Una comunità quale è quella che si raccoglie attorno a Pensalibero e che si richiama alla grande tradizione laica, liberale, riformista, non poteva restare estranea al grande sentimento che per una volta attraversa il Paese facendo dimenticare contrasti consolidati nel nome del richiamo alle comuni radici.
Perché ci sentiamo tanto legati al nostro Risorgimento si comprende scorrendo gli articoli di storici e studiosi che pubblichiamo in questa edizione speciale, monotematica, dedicata al 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Li abbiamo raccolti grazie alla passione di Adalberto Scarlino, cultore della nostra storia risorgimentale, attivissimo in numerosi comitati che si sono assunti il compito di diffonderla tra i giovani.
Ci è sembrata una scelta doverosa fare la nostra parte: richiamare i grandi ideali ed i grandi patrioti e dimenticare per qualche giorno la mediocrità dei nostri giorni e di coloro che ne sono i protagonisti.
Lasceremo solo un piccolo spazio per commentare i fatti salienti dettati dall’attualità, aggiornando ogni volta che si rendesse necessario.
Un ringraziamento particolare al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi che ha accolto il nostro invito a contribuire con un suo scritto al nostro intento. (n.c.)
I GRANDI IDEALI DI ALLORA PER SUPERARE LA MEDIOCRITA’ DEI NOSTRI GIORNI
Una comunità quale è quella che si raccoglie attorno a Pensalibero e che si richiama alla grande tradizione laica, liberale, riformista, non poteva restare estranea al grande sentimento che per una volta attraversa il Paese facendo dimenticare contrasti consolidati nel nome del richiamo alle comuni radici.
Perché ci sentiamo tanto legati al nostro Risorgimento si comprende scorrendo gli articoli di storici e studiosi che pubblichiamo in questa edizione speciale, monotematica, dedicata al 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Li abbiamo raccolti grazie alla passione di Adalberto Scarlino, cultore della nostra storia risorgimentale, attivissimo in numerosi comitati che si sono assunti il compito di diffonderla tra i giovani.
Ci è sembrata una scelta doverosa fare la nostra parte: richiamare i grandi ideali ed i grandi patrioti e dimenticare per qualche giorno la mediocrità dei nostri giorni e di coloro che ne sono i protagonisti.
Lasceremo solo un piccolo spazio per commentare i fatti salienti dettati dall’attualità, aggiornando ogni volta che si rendesse necessario.
Un ringraziamento particolare al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi che ha accolto il nostro invito a contribuire con un suo scritto al nostro intento. (n.c.)

Certo il libretto Universitario di Bersani e l’atto di nascita dell’Italia, sono due cose da sventolare, ma a sessantuno anni lui e 150 Lei, magari anche un bilancio dei libri da lui non scritti, e dei territori e onore da Lei perduti, forse sarebbe meglio non ignorare.
Purtroppo l’Italia ha un passato da Stato canaglia (Fascismo con partiti ex e nipoti ancora al potere), un presente deficitario, un futuro che il calo della popolazione autoctona può solo valutare di genocidio in atto.
L’altro confonde Berlusconi con i Fascisti, anzi ama più questi… per carità W L’Austria, W la Germania, W la Francia etc. … W l’Italia che ci insegna ad amare tutte le altre Nazioni perché è e rimarrà sempre l’ultima e tale essere l’ultima è segnato eternamente dal destino dandole persino la forma dello stivale, che lo rende quasi titolo di nobiltà, ma sempre l’ultima rimane.
La lega ha avuto successo nel portare avanti l’ideale federalista “Ad ogni costo” perché solo se si divide il rosso, dal verde e dal bianco, in altre parole in tre federazioni del Nord sopra il Po, del Centro da Po a Roma, della Sud e Sicilia come più grande e popolosa, finalmente ci libereremo del nero che ora ci domina, questa è l’Italia che noi ameremo.
concordando pienamente con quanto da Lei espresso, ed essendo grato al risorgimento italiano ed ai protagonisti del perido storico che culmina con l’unità d’Italia, che ci apprestiamo a festeggiare, non posso che essere lieto dell’attuale ricorrenza posto che oggi forse più di allora si avverte la necessità di recuperare quel sentimento di patria base della buona politica e fondamento di una sana società. Ebbene l’odierna ricorrenza sembra stia dando in tal senso degli effetti positivi, soprattutto nei comuni cittadini (come chi scrive) perchè ci ricorda chi siamo, da dove veniamo, e che il periodo in cui stiamo vivendo, un periodo come da Lei affermato mediocre, forse ancor più dei nostri diretti demeriti, può essere cambiato ripartendo proprio ed anche attingendo dal sentimento che muoveva le azioni di chi ha fatto l’Italia. Pertanto grazie risorgimento e viva l’Italia (c.v.m.)
Grazie Nicola e grazie a tutti i collaboratori di Pensalibero per l’ottima iniziativa.
L’auspicio espresso nel titolo, purtroppo, mi trova scettico. Gli ideali viaggiano sulle gambe degli uomini e oggi il panorama offerto è desolante. Del resto c’è un percorso logico, ancorché triste, che ci ha portato a questa situazione.
I grandi ideali risorgimentali, dapprima avvelenati dalla retorica fascista, sono stati i primi ad essere messi da parte dalle ideologie illiberali del dopoguerra. Troppo deboli erano le forze di chi si richiamava a quei principi e a quei valori, anche, ammettiamolo, per loro insufficenze politiche.
Non può meravigliare dunque se quegli stessi ideali, spesso sventolati oggi dai medesimi che una ventina di anni fa ne facevano ogni giorno strame, non trovino poi una grande risposta tra la gente.
Ogni ripensamento è benvenuto, perbacco, ma almeno non si pretenda di avere sempre avuto certe idee e addirittura ci si erga a maestri delle stesse.
I mesi di avvicinamento alle celebrazioni del 150° sono stati alcune volte desolanti, ma adesso che ci siamo cerchiamo di essere all’altezza dei valori celebrati.
Potrebbe essere, ma il condizionale è indispensabile, l’occasione per una riflessione sulla più grave malattia alla base della condizione italiana di oggi: quella mancanza di valori condivisi che Costantino Mortati, cattolico liberale, denunciava sessanta anni fa a commento della Costituzione. Ops! Ho bestemmiato, ma la stessa nostra Carta fondamentale è in realtà nella sua gran parte frutto delle negoziazioni tra i negatori dei valori risorgimentali.
Comunque sia, grazie ancora a Pensalibero per questo bellissimo regalo
Francesco