da sé che i medici meno interessati alla sicurezza del posto, degli scatti e dei titoli salutano la curva e vanno nel privato. Il quale, banalmente, mette un prezzo e lascia libera la gente di scegliere. Facendo, lo ripeto, un favore ai poveri e tagliando le code. Il resto è la stessa ideologia che ha prodotto il disastro di cui sopra.
Quindi viva i Pronto Soccorso privati, il libero mercato e tutto quello che ci aiuterà a liberarci dal giogo di quell’incubo collettivo che è l’Italia secondo la CGIL.
Luca Rampazzo

Vorrei che la si smettesse di dire che la spesa previdenziale è spesa pubblica. Io con 48 anni di versamenti e calcolando la previsione di vita al mio pensionamento mi sono pagato abbondantemente la mia pensione, per cui non accetto che mi venga detto che la mia pensione la pagano quelli che lavorano attualmente o che la paga lo Stato. Se ci sono categorie che prendono la pensione senza aver pagato contributi adeguati li si specifichi e si smetta di colpevolizzare quelli che hanno pagato regolarmente.
Completamente d’accordo!!!!!!!!!!!!!!!!