Sul capo del segretario Dem, questo 2020 si sta rivelando una bella fonte di preoccupazioni. Superato non senza apprensioni un po’ da parte di tutti, lo scoglio del Covid-19, si è ritrovato con una serie di emergenze politiche, e non solo, da dover affrontare con polso fermo, pena lo sfarinamento del Governo e lo sbandamento del PD, che dopo la notevole ripresa portata anche dalle ultime elezioni regionali, rischia di svolgere una parte da comprimario senza una chiara “mission” politica, soprattutto spiegata bene con una adeguata campagna mediatica al paese.
Gli argomenti utilizzati soltanto poche settimane prima dell’emergenza sanitaria, tanto a destra che a sinistra, non sono più adeguati ad affrontare le sfide che il cataclisma pandemico ha portato nella vita e nelle coscienze degli italiani.
Il fatto di non stare direttamente alla guida del Governo in una posizione chiave, è un grande limite per il segretario, che tuttavia vivendo e operando a Roma, riesce in qualche modo ad attenuare gli effetti negativi di questo problema. Almeno fino ad oggi ce l’ha fatta a barcamenarsi alla meno peggio. Ma è una situazione che già da domani non potrebbe essere più sufficiente.
Occorre recuperare la scena politica nazionale, con proposte pesanti e facendo valere la forza del PD che è l’ossatura reale tanto della maggioranza di Governo, quanto soprattutto degli enti locali, dove i 5S sono quasi evaporati.
Ma senza una campagna nazionale che recuperi i temi classici della sinistra e del centrismo progressista, lavoro, giustizia sociale, investimenti infrastrutturali, lotta alla criminalità, educazione, sanità e ricerca scientifica, non sarà possibile continuare a proporsi alternativamente alle tematiche malpanciste fomentate dal destro-leghismo.
Sul rilancio del lavoro bisognerebbe avere il coraggio di lanciare un vero e proprio “piano Marshall” tutto interno, istituendo ad esempio un corpo di riserva nazionale di almeno 500.000 unità, da utilizzare per ogni tipo di emergenza. Da quelle ambientali alla tutela stessa del patrimonio eco-artistico del paese, da quelle sanitarie alla copertura di attività lavorative indispensabili, come la copertura del fabbisogno di manodopera nel settore agricolo. Meno scrivanie e scartoffie e più pale e picconi! Ecco una campagna nazionale da lanciare da parte di un grande partito del socialismo democratico europeo!
Caro Zingaretti, come vede noi cittadini progressisti le siamo vicini, nonostante tutto e nonostante le tante pecche del Governo Conte, e ci permettiamo anche di avanzare tanto le critiche che le proposte. Ma prenda in mano il timone e si ritagli uno spazio di maggior responsabilità nella scena politica nazionale, o non sarà facile affrontare adeguatamente le prossime sfide politiche importanti.
Lasci stare una volta per tutte mi permetto ancora, il vecchio partito giustizialista, una volta incarnato dal moralismo (piuttosto fuoriluogo, ma allora non se ne rendeva conto nessuno) del PCI e poi ereditato dal PDS-DS, che l’onda giustizialista cavalcò (portando anche numerosi magistrati in Parlamento e nelle Istituzioni) ma che dalle contro-ondate della magistratura (quanti improvvidi “abbiamo una banca” si sono succeduti, fino ai recenti disastri di MPS e Banche del credito cooperativo, un tempo bastioni inattaccabili della finanza pubblica e privata?) rischiò poi di soccombere.
Anche perché oggi il nuovo partito del giustizialismo nostrale sono proprio i nostri alleati di governo, guidati e assistiti dal giornale di Travaglio. Approfittiamone una volta per tutte per dare aria alle stanze, la prego.
Già nel 2019 sono emersi dubbi sulla opportunità dell’assunzione della signora Palamara (Giovanna Remigi) in Regione Lazio. Oggi con il nuovo scandalo tutto in seno alle “toghe” che vede ancora l’ex presidente ANM sotto i riflettori, in un giro di attività piuttosto spregiudicate per un uomo con così alte responsabilità dello Stato, ne approfitti e recida una volta per tutte l’antico cordone ombelicale nato il giorno stesso del noto “Colpo di Spugna” operato da Palmiro Togliatti, che proprio la categoria dei giudici maggiormente favorì, lasciando intatta nelle sue funzioni (e privilegi) l’ex magistratura fascista.
La separazione dei poteri, è il cardine stesso della Repubblica e della nostra Costituzione. Proteggiamolo il più possibile. Diamo nuova linfa alla Democrazia liberandoci definitivamente da certi lacci e lacciuoli, caro segretario.
Rilanciare e rafforzare l’azione e il ruolo del PD nel paese, è un compito troppo importante per essere affrontato come è avvenuto negli ultimi 12 mesi.
Serve un cambio di marcia poderoso.
Alessandro Silvestri

Tutto giusto ! Il punto sul cosa fare e perchè è giustissimo. Quel che mi manca è il come: in ogni iniziativa pubblica o privata dove ci sono soldi o potere il “come” deve profondamente cambiare: gare competitive su progetto (o concorsi competitivi per le assunzioni) e monitoraggio permanente con possibilità di rivedere i contratti se falliscono. Tutto questo con valutazioni ovviamente oneste, cioè pubblicabili, fatte da terze parti non in conflitto di interessi. Nessun giustizialismo, solo giustizia! Detto questo, il 99% delle attuali gare e delle attuali assunzioni (non solo nel pubblico !) non soddisfa i requisiti. Questo ci deve chiedere (speriamo) l’Europa, PRIMA di darci i fondi: un “come gestire” compatibile coll’evo moderno, non col medioevo !