Meno chiacchiere spese per rimpasti, contrasti personali, ambizioni individuali grandi e piccole, che non fanno che alimentare la facile offensiva grillina, e più forze concentrate sulla spinta alle riforme necessarie in tutti i campi.

Il sonante risultato elettorale ottenuto dai Cinquestelle ha fatto cadere molti dal piedistallo di pretesa superiorità su cui, del tutto pretestuosamente, si erano innalzati, ma neanche questo ha contribuito ad una razionale e soprattutto oggettiva valutazione delle ragioni che stanno alla base della nascita e della rapida crescita di questo movimento, riducendo tutto nella comoda e generica etichetta di antipolitica, senza peraltro scomodarsi nè a sviscerarla nelle sue componenti nè ad individuare efficaci metodi per disarmarla.
Ora, che il malpancismo e l’insofferenza siano le principali fonti che hanno alimentato la nascita dei Cinquestelle e che hanno contribuito in maniera determinante alla crescita rapida e persino vertiginosa del consenso popolare in loro favore, è innegabile, ma questa considerazione non basta a sviscerare la natura e la portata del fenomeno, nè aiuta ad individuare il modo migliore per disinnescarlo.
Il discredito dell’avversario, la sua minimizzazione, la sua marginalizzazione a mera escrescenza maligna sul tessuto democratico non portano grandi risultati, vent’anni di isterico ed improduttivo antiberlusconismo dovrebbero pur averci insegnato qualcosa in questo senso, e invece ancora assistiamo ai coretti dei deputati che cantano “Bella ciao” contro l’invasore parlamentare – che però siede in quell’Aula non da prepotente lanzichenecco ma col viatico di milioni di voti conquistati – e lo demonizzano col ritornello del “fascista” buono per tutte le stagioni, e per tutti gli avversari. Solo un anno fa, per dire, l’Unità pubblicò in prima pagina un corsivo su “Renzi fascistoide”, a dimostrazione che certe battaglie, a volte, si conducono solo sparando alzo zero per mancanza di argomentazioni un tantino più convincenti.
Ora, chi ha a che fare ogni giorno con i grillini – come purtroppo la sottoscritta, la cui bacheca di Facebook è presa d’assalto da volenterosi che, obbedendo agli ordini del capo, tentano di screditare con la ripetizione di trite formulette imparate a memoria, e l’ausilio di copia-incolla tratti da Wikipedia, qualunque discussione condotta sul piano della logica e della dinamica democratica e politica – sa bene, per averlo se non altro imparato a proprie spese, di avere a che fare non con degli attivisti politici ma con gli adepti di una setta che rispondono a regole ferree dettate dal Capo sulla base di un semplice ragionamento: tre o quattro affermazioni roboanti, sostenute da null’altro che dalla assiomatica fede nella infallibilità del Guru, sono molto più facili da assimilare e da sposare ciecamente, piuttosto che impegnarsi a studiare e comprendere i temi di cui si parla.
Non esiste altra fonte, per i grillini, del sito di Grillo, qualunque altra fonte di informazione viene bollata come menzognera, qualunque altra penna inserita prontamente nelle liste di proscrizione, e certo è molto più comodo abbeverarsi al Verbo che scomodarsi a costruire una pluralità di punti di vista e di analisi su cui riflettere – il mondo grillino è unidimensionale, poggia sul pensiero unico e non conosce smentite o ripensamenti di sorta, il che evita la scomodissima e seccante perdita di tempo di dover metter mano via via, ad imbarazzanti dietro front. Che, pure, sarebbero all’ordine del giorno.
Prendiamo la vicenda della legge elettorale: nel giro di pochi mesi, Grillo ha cambiato idea continuamente, prima voleva abolire il Porcellum, poi voleva tornare subito a votare con il Porcellum, poi, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che il Parlamento era abusivo e quindi non poteva legiferare in materia, poi, dopo la lettura delle motivazioni della sentenza, ha di colpo aperto consultazioni online su una propria proposta, adesso addirittura rivendica l’autonomia del Parlamento – quello cui lui stesso aveva negato ogni legittimità a legiferare – nella scrittura della nuova legge. Ora, la totale incoerenza, la palese e persino esilarante contraddittorietà di questo campionario di scempiaggini assortite, o meglio di furbate da imbonitore di piazza, saltano agli occhi di chi è abituato a ragionare su basi logiche prima ancora che politiche, eppure nessuna spiegazione di tutti questi voltafaccia è stata mai fornita dal Capo, e nessun adepto del suo movimento ha ritenuto opportuno, ma nemmeno normale, chiederla. E questo vale anche per le sciocchezze scritte a piene mani sulla Banca di Italia, spacciata per patrimonio dei cittadini, mentre è un istituito di diritto pubblico a capitale privato, oppure per l’esaltazione dell’esempio dell’Argentina e della sua sovranità monetaria, intanto che questo paese per la seconda volta in pochi anni è alla bancarotta – ma certo, se l’unica fonte è il sito di Grillo, dove queste notizie non compaiono, nessuno mai chiederà conto del cumulo di sciocchezze dispensate al popolo in febbrile attesa di essere finalmente illuminato dalla verità assoluta fabbricata dal proprio benefattore.
E non si può solo fare conto, alla luce degli ultimi eventi, sul recupero di molti elettori che avevano votato M5S solo per protesta e per mandare un segnale chiaro e netto di sfiducia nei confronti di una classe politica logora e fallita, perchè questo non basta, come non può bastare il discredito generico – ed altrettanto populista – lanciato sui suoi parlamentari. Se davvero si vuole disinnescare la bomba grillina, bisogna agire diversamente, e questo onere ricade sopratutto sui parlamentari e sui leaders politici che rappresentano le forze tradizionali.
Invece di cantare canzoni ed indignarsi per gli insulti, va alzato il livello dell’azione politica, va portato su basi convincenti e comprensibili, va spiegato ogni giorno con parole chiare agli italiani, senza temere la “fatica” di ripetersi fino allo sfinimento – il dogmatismo della setta si combatte con la chiarezza delle idee, non liquidandolo come espressione di una deriva minoritaria, perchè la sottovalutazione già fatta in passato ha prodotto poi un risultato elettorale che potrebbe anche ripetersi.
La strategia dell’ignoranza non si combatte deridendola, ma attuando una efficace contro-strategia che poggi sulla chiarezza dei programmi e sulla costante informazione che smonti quotidianamente la disinformazione. Meno chiacchiere spese per rimpasti, contrasti personali, ambizioni individuali grandi e piccole, che non fanno che alimentare la facile offensiva grillina, e più forze concentrate sulla spinta alle riforme necessarie in tutti i campi.
Le bufale degli imbonitori si smontano così, dimostrando con i fatti che non hanno ragion d’essere – altrimenti si rischia di trovarci di nuovo alla retorica del “Bella ciao” che avrà in risposta il “Ciao belli” di Grillo alla prossima tornata elettorale. Che, giova ricordarlo, avrà come oggetto l’Europa, e dunque tutto il corollario di antieuropeismo ampiamente cavalcato, fin qui, sull’onda della crisi economica, da Grillo.

Spero tu sia consapevole che con questa risposta hai toccato il fondo del ridicolo. E senza naturalmente tener conto di quanto avevo in realtà precisato.
Per quanto mi riguarda, questo festival della fandonia ha fatto il suo tempo, e non mi presto alla gratificazione di ego malati e bisognosi di attenzione,
Scrivi quello che ti pare, come hai sempre fatto senza mai curarti di nessuno e men che meno della educazione, io mi regolerò in questo modor, d’ora in poi: risponderò solo a ciò che attiene all’argomento del mio pezzo, il resto passerà direttamente sotto la voce “chiacchiere a vuoto”.
Sora Chiara, parlare con te ormai vale più d’una comica con Buster Keaton, tant’è la tua puntigliosa ricerca della ragione a tutti i costi. Giorgi Luti nacque nel 1926 e Paolo Rossi nel 1923, che rispettivamente entro i quattordici e i diciassette anni potessero essere professori di liceo, lo lascio alla sua fervida fantasia, visto che ho parlato d’anteguerra. La formazione accademica di entrambi avvenne nei cinquanta, quando iniziò il dissesto e lo scambio tra cattedre e sagrestie della politica. Una renziana come te non è andata a scovare i precedenti storici delle proprie ragioni? Se ti va è così, altrimenti fai tu. Quanto a quello che pensi di me francamente mi entra da un orecchio e esce dall’altro. Anche sulla mia vita a tuo dire triste, disperata e solitaria vedo ancora che l’immaginazione da donna Letizia o Barbara Alberti non ti fa difetto, Infine continuerò a darti del tu non credendo minimamente al repertorio piccino delle prese di distanza e degli schiaffi morali, questi sì degni di Francesca Bertini. Ma non sei una cinquantenne? Boh! Per conoscenza dei terzi incomodi che appunto hanno diritto di sapere riproporrò il nostro scambio nella prossima edizione di Pensalibero.
Gentile Siracusa, un paio di cose.
I professori che ho citato erano – perchè sono tutti morti – esponenti di una formazione culturale avvenuta nella prima metà del Novecento, esattamente in quella situazione che Lei cita, a sproposito, con l’esempio del professore di liceo, con ciò dimostrando di ignorare di chi e di cosa si stia parlando. Il che sottolinea, nuovamente, una tendenza irrefrenabile ad emettere giudizi, e pregiudizi, a prescindere, senza minimamente curarsi di verificare, almeno, i fondamenti di una tematica prima di affrontarla. Ed è oltremodo interessante che Ella desideri impedirmi di esprimere la mia opinione sulla Sua persona, affermando perentorio che ciò mi è impedito dalla mia mancata conoscenza della Sua vita e delle Sue opere, quando si permette di fare lo stesso con me, senza mai avermi conosciuta e senza saper assolutamente nulla di me.
Io non prego nessuno, men che meno me stessa, e non vivo di me perchè, a differenza Sua, la mia vita è popolata di affetti e di relazioni che la rendono interessante e significativa,, soprattutto mi impediscono di considerare me stessa l’ombelico del mondo, prerogativa, questa, esclusivamente Sua.
Quanto poi alla Sua invettiva contro chi osa intromettersi in questo spazio con i propri commenti, Le ricordo che questo spazio è aperto a tutti e, sopratutto, è mio. Dunque non sta a Lei, nè a nessun altro, sindacare su chi possa, o non possa, intervenire qui.
Chiara, io non penso che votero’ per nessuno, quindi la mia simpatia a Grillo si limita a constatare, spesso, la sintonia con alcune sue posizioni. Anzi, come ho detto, ad anticiparne alcune idee.
Per il resto, non ne facciamo una questione personale, te evidentemente ti accontenti, non trovi di meglio perché non c’é, io invece non mi accontento….ma come si dice, chi si accontenta gode……;-)
Chiara, sei cosciente o no che un professore universitario anche di vent’anni fa ha mediamente meno cartucce d’un professore di liceo d’anteguerra, che pure non poteva bleffare perché non sguazzava nell’informazione culturale? No, vedo che hai passato gli ultimi decenni degli affari italiani a inseguire farfalle credendole fatti. Sei cosciente che quanto vale per il ceto universitario vale per la magistratura, per le dirigenza della pubblica amministrazione o della forza armata, o per i clown della cultura e della cretività, e che questo è il vero problema non solo italiano? Se poi vuoi buttarla in sfottò sulla mia persona tu non sai nulla di me, se non le tirate su Pensalibero, e faresti bene a rinunciarci. Perché è triste vedere una signora che vive di se stessa, è ingorda di se stessa e ogni sera prega se stessa, vederla dico nascondere la testa nel guscio della modestia per esondare gratis nel sarcasmo. Tanto modesta e tanto sarcastica, vero Chiara? Quanto ai Luti e ai Paolo Rossi sai dirmi i loro veri meriti, senza elencarmi i loro libri che so a memoria, sai dirmi il lascito di una loro idea che resti? Se fosti loro brava discepola qualcosa ti sarà rimasto, o no? Aspetto. Poi ci sono i terzi incomodi, gli spettatori che appena gettonati nella catena di S:Antonio protestano per le rampogne fra Paolo, Chiara e me, considerandole dispetti personali. E sbagliano perché in realtà si parla delle uniche cose di cui è giusto parlare, visto che per misurare l’altezza degli ombelichi di Letta o Renzi basteranno gli storici di domani, che oggi brigano per diventare accademici.
che barba che noia con queste aggressioni verbali chiaramente per partito preso. Anche fra gli imbonitori, comunque,ce ne sono di qualità e di bassa lega.
Un’indebita lode – preparazione e non prestazione – colpa del t9
Dunque, ricapitolando. Ho espresso la mia stima per gli insegnanti che ho avuto all’università, ma questo è stato recepito come un indebita lode a me stessa ed alla mia preparazione, oltre che per una conferma del valore del “pezzo di carta” che dovrebbe attestarli, il che mi fa veramente ridere, visto che sono da sempre per l’abolizione del valore legale dei titoli di studio, convinta che le capacità di una persona si misurino solo sul campo, e non in virtù della sua laurea. Apprendo poi che i suddetti insegnanti erano solo dei mediocri, e questo per insindacabile giudizio di un luminare universalmente riconosciuto, la cui modestia è pari solo all’equilibrio dei suoi autorevoli ed indiscutibili giudizi.
Due cose. Antipolitica è e rimane, per me, fare leva su malpancismi populisti senza uno straccio di programma e di progetto.
Paolo, che tu sia in sintonia con Grillo, non mi stupisce affatto, come questo si coniughi con il tuo incessante accorato appello per una classe politica colta, figlia di una prestazione seria e scrupolosa, è affar tuo motivarlo.
In questo festival dell’assurdo, ho rinunciato da un pezzo a trovare un senso a quanto viene scritto gratuitamente, peraltro pretendendo da me prove di logica e di analisi razionale quando si è del tutto incapaci di fornirle a sostegno delle proprie tesi.
Ma tanto Marzio, ci pensa Renzi con la faccia stupita e un pallone in mano, coi suoi paragoni calcistici (ci voleva solo quello…) ha annunciato di non aver paura di fare on goal.Ma si puo’?!?
Qua non sta alcuna rissa o bottega. Che Grillo sia un imbonitore è sotto gli occhi, il problema è che gli imbonitori ora hanno ragione e la responsabilità è soprattutto delle migliaia che in ogni settore della società hanno dirazzato dal proprio compito, compresi gli accademici e non solo quelli magnificati da Chiara.
Questa rissa di bottega mi lascia un po’ perplesso. Devo dire che Chiara su grillo ha ragione da vendere, niente più che un imbonitore che di continuo si contraddice pur di essere sempre e solo “contro”. Ma cavalcando la rabbia anti europea alle elezioni europee prenderà una valanga di voti, salvo poi ridimensionarsi alle nostre politiche (quando ci saranno). Ma non bolliamo questa come anti politica, perché anche quella di grillo e’ politica, come politica fu la marcia su Roma di Benito. Gli italiani che sono cresciuti fra gli spot e non sui libri hanno bisogno di slogan, semplici e comprensibili. Ragionare e’ troppo complicato per chi è’ vissuto solo di schermi e immagini. Ai loro slogan possiamo contrapporre solo quelli Matteo, dietro ai quali tuttavia sta un ragionamento. Quanto alla legge elettorale, se fa sparire i piccoli sia benedetta! Mi mancano solo le preferenze, e scusate se è poco…ma si dimentica che la legge elettorale senza la riforma costituzionale del senato non servirà a niente, perché il nodo oggi sta li’, non nella Camera.
Che dire, ancora una volta mi trovo daccordo con Marzio, sui professori universitari non posso esprimermi perché non li conosco, ma il clima ristretto della Normale o di Sant’Anna di Pisa l’ho conosciuto.
Per motivi di privacy, non potendo fare nomi e cognomi, posso dire si di aver avuto un grande insegnante, per piu di 40 anni prima parte dei berliner philarmoniker, anche solista con grandissimi direttori d’orchestra, posso dirlo con orgoglio, una delle ultime lezioni mi regalo’ un suo disco con una dedica “a ……con stima e ammirazione” e questa piccola frase scritta prima del suo autografo, per me, vale piu’ di 1000 diplomi.
Chiara, Giorgio Luti e Paolo Rossi o chi altro, sono stati un onesto italianista, ma alquanto limitato fuori dal Novecento, e uno storico della scienza incapace di ricavare un principio critico reale dal fallimento delle tecnoscienze. Due intelligenze ripiegate su se stesse, il loro valore non è tanto da sbandierare se non tifando sull’università di Pisa o di Firenze o di Canicattì come si tifasse su Bartali o Coppi. Tanto meno sono oggi garanzia di qualità le varie Sorbone, Columbia University ecc. dove il bravo docente cosmopolita sfoggia il suo sapere transatlantico da apporre nei risvolti di copertina dei libracci accumulati nei book stores, libracci sempre meno studi e sempre più instant book anche se corredati da bibliografie e citazioni sterminate. E’ un vecchio refrain dire che siamo in un’epoca senza maestri, ma così è, e partorirli per militarizzazione e enfasi accademica di campus mitici è un fallimento, questo davvero globale. D’altra parte quello che sta accadendo all’Agenzia Spaziale italiana la dice lunga. A mettere le mani in tutto il settore della mitica ricerca, in primis quella tecnoscientifica che ci strabilia con ossessivo martellamento religioso a sola valenza politica, e a sprofondarle quelle mani fino ai gomiti nella cosiddetta cultura, se ne esce imbrattati senza solvente, e non solo in Italia. E non si tiri in ballo il qualunquismo e di tutta l’erba un fascio, ecc. Se non si capisce questo non si capisce quello che sta accadendo e si resta col cervello mutilato e impotente di fronte a un’epoca che sembra inarrestabile e che invece è terminale perché giunta al capolinea dell’incorreggibile e del non più rinviabile. Altrimenti il povero Renzi come sarebbe venuto su se non sfruttando il vuoto assoluto di intelligenza critica che da decenni ha colpito anche chi doveva vigilare, vedi gli accademici, e non solo i tuoi. Questo Chiara dovresti valutare quando critichi l’antipolitica senza vedere che l’antipolitica è nei fatti di chi dice di fare politica. Se siamo in un epoca degna dei decabristi, inutile tapparsi gli occhi e rimettersi ai fatti, alle facce smesse e alle responsabilità. Siamo ben oltre queste cosette.
Ma la mia “canzoncina” è di una colonna della musica napoletana, nientepopodimenoche, Renato Carosone, e la frase celebre di Shakespeare è datata, ma come vedi funziona alla perfezione ancora oggi, dico Shakespeare
Chi si loda, s’imbroda si dice….nessuno mette in dubbio la tua eccellente cultura e conscenza, né il tuo curriculum. Non puoi negare pero’ che se ci sono, nell’università, esempi di grande eccellenza (attenzione, pero’, consocenza e fama non equivalgono sempre a capacità di comprensione e intelligenza per le altre sfere della vita, uno puo’ essere una eccellenza nel suo campo, e un emerito imbecille come persona e nei rapporti con gli altri….), ma, dicevo, ci sono molti piu esempi di corruzione, clientelismo, ammanigliamenti e sai di cosa parlo, soprattutto nella rossa toscana dove abiti e dove abitavo, non dimenticare che i posti chiave venivano assegnati, non so se ancora oggi, solo per avere in tasca la tessera del PCI, poco importa che i fortunati prescelti fossero capaci o asini…..
La mia è una critica a tutto tondo, non solo a Renzi, devo dire pero’ che, sebbene sia critico anche verso Grillo, prima penso le stesse cose sue, poi le ritrovo nelle sue dichiarazioni, segno che ho una sintonia col suo pensiero, al quale non mi accodo, ma che anticipo.
Te la canti e te la suoni da solo, l’importante è che tu non risponda mai alle obiezioni che ti muovo, ma di fronte alla tua ossessione per Renzi tutto passa in secondo piano. I miei professori universitari erano persone di grande livello, caro, che non avevano alcun bisogno di spinte, il loro valore era riconosciuto ovunque. Quando la Sorbona istituì la cattedra di italianistica, chiamò a tenere il primo corso Giorgio Luti, con cui ho avuto l’onore di laurearmi. E citerei anche Paolo Rossi Monti, creatore della disciplina di Filosofia della Scienza, che insegnava anche alla Columbia University, e D’Arco Silvio Avalle, fra i fondatori del gruppo di studio Olivetti e padre della semiotica italiana. Come vedi, un tantino superiori alle tue canzoncine.
” tu vuoi vivere alla moda, face bokke, twitter & colaaa, ma si nato in Italyyyyy…”
guarda, dovrei riscrivere tutto il testo, quasi quasi ci faccio un pensierino…..
Beh, certo che è proprio un fine statista Renzi, siamo passati dal “game over” indirizzato a Berlusconi, quando poi era tutt’altro che “over”, seguito dal “job act”, ora inveceè il turno dello “show down”…..ahahaha, se la situazione degli italiani non fosse davvero tragica ci sarebbe da scompisciarsi.
Scusa se divento volgare, ma proprio me la leva di bocca….potrebbe proporre un “b_ _ _ _ Job”, per poi concludere con una definitiva misura, il “f _ _ _ you” e cosi si chiude il ciclo! :-)
“Tu vo fà l’amerricano, merricano, merricanoooo, ma si nato in Italy…….”
Chiara, Shakespeare diceva (dico…non proprio i tuoi professori universitari, che oltre al talento avranno avuto anche la spintarella….) che si vive in un mondo nel quale politici idioti comandano su popolo cieco.
La dice lunga sul livello attuale che c’é in Italia, politici idioti (e furbi aggiungerei) e elettorato ignorante e cieco (e pure sordo….).
Sai, trovo molto significativo che tu critichi chi ragiona sui fatti, accusandolo di ogni nefandezza – anzi, accusandomi – e poi ti senta autorizzato a scrivere sciocchezze su una legge che ancora non c’è e che tu dai addirittura per già applicata. Tutto ciò la dice lunga sul tuo metodo di ragionamento.
la stessa differenza che c’é tra Goldrake e Renzi…..
Ah, vedi che tra “applicata” e “funzionerà” corre la stessa differenza fra invenzione ed ipotesi….
Che funzionerà male lo dicono esperti, piu’ di te e me, si puo’ già prevederlo anche se le elezioni non ci sono ancora. Che Renzi prenda in mano il governo, poi vedremo i suoi risultati……secondo me non andrà neanche al ballottaggio, il PD si sta screditando.
Veramente, non ho sbandierato nulla, ti ho solo riportato la percentuale di voti con cui Hollande è andato al ballottaggio con la legge elettorale francese. Quanto al resto, la differenza fra un partito ed un governo dovrebbe essere evidente a tutti. E la legge elettorale è tuttora in discussione, non so dove tu la veda “applicata peggio”: per caso, abbiamo votato negli ultimi giorni?! Perchè io non ne sono informata. Ma per favore……evitiamo sciocchezze che è meglio.
Mi spiace Chiara, ma constato che non capisci. Parli di ignoranza, infatti ti ho detto che solo da una popolazione colta nasce una classe politica degna, ora siccome non è il caso in Italia, se il livello degli elettori fosse appena degno, il tuo pupillo, e tutti gli altri ovviamente, starebbero a fare altre cose.
Quando capirai questo concetto base, invece di sbandierare i tuoi dati inutili sui voti presi da Renzi (si ma come? Con quali appoggi forti? Quali soldi?),allora si potrà parlare di tutto il resto. Una classe politica che ha smarrito il senso profondo della cultura, la ricchezza che porta la bellezza, che non si intravede neanche piu’.
Ma poi lo vedi che neghi l’evidenza? La legge elettorale partorita doveva essere la chiave di svolta, l’azione , il movimento, invece da quando Renzi è segretario niente è cambiato nell’azione di governo gestita in larga parte dal suo partito, tranne una legge elettorale frettolosa, fatta male e applicata peggio.
ma per favore……
Puccio, io non mi sento di demonizzare la modernità, a dire il vero, però concordo con te su un tema cui spesso ho fatto rifermento ovvero quello del recupero del concetto, prima ancora che del valore, di responsabilità individuale. Senza quello, nom si riparte.
La linea della contestazione a prescindere non può certo perdersi dietro a delle argomentazioni, Chiara .Dovresti saperlo, mia cara. Si argomenta sulla chiarezza delle idee e sul dogmatismo seguace ? Meglio evitare ,basta spostare l’ attenzione sulla cattiva legge elettorale….ma senza individuare quella migliore . Che non credo esista , perché hai ragione il problema resta sempre quello della chiarezza delle idee …ed aggiungo , quello della chiarezza degli intenti . Non si può parlare di politica ( cura e tutela della polis ) in una cultura egocentrica che ricerca solo potere e possesso. Qualsiasi sistema di scelta ( elezione ) otterrà gli stessi risultati : potere attribuito a pochi , culturalmente predisposti a mantenerlo con ogni mezzo. Non perdiamo troppo tempo con il sistema elettorale ; dato che la vera democrazia si garantisce solo con un sistema di controlli ( qui custodet custodes ? ,ammonivano i latini ) tempestivo ed efficace ,atto a ricordare a tutti come l’ attività di ciascuno debba sempre riconoscere la responsabilità personale. Purtroppo l’ansia dell’ affermazione soggettiva ,unito alle manie di grandezza della globalizzazione e modernizzazione , ha portato alla distruzione dei valori morali ,sociali e religiosi , ed alla scomparsa di quella responsabilità personale che nessuna legge elettorale sarà in grado di risuscitare .Purtroppo anche la magistratura da funzione è diventata potere , a complicare le cose . Ed abbiamo insofferenza , avversione e polemica ,argomentazioni a prescindere . Ci sarebbe da ripensare un po’ tutto !
Non so dove tu abbia letto “programma elettorale”, non so neanche cosa non ti sia chiaro nelle espressioni “azione politica”, “chiarezza di idee” e “riforme”. Ritengo che per condurre una azione politica e fare delle riforme siano necessarie delle idee, vedi tu.
Paolo, il tuo commento fa cadere le braccia, ma davvero. A proposito, nel paese dove vivi, alle ultime elezioni Hollande e andato al ballottaggio con il 29% dei voti, non ricordo che ti sia scandalizzato per questo, anzi all’epoca lo sostenevi con molto entusiasmo, e se il livello della discussione è ancora “non si discute con Berlusconi” – argomento che ho già affrontato un paio di settimane fa e sul quale non intendo tornare sopra perchè non c’è altro da dire – non aggiungo altro per mancanza di senso della discussione.
Chiara, a parte il solito tuo sarcasmo in cui vivi come in una miniera, per te un programma elettorale sarebbe sinonimo di idee? Vedo che non sta limite all’accontentarsi.
La legge elettorale è una grandissima schifezza, attuata da un accordo tra chi si spartisce da sempre il potere, nel caso specifico, un capo partito alleato con un coindannato, proprio oggi l’Europa ci ricorda che l’Italia è il Paese piu’ corrotto per l’uso delle mazzette, e poi ci si scandalizza di Grillo?!?
La sveglia Renzi e Berlusconi la sentiranno alle prossime elezioni europee.
Ah, caspita,, che commento intenso….Comunque, l’intero periodo è questo, magari non lo hai letto bene:
“Invece di cantare canzoni ed indignarsi per gli insulti, va alzato il livello dell’azione politica, va portato su basi convincenti e comprensibili, va spiegato ogni giorno con parole chiare agli italiani, senza temere la “fatica” di ripetersi fino allo sfinimento – il dogmatismo della setta si combatte con la chiarezza delle idee, non liquidandolo come espressione di una deriva minoritaria, perchè la sottovalutazione già fatta in passato ha prodotto poi un risultato elettorale che potrebbe anche ripetersi.
La strategia dell’ignoranza non si combatte deridendola, ma attuando una efficace contro-strategia che poggi sulla chiarezza dei programmi e sulla costante informazione che smonti quotidianamente la disinformazione. Meno chiacchiere spese per rimpasti, contrasti personali, ambizioni individuali grandi e piccole, che non fanno che alimentare la facile offensiva grillina, e più forze concentrate sulla spinta alle riforme necessarie in tutti i campi”.
” il dogmatismo della setta si combatte con la chiarezza delle idee. ” Quali, la nuova legge elettorale?
” il dogmatismo della setta si combatte con la chiarezza delle idee. ” Quali, la nuova legge elettorale?