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I dazi di Trump hanno irritato il mondo

Ieri al Palazzo di Vetro nell’elegante salone del Consiglio Economico e Sociale dell’ONU la Cina ha avviato ufficialmente la sua offensiva diplomatica contro le politiche tariffarie dell’amministrazione Trump. All’incontro sono stati invitati  tutti i 193  paesi rappresentati nell’assemblea generale delle Nazioni Unite nonché quelli con lo status di osservatore. L’ obiettivo esplicito del meeting è stato quello di allargare lo schieramento dei paesi che si oppongono alle politiche protezioniste degli Stati Uniti con particolare attenzione ai paesi in via dello sviluppo. L’ Ambasciatore cinese all’ ONU ha aperto il meeting sottolineando i grandi benefici indotti dai processi di globalizzazione, l’esigenza di sviluppare ulteriormente i liberi commerci e  potenziare le istituzioni multilaterali, quali l’Organizza Mondiale del Commercio.

di Marco Mayer | 24 Aprile 2025
United Nations Secretary-General Antonio Guterres delivers a statement during the opening of the Sustainable Development Goals (SDG) Summit 2023, at U.N. headquarters in New York City, New York, U.S., September 18, 2023.

Ieri al Palazzo di Vetro nell’elegante salone del Consiglio Economico e Sociale dell’ONU la Cina ha avviato ufficialmente la sua offensiva diplomatica contro le politiche tariffarie dell’amministrazione Trump. All’incontro sono stati invitati  tutti i 193  paesi rappresentati nell’assemblea generale delle Nazioni Unite nonché quelli con lo status di osservatore.

L’ obiettivo esplicito del meeting è stato quello di allargare lo schieramento dei paesi che si oppongono alle politiche protezioniste degli Stati Uniti con particolare attenzione ai paesi in via dello sviluppo. L’ Ambasciatore cinese all’ ONU ha aperto il meeting sottolineando i grandi benefici indotti dai processi di globalizzazione, l’esigenza di sviluppare ulteriormente i liberi commerci e  potenziare le istituzioni multilaterali, quali l’Organizza Mondiale del Commercio.

Non sorprende che l’approccio di Pechino goda del pieno appoggio di paesi quali la Russia, l’Iran,  il Venezuela, il Pakistan, la Cambogia, la Malesia, l’Algeria, l’ Eritrea, Cuba  ecc.  

Tuttavia nell’occasione si é registrata una rilevante novità politica rappresentata dal sostegno alle posizioni cinesi dei paesi del Golfo (Saudi Arabia, Emirati, Kuwait e Bahrain). E altre nazioni potrebbero seguire.  E’ presto per comprendere se Pechino riuscirà ad allargare  effettivamente ed in modo significativo la sua sfera di influenza.

Tuttavia la riunione di ieri  é un campanello di allarme che Washington non deve sottovalutare. I dazi di Trump hanno irritato il mondo e sono destinati a trasformarsi in un boomerang per la stessa economia americana. Appare davvero  paradossale che i principi della concorrenza libera e leale siano oggi valorizzati dalla Cina, un paese  che negli ultimi 20 anni ha impedito alle imprese straniere  di  agire ( e investire)  liberamente sul territorio, ha manovrato a suo piacimento la propria moneta per fini politici nonché sussidiato in modo opaco e cospicuo i suoi grandi colossi industriali statali e non.

L’auspicio é che il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni  –  proprio per la sua  relazione privilegiata con Trump –   si appelli pubblicamente agli Stati Uniti perché non  trascinino se stessi e l’Europa  sull’orlo del baratro.

La strada che hanno imboccato é quella di un protezionismo suicida che invece di “rendere  nuovamente  grande  l’occidente”  può causare all’inverso il suo rapido declino. 

Marco Mayer

(da Il Riformista)

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: amministrazione, anni, cina, fini, globalizzazione, iran, mondo, presidente del consiglio, sostegno, stati uniti, sviluppo

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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