• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

I posti della politica sulla strada per Roma

di Fabrizio Binacchi | 11 Novembre 2012

In Parlamento siedono deputati e senatori che vediamo da quando eravamo piccoli, ma è anche vero che la rotazione è vitale nell’esecutivo, nei posti di deliberazione, più che nei luoghi della rappresentanza.

Siamo la società degli stereotipi, anche linguistici. Così, in anni di crisi nera, molto comprensibilmente ci arrabbiamo per i costi della politica. Troppo alti, ma soprattutto ingiustificati per molti aspetti e a volte puramente scandalosi. Il problema vero adesso non sono solo i “costi” della politica ma i “posti” della politica. Diciamola così. Che un “po’” di sana politica sia necessaria al funzionamento di una democrazia è, direi, assiomatico. Non lo mette in discussione nemmeno il più radicale dei conservatori o il più convinto liberista. Se quindi un po’ di politica, ripeto, sana, serve, vanno pensati e ripensati i posti della politica per le nuove sfide che ormai ci piombano addosso ogni giorno. Facciamo primarie, facciamo selezioni, scartiamo due e inventiamo tre, trasformiamo dei politici in tecnici e dei tecnici in politici ma la vera scommessa è il posto vero della politica, cioè la rappresentanza, e il suo luogo di incontro e di funzionamento cioè l’istituzione parlamento. E’ lì, è nel gestire questo processo continuo di  incontro e distinzione, tra rappresentanza e governo, tra legislativo ed esecutivo, tra pensare le leggi e governare,  che abbiamo tanto da imparare e tanto da riformare. Facciamo qualche veloce e magari banale traduzione. Si accettano i costi della politica solo se la politica fa il suo mestiere. Se i politici buttano via i soldi e i politici non producono è ovvio che la gente, tutti noi, maturiamo un senso di rifiuto e ribellione. Siamo pronti ad andare a votare con un 40 per cento di elettori italiani che non sa cosa fare? Un altro esempio contingente: pensate agli effetti della soppressione di molte province e ai relativi posti in piedi sulla strada per Roma. Seconda traduzione. La rottamazione ovvero il ricambio della classe dirigente. E’ vero che, magari, in Parlamento siedono deputati e senatori che vediamo da quando eravamo piccoli, e non c’era ancora la tv a colori, ma è anche vero che la rotazione più consona in un sistema di pesi e contrappesi è vitale nell’esecutivo, nei posti di deliberazione, più che nei luoghi della rappresentanza. Negli Stati Uniti, e con la rielezione di Obama abbiamo visto che lì il gioco politico non è male sia per stile sia per contenuto,  c’è un parlamentare che è rieletto da quasi 50 anni. Gli elettori del suo collegio hanno stima di lui e lo votano da mezzo secolo. Ma negli Stati Uniti chi sta nella stanza dei bottoni, e non in quella della rappresentanza semplice,  sa che ci può stare al massimo 8 anni, due mandati presidenziali. A volte solo 4. E’ il ricambio bellezza. E’ la democrazia applicata. Da noi rischiamo, come sempre, di confondere la pasta con il sugo, il panino col prosciutto. I costi della politica devono fare i conti con i posti della politica: quanto noi destiniamo per il funzionamento della democrazia deve essere funzionale al posto, al luogo, al ruolo che diamo al sistema di rappresentanza e di governo. Che non vanno confusi, che non vanno incrostati. Altrimenti finiremo per addentrarci in stagioni in cui nessuno crede più all’altro, in cui partiti recenti si  squagliano, come neve al sole, e partiti quasi vecchi tornano quasi nuovi, per un effetto domino di una sfiducia che è tempo di frenare e trasformare in partecipazione. Con scelte di rinnovamento anche interiore, lasciando da parte l’italico gioco del cambiamento mascherato. Basta copiare da chi la democrazia la vive ogni ora.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti