Bene, bravi. I politici si applaudono per l’intesa sulla legge elettorale. Ma i problemi veri restano tutti.

Il caso dell’Electrolux ne è la dimostrazione. La multinazionale svedese , 6.500 posti di lavoro in Italia, per continuare ad essere competitiva, e di conseguenza a mantenere gli attuali livelli occupazionali, deve ridurre il costo del lavoro. Visto che nel nostro Paese il costo del lavoro è il più alto d’Europa, o taglia gli stipendi o trasferisce la produzione. Attenzione, ad essere troppo alto non è il salario che prende il dipendente (fra l’altro l’Italia ha gli stipendi più bassi d’Europa) ma quello che il dipendente costa all’azienda. Se, ad esempio, questo guadagna 100, al datore di lavoro costa oltre 200. La differenza se ne va in mille rivoli, imposte dirette, indirette e contributi previdenziali, allo Stato. Una classe politica che invece di guardarsi l’ombelico pensasse davvero ai problemi della collettività dovrebbe, come priorità assoluta, ridurre il costo del lavoro, si chiama cuneo fiscale, e casi come quelli dell’Electrolux, non si verificherebbero più.
I nostri “eroi” al contrario convocano tavoli con le parti sociali, lanciano proclami, attaccano a destra e a manca, e non fanno niente per risolvere davvero un problema fin troppo reale che riguarda tutti. Le energie le utilizzano per la legge elettorale in modo tale che Renzi faccia la sua bella figura, Berlusconi dimostri di essere ancora vivo dal punto di vista politico e i capipartito possano continuare tranquillamente a scegliersi le persone che dovrebbero rappresentare gli elettori. Dall’alto verso il basso e non, come sarebbe giusto, viceversa.
Non c’è da essere allegri. Oltretutto la stampa cosiddetta grande, sarà un caso che sono sempre meno i giornali venduti?, sta al gioco e magnifica la bravura ora dell’un capoccia, ora dell’altro. A nostro modesto avviso, in questo gioco al massacro, per il Paese, i pochi politici di buonsenso dovrebbero avere il coraggio di smarcarsi. Perché è giusto e perché sarebbe più produttivo dal punto di vista elettorale. Andare a rimorchio del duo Renzi-Berlusconi, cercando di ridurre al minimo le loro malefatte, non porta a niente di buono. Non siamo ad un tavolo di bridge. Se chiamano a cuori, bisogna rispondere picche, se picche è quello che interessa alla gente.

Caro Giancarlo, i rivoli e le tasse esose le hanno create decenni di nepotismo e clientele in uso al costume italiano attraverso quello politico. Ora tutti additiamo loro, incapaci di risolvre i problemi dell’economia e del lavoro. Sorrido e non vedo soluzione.