“Il processo unitario ha ormai raggiunto la massa critica necessaria per andare avanti da sé. Se prima Prodi e D’Alema, Fassino e Rutelli potevano decidere se frenarlo o spingerlo avanti, ora possono solo
decidere se guidarlo o subirlo”. Il sito della giovane sinistra riformista, Left Wing, va giù pesante nei confronti dei massimi dirigenti dei DS e della Margherita, che non sarebbero troppo solleciti nel portare avanti il processo unitario. Tanto da prevedere guai seri se non marciassero decisi verso la meta: “La morte per noia o per confusione dell’intero progetto, che pure è un rischio concreto, coinciderebbe infatti con la loro definitiva sconfitta. Pertanto, dal loro punto di vista, una simile ipotesi non dovrebbe nemmeno essere considerata”.
Comunemente Left Wing viene associato al presidente dei DS, D’alema. Ma, in questo caso l’editoriale non sembra lasciare scampo neppure a lui, visto che l’editoriale in questione prostetta anche la “necessità che
qualcuno prenda in mano la situazione, organizzando gli stati generali del
partito democratico a Torino, Roma, Napoli, Venezia”. E, tanto per essere ancora più espliciti: “Non mancano sindaci e presidenti di regione pronti ad andare avanti. Se i massimi dirigenti nazionali di Ds e Margherita ritengono prioritario continuare ad annunciar grandi dibattiti sui valori e sui programmi, convinti che al termine di una lunga e approfondita discussione Fabio Mussi e Paola Binetti si abbracceranno
come due fratelli che si siano alfine ritrovati dopo tanti anni di
incomprensioni, passino pure il loro tempo a organizzare cicli di conferenze sulla vita e sulla morte. Non faranno certo male a nessuno. Ma certo non saranno simili dibattiti a fare di loro i futuri leader di un partito che inevitabilmente, a quel punto, saranno altri a costruire”.
Fassino, lasciato solo al partito per occuparsi appunto della nascita del futuro partito democratico, ha buoni motivi per essere sempre più cupo.
I giovani DS attaccano i leaders per i ritardi sul Partito Democratico
Non mancano sindaci e presidenti di regione pronti ad andare avanti se i massimi dirigenti ritengono prioritario continuare ad annunciar grandi dibattiti sui valori e sui programmi.

ORAMAI LA CLASSE POLITICA STA SCOPPIANDO. NON C’E’ ALCUN PROGETTO E NESSUN DIBATTITO.