La Gran Bretagna vuole costruire un muro in Francia per contrastare l’ondata migratoria che sta colpendo tutta l’Europa e gli altri Stati hanno chiuso le frontiere, lasciando l’Italia a gestire da sola l’arrivo di flotte di disperati, profughi e clandestini.
L’Europa deve fare la propria parte, altrimenti non può pensare di costringere uno Stato membro a rispettare tutte le sue regole economiche per poi non garantire la flessibilità necessaria in periodi di crisi da una parte e consentire alla Germania di sforare ogni parametro relativo al surplus economico per il suo export in barba a ogni regola!
I muri non sono mai stati la soluzione chi lo pensa non coglie una realtà così complessa come i flussi migratori mondiali, per quanto siano siti i muri ci sarà sempre qualcuno che vorrà superarlo.
Ciò che occorre è’ un grande piano di cooperazione e aiuti internazionale per creare le condizioni di sviluppo e aiuti in loco.
Per questi motivi sono convinto che non servano questi inutili muri, ma delle politiche europee serie.
Stefano Maullu

Interessante davvero. Adesso avremo sonni più tranquilli. L’Europa è in buone mani.
” Il muro ” è fatto per essere superato. Sì, ma quello del vostro cervello, chiuso dal muro dall’integralismo, dall’inerzia, dalla prodigalita’. Tornateci voi in quei posti, o provate ad andare a nuoto in Australia! Andate laggiù, portate la democrazia, togliete i loro capi, leloro barbarie, non fate discosri vani e vuoti. La Gran Bretagna fa molto bene quello che fa e come nella seconda guerra mondiale chi ha torto sono sempre i tedeschi. Lo avesse fatto la Francia non saremmo a questi punti. I francesi pagano la loro scriteriata politica da khomeyni in poi; e noi la mafia che comanda gli sbarchi e la tratta di questi migranti fannulloni.
ERRATA CORRIGE!
Siamo perfettamente d’accordo che i muri non siano utili a nessuno; del resto i movimenti migratori sono sempre esistiti e continueranno ad esistere. Gli esseri umani cercheranno sempre vie e mezzi per migliorare la propria esistenza.
A questo proposito serve pure l’ottima lettura di IMMIGRANTI di Philippe Legrain.
Oggi l’Europa subisce l’invasione da aree con gravissimi problemi. Ma chi ha generato questi problemi siamo stati proprio noi e ce lo spiegano Dambisa Moyo nel suo saggio LA CARITÁ CHE UCCIDE e Paul Collier ne L’ULTIMO MILIARDO.
Certo che il problema si è oltremodo aggravato in seguito alla destabilizzazione della Libia, voluta soprattutto da Sarkozy e la guerra civile in Siria, come la partenza delle truppe americane dall’Iraq, con enorme responsabilità di Obama; ma alla radice delle partenze degli “invasori” c’è fin dalle sue origini l’ambigua politica agricola europea.
Ecco che, invece di adeguarsi alle moderne tecnologie che la maggior parte dei Paesi adottano, l’Europa proibisce le coltivazioni di OGM – per favorire i produttori di chimici ampiamente applicati nelle coltivazioni convenzionali… E così, per mantenere 2% della Popolazione attiva nell’agricoltura in Europa, si concedono sovvenzioni coperte da ciò che 98% del resto della Popolazione deve pagare, acquistando i rispettivi prodotti, dal latte, alla carne, allo zucchero ecc. ecc.
Ed è proprio in questo modo che gli Europei impediscono, con una concorrenza del tutto sleale, che parte dell’agricoltura dei Paesi dell’Africa possano dedicarsi a questo settore.
Se non bastasse, il valore destinato a queste sovvenzioni potrebbe benissimo essere investito nella ricerca di nuovi prodotti agricoli ed in altre tecnologie, generando nuovi posti di lavoro per gli Europei, mentre gli Africani potrebbero dedicarsi ai prodotti agricoli tradizionali per i quali hanno certamente maggiore vocazione della maggioranza degli Europei che hanno, ormai, abbandonato le campagne.
Ma l’Europa di Bruxelles e Fraiburgo ha scelto le politiche per cui ai suoi “eurocrati” vengono delegati diritti discutibili con i quali si dispongono limiti che sono in diretto contrasto con l’interesse e le aspirazioni dei cittadini europei stessi e con ciò, crescono i movimenti contrari a questa Europa che doveva essere una Federazione dove il grande patrimonio dei suoi membri potesse prosperare nelle loro diversità.
Siamo perfettamente d’accordo che i muri non siano utili a nessuno; del resto i movimenti migratori sono sempre esistiti e continueranno ad esistere. Gli esseri umani cercheranno sempre vie e mezzi per migliorare la propria esistenza.
A questo proposito serve pure l’ottima lettura di IMMIGRANTI di Philippe Legrain.
Oggi l’Europa subisce l’invasione da aere con gravissimi problemi. Ma chi ha generato questi problemi siamo stati proprio noi e ce lo spiegano Dambisa Moyo nel suo saggio LA CARITÁ CHE UCCIDE e Paul Collier ne L’ULTIMO MILIARDO.
Certo che il problema si è oltremodo aggravato in seguito alla destabilizzazione della Libia voluta soprattutto da Sarkozy e la guerra civile in Siria come la partenza delle truppe americane dall’Iraq con enorme responsabilità di Obama, ma alla radice delle partenze degli “invasori” c’è fin dalle sue origini l’ambigua politica agricola europea.
Ecco che, invece di adeguarsi alle moderne tecnologie che la maggior parte dei Paesi adottano, l’Europa proibisce le coltivazioni di OGM – per favorire i produttori di chimici ampiamente applicati nelle coltivazioni convenzionali… E così, per mantenere 2% della Popolazione attiva nell’agricoltura in Europa, si concedono sovvenzioni coperta da ciò che 98% del resto della Popolazione deve pagare, acquistando i rispettivi prodotti, dal latte, alla carne, allo zucchero ecc. ecc.
Ed è proprio in questo modo che gli Europei impediscono con una concorrenza del tutto sleale che parte dell’agricoltura dei Paesi dell’Africa possano dedicarsi a questo settore.
Se non bastasse, il valore destinato a queste sovvenzioni potrebbe benissimo essere investito nella ricerca di nuovi prodotti agricoli ed in altre tecnologie, generando nuovi posti di lavoro per gli Europei, mentre gli Africano potrebbero dedicarsi ai prodotti agricoli tradizionali per i quali hanno certamente maggiore vocazione della maggioranza degli Europei che hanno, ormai abbandonato le campagne.
Ma l’Europa di Bruxelles e Fraiburgo ha scelto le politiche per cui ai suoi “eurocrati” vengono delegate diritti discutibili con i quali si dispongono limiti che sono in diretto contrasto con l’interesse e le aspirazioni dei cittadini europei stessi e con ciò, crescono i movimenti contrari a questa Europa che doveva essere una Federazione dove il grande patrimonio dei suoi membri potesse prosperare nelle loro diversità.