Troppe volte ahimé ho assistito a situazioni aberranti sul fronte laico di militanti e dirigenti che inseguivano (ed inseguono) questo o quello schieramento al fine di ottenerne poltrone e/o finanziamenti facili.
Troppe volte si sono costituiti presunti “Poli laici”
con aggregazioni socialliberalrepubblicane al fine di prendere unicamente i soldi del finanziamento pubblico (i famosi rimborseggi elettorali) ai partiti.
Troppe volte poi si sono inseguite irrealizzabili unità socialiste (il Psi non è mai stato unito nemmeno nei tempi gloriosi in cui il Partito era retto da Bettino Craxi, unico socialista di polso in quegli anni).
Troppo poco invece si sono perseguiti temi concreti e valori propri della cultura laica da infondere alla società italiana.
Dove sono insomma i laici nelle amministrazioni locali ?
Perché tutti sono sempre pronti a scendere in campo alle elezioni politiche e alle europee e nessuno alle amministrative proponendo un organico programma di governo delle città e delle realtà amministrative italiane ?
Possibile che l’unico Partito che ha sollevato la questione sia il nostro piccolo Partito d’Azione Liberalsocialista che pur a fatica sta tentando di radicarsi nelle amministrazioni ?
Interrogativi che pesano come macigni sul futuro dei laici che, se continueranno a latitiare e/o a cercare lidi tranquilli, sereni e prezzolati tra le braccia del Berlusca e/o del cattocomunista di turno, farebbero a parer mio bene a chiudere baracca e burattini e a sciogliersi (dove a ciascuno di essi pare).
Personalmente, facendo politica da dieci anni suonati e non avendo mai avuto né richiesto incarichi istituzionali mi sono francamente stancato di fare la coscienza critica inascoltata della cosiddetta “Area Laica” troppo spesso ultimamente costituita da individui alla ricerca di non si sa bene che cosa (se poi i risultati rimangono confinati al 2 % senza alcuna possibilità di incidere).
Ora, io credo che una strada (l’unca a mio avviso) perseguibile sia quella della costruzione, a partire dal basso, di un Partito della Democrazia Laica e Liberalsocialista che abbia l’ambizione di diventare il Labour Party italiano. Ovverosia un partito che nulla abbia a che fare con la destra conservatrice italiana rappresentata dall’attuale governo in carica (di finto centrosinistra) né tantomeno con la Casa degli Illiberali Affaristi d’IItalia capitanati dal pluricammellato signor Berlusconi unito ai postfascisti e ai leghisti.
Per organizzare tuttavia un Partito di tal fatta sono necessari a mio avviso i seguenti “ingradienti”
politici: consapevolezza della propria storia e cultura politica (che va da Mazzini sino al socialismo liberale dei fratelli Rosselli al pragmatismo di Salvemini e di Ernesto Rossi), dedizione, coraggio, movimentismo amministrativo e civico e priorità alle tematiche concrete. Nessuna pretesa di facili guadagni deve essere contemplata. Nessun facile cedimento nei confronti della conservazione. E, cosa non meno
importante: nessun riciclato e/o trasformista fra le sue file.
Il programma di minima è presto detto: programma incentrato sulle problematiche amministrative con propensione alla buona e corretta amministrazione con forte rigore ai conti pubblici; abolizione delle Province italiane enti inutili e costosi; riduzione dell’Ici sulla prima casa; politica atta a porre al centro l’individuo detentore di diritti e doveri con conseguenti aperture alla ricerca scientifica in ogni settore; intransigenza dei confronti degli istituti religiosi ai quali le Pubbliche Istituzioni non sono tenute a dare il becco di un quattrino essendo essi enti privati rappresentanti unicamente sé stesse ed i loro fedeli.
Un grande partito di Sinistra laica e
liberalsocialista. Un Partito della Democrazia sul modello del Labour Party, in Italia potrebbe raccogliere solamente la storia e la cultura laica, socialista, repubblicana, radicale e liberale di sinistra unita ai riformisti di entrambi gli schieramenti.
Per il resto tutti i tentativi di terzopolismi confusi (che paraltro abbiamo tentato in più occasione di
costituire) si sono rivelati delle cammellate, ovvero dei tentativi di prendere proltrone a destra e a manca fine a sé stesse e a vantaggiose solo per chi le ha “accattate”.
Il Italia la cosiddetta “sinistra” è in realtà destra nel senso che è costituita da partiti conservatori: i cattocomunisti con l’aggiunta di verdi fondamentalisti e giustizialisti.
Essa è il contrario della cultura politica di un grande partito Socialista Liberale europeo. Essa è esattamente speculare al centrodestra e in più occasioni ha dimostrato di essere d’accordo con esso.
Il Partito al quale anelerei è piuttosto un’aggregazione omogenea di politicamente laici ma non meno radicali ed intransigenti (il riformismo ed il liberalismo è a pare mio e del grande Mario Pannunzio, il contrario del moderatismo).
La mia umile proposta, non priva di “lucidità visionaria” è insomma quella del Partito che sognarono gli antichi azionisti del Partito d’Azione e che si tentò di costituire con il primo Partito Radicale di Ernesto Rossi, Piccardi e Leone Cattani nel dopoguerra.
Ora potrebbe essere il momento giusto (visto il fallimento del Governo Berlusconi che si è rivelato clericalconservatore e vista l’attuale presentazione di una Finanziaria controriformista) .
Purtroppo non nascondo di essere il primo ad essere
pessimista: i laici italiani fanno purtroppo per la maggior parte assai pena. Sono privi di coraggio e soprattutto tengono troppo al loro orticello ed al finanziamento pubblico ai loro partitini…..
Se qualcuno volesse raccogliere tale proposta illustrata in questo mio lungo articolo sia conscio che egli stesso ha già in questo momento tutti gli strumenti per farlo: ragione politica, cultura e intelligenza….basterebbe solo un po’ di coraggio ed intransigenza.
Luca Bagatin
Segretario del Partito d’Azione Liberalsocialista del Friuli Venezia Giulia

Lascia un commento