Al Conte iroso e voglioso di vendetta, dopo essere stato fatto fuori come premier, sembrava un gioco da ragazzi essere nominato leader del Movimento Cinque Stelle, senza colpo ferire con l’appoggio dei big e dello stesso Grillo. Credeva di poter creare un partito a sua immagine e somiglianza facendo fuori gli avversari, forte anche dell’arma del vincolo dei due mandati come da Statuto del Movimento. Un’operazione che sulla carta sembrava rapida e indolore, ma gli ostacoli non sono certo mancati. Da prima la vicenda della fondazione Rousseau risolta poi con il pagamento di una sorta di obolo a Casaleggio per avere l’elenco degli iscritti, subito dopo il vero ostacolo: Grillo non è mai stato un agnello sacrificale e, di certo, non si è mai voluto accontentare di fare il padre nobile in disparte, anzi, ha dimostrato fin da subito di mirare a riprendersi il partito. Così il progetto di Conte, spalleggiato dal suo amico Travaglio, di far fuori Draghi e tornare al potere ricreando la situazione per essere nuovamente premier si è chiusa fin troppo in fretta. La coppia Conte-Travaglio, che aveva iniziato bene con la macchina del fango, grazie anche all’aiuto di una certa stampa amica, se l’è dovuta vedere con un Grillo impazzito che ha rotto le uova nel paniere. Grillo che sembrava inoffensivo e lontano dal Movimento ha dimostrato di non voler rinunciare al giochino, perché fare il capo gli è sempre piaciuto: questo è indiscusso. In un battibaleno ha così fatto fuori la sua creatura, Conte ,ed è tornato nei suoi pieni poteri. Ambedue, in maniera diversa, sono i veri nemici di Draghi, ambedue hanno deciso che l’attuale situazione non può durare ancora molto e che le carte in gioco vanno cambiate.
In mezzo a questo caos politico chi pagherà un prezzo altissimo sarà anche il Pd, in particolare il segretario Letta che si è consegnato nelle mani del Movimento Cinque Stelle con l’idea di creare un nuovo centrosinistra che veda insieme democratici e pentastellati. Per il Pd il conto sarà salato. Ora si torna, come nel gioco dell’oca, al punto di partenza e Draghi dovrà tenere conto di tutto ciò.
Roberto Caputo

Vero, il primo perché è invidioso e vendicativo (l’abbiamo giù visto con le parolacce a Salvini dopo il 1° governo gialloverde) il secondo è un “pazzoide” che si è sognato di fare il COMICO!