
Lo avevamo scritto in tutte le salse, ammettiamolo, ovvero che il dato sui Nfp, complice anche la festività del venerdì negli Usa, avrebbe portato alta volatilità in mercati possibilmente illiquidi, e movimenti erratici che avrebbero potuto dare un segnale di continuazione rispetto agli ultimi mesi. Ed invece, al di là di ogni ragionevole previsione, ancora una volta i dati sul mercato del lavoro statunitensi hanno sorpreso, specialmente perché in settimana tutti gli altri numeri pubblicati riguardanti il settore occupazionale, avevano profondamente segnato il passo. Ci si attendeva quindi dei Nfp decisamente negativi e una tasso di disoccupazione generale in peggioramento ed invece sono usciti dei dati superiori al consensus anche se di poco (239 k contro 230k), e un tasso di disoccupazione generale al 3.5% in calo rispetto al 3.6% delle previsioni. E’ vero che rispetto ai mesi passati questi dati rappresentano il minimo dal 2020, ma è altrettanto vero che, nonostante i tassi alti, che peggiorano le condizioni di finanziamento delle aziende, che quindi iniziano a licenziare personale, il mercato del lavoro rimane essenzialmente vicino ai massimi e straordinariamente forte. Questo potrebbe voler dire soft landing, forse, e ciò potrebbe mantenere l’azionario solido, sebbene abbia spazio di discesa, da un punto divista tecnico. Occorre prendersi ancora del tempo, quindi, prima di azzardare qualsiasi previsione. E l’operatività, ma anche chi opera nel medio termine attraverso la costruzione di asset allocation di portafoglio, deve tener conto di questa incertezza generalizzata e vivere alla giornata, cercando di cogliere, per il momento, le opportunità di breve periodo.
VALUTE
Il mercato valutario, uno dei pochi aperti, è rimasto volatile nel breve periodo oscillando in trading range con movimenti di 40 50 pips per poi spegnersi progressivamente. Il dollaro ha cercato un recupero contro le principali valute concorrenti, in contrasto con i movimenti precedenti, che erano conseguenza di dati negativi, ma non è riuscito a sfondare e si è stabilizzato in serata. EurUsd che ha chiuso appena sopra 1.0900 mentre il Cable si è stabilizzato a 1.2420. La tendenza sembrerebbe rimanere contro il biglietto verde, ma serve qualcosa di più per vedere le resistenze delle due coppie suddette, violate e il trend ripartire. I target restano in area 1.1030 40 e 1.2550 60. Supporti che intervengono rispettivamente a 1.0815 30 e 1.2340 50. Sulle oceaniche invece rimane debolezza con AudUsd non lontano dai supporti chiave a 0.6620 e 0.6560 mentre NzdUsd resta nelle vicinanze del supporto chiave a 0.6200 e 0.6120. Non sale neppure il UsdJpy, almeno per ora, con resistenze chiave a 132.30 40, anche se per ora non riesce a sfondare il supporto a 131.50. UsdCad vicino alle resistenze importanti poste a 1.3520 e 1.3570.
Saverio Berlinzani

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