Lo scandalo Unipol, le intercettazioni a Fassino e la fine di un’era
“Loro rubano ma noi no, siamo diversi, noi siamo migliori”. Lo diceva con orgoglio accolto da applausi scroscianti Achille Occhetto, ai tempi segretario nazionale dei DS, nella calda estate del 1992 ovvero in piena tempesta-Tangentopoli. A colpi di avvisi di garanzia veniva abbattuta un’intera classe politica, venivano messi nel tritacarne i partiti che avevano costruito quell’Italia imperfetta, ma ancora capace di guardarsi allo specchio, lusso che oggi ci possiamo permettere con crescente fatica.
Poche settimane prima, il 3 luglio 1992, Bettino Craxi aveva pronunciato alla Camera un discorso che resterà nella storia politica e giudiziaria del nostro Paese, di cui riporto alcuni passaggi particolarmente significativi:
“C’è un problema di moralizzazione della vita pubblica che deve essere affrontato con serietà e con rigore, senza infingimenti, ipocrisie, ingiustizie, processi sommari e grida spagnolesche. […] Bisogna innanzitutto dire la verita’ delle cose e non nascondersi dietro nobili e altisonanti parole di circostanza che molto spesso e in certi casi hanno tutto il sapore della menzogna. Si e’ diffusa nel paese, nella vita delle istituzioni e della pubblica amministrazione, una rete di corruttele grandi e piccole che segnalano uno stato di crescente degrado della vita pubblica, uno stato di cose che suscita la piu’ viva indignazione, leggittimando un vero e proprio allarme sociale, ponendo l’urgenza di una rete di contrasto che riesca ad operare con rapidita’ e con efficacia.[…] E tuttavia, d’altra parte, cio’ che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, e’ che buona parte del finanziamento politico e’ irregolare od illegale. I Partiti specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attivita’ propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche e operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo (ndr. nessuno si alzo’): presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro”
Bettino Craxi, che di lì a poco verrà travolto egli stesso dallo scandalo e che fuggirà nell’esilio di Hammamet, apriva le porte alla “grande confessione” di un sistema politico malato e corrotto, dai legami inconfessabili con le sfere della finanza. Qualche mese fa Berlusconi propose una regolamentazione più severa sulle intercettazioni telefoniche e sulla pubblicazione delle stesse a mezzo stampa. Si sollevò subito il polverone dei “migliori”, che gridarono subito al tentativo di insabbiamento del Premier. C’è stato poi il caso-Fazio, un Governatore il cui incarico a vita andava certamente revocato, ma non così. Di fronte al Mondo intero noi siamo una Nazione che ha avuto per anni un Governatore di cui tutti si fidavano e che all’improvviso è stato accusato di tutto e del contrario di tutto fino alle inevitabili dimissioni. Oggi le intercettazioni riguardano da vicino il segretario diessino Fassino e allora la musica cambia, serve moderazione, non ci devono essere strumentalizzazioni, bisogna fare politica ne Aule Parlamentari e non in quelle Giudiziarie. Forse gli ex “migliori”
hanno capito davvero che la Politica si deve tornare a farla con le proposte, i programmi, gli impegni precisi e concreti, ma non con le accuse alla Travaglio? La sinistra dei Beppe Grillo, dei Luttazzi, dei Santoro che per anni hanno pontificato sulla superiorità morale della propria parte cos’ha da dire oggi? E’ la fine di un’era, ammesso che ci fosse ancora chi pensava davvero che questa superiorità fosse reale…
Siamo appena a gennaio ed è facile prevedere che nei prossimi tre mesi di campagna elettorale assisteremo a tali e tanti colpi bassi che già oggi viene da vergognarsi dell’attuale classe dirigente, indipendentemente dalla collocazione nello scacchiere politico e dalla veridicità delle accuse mosse a questo o a quello. Ancora una volta la Politica usa come strumento di lotta le toghe dei Magistrati e questo non è degno di una Nazione civile.
Abbiamo sbagliato una volta, non ripetiamo l’errore. Chi ha sbagliato deve pagare, fosse anche un leader importante, ma un conto è moralizzare la Politica, altra cosa è distruggerla come si tentò di fare nei primi anni ’90. Chi allora fu spazzato via non cerchi ora vendette che servirebbero solo all’appagamento personale o di parte, ma comprometterebbero solo ulteriormente il suo Paese. La Magistratura faccia il suo corso regolare, senza clamori né tintinnii di manette…suoni degni del Far West e non dell’Italia.
Mirco Giubilei, Lista Civica “Viva Sansepolcro”

“Ancora una volta la Politica usa come strumento di lotta le toghe dei Magistrati e questo non è degno di una Nazione civile.”
Intanto non capisco il senso di quella maiuscola in “Politica”….il riferimento mi sembra andare al attuale agli esistenti raggruppamenti di potere ,che di maiuscolo hanno solo….il potere esercitato.
“Forse gli ex “migliori”hanno capito davvero che la Politica si deve tornare a farla con le proposte, i programmi, gli impegni precisi e concreti, ma non con le accuse alla Travaglio? “ Il mio parere è che si stia diffondendo non la consapevolezza dell’errore ( che porta impegno di correzione ) , ma il terrore del rischio che corre la propria situazione di privilegio : e qui si giustifica la reazione “sopra le righe” . Si cerca di spaventare ogni accusatore ,per fermarlo in partenza.
Craxi (Bettino , per carità) voleva richiamare alla consapevolezza e riconoscimento dell’errore ; qui gli errori ( come il caso Fazio,od il “sistema” COOP) sono usati come clave per attaccare l’avversario(non sono riconoscimenti di disfunzione ,o vantaggio di parte),ed evidentemente provocano reazioni e resistenze . La consapevolezza deve restare esclusa ,per la salvaguardia del sistema. Che vede il prevalere di Partiti ,Sindacati,Magistrati …tutti soggetti ormai troppo dedicati solo ad insegnare e disporre sul singolo soggetto , per potersi soffermare a riconoscerne la dignità e comprenderne le esigenze .