I conti non tornano, i bilanci esplodono, sindaci tranquilli ora arriva il Superman gigliato
A metà anno, arriva puntuale il grido di dolore degli 8500 sfigati in fascia tricolore, fottuti senza ritegno da chi va a Bruxelles e Strasburgo a salvare l’Europa
Eppoi la chiamarono legge truffa!!! Che magra consolazione per noi di Pensalibero poter dire da quasi due anni a questa parte: “ve lo avevamo detto” che la legge di riordino e semplificazione così proposta era come il classico gioco delle tre tavolette. E alla fine con il cerino in mano chi sono rimasto? I sindaci, beffati dal “vate-sindaco-premier-so-tutto-io-ve la spiego-me-la-canto-e-me-la-suono-siete pregati-di applaudire-per-Bacco” Matteo il Magnifico (quasi in odor di Santità, ma prima ci vuole la benedizione da Sua Emittenza from Arcore) e da “Gatto Silvestro” Graziano Del Rio già sindaco del “ducato” di Reggio Emilia. E poveri sindaci Pinocchio-burattini-di-legno, fottuti dal Gatto e dalla Volpe che gli hanno fatto mettere i 30 zecchini d’oro delle casse comunali sotto l’albero (Patto di stabilità, soldi bloccati=cittadini incazzati come le bestie!!!) e ora con la cancellazione dei “costosi” consigli e giunte provinciali (adesso nelle Città metropolitane e negli enti intermedi di secondo grado siedono infatti a gettone zero primi cittadini e consiglieri comunali) gli tocca beccarsi sul groppone il costo del personale delle vecchie province. E a metà anno, arriva puntuale il grido di dolore degli 8500 sfigati in fascia tricolore, fottuti senza ritegno da chi va a Bruxelles e Strasburgo a salvare l’Europa (se fossi Superman comincerei a preoccuparmi un pochetto, potrei essere rottamato senza troppi complimenti e addio Metropolis Florentia). “Il governo ci chiede di farci carico del personale provinciale. Lo stiamo facendo si pensi alla norma sulla polizia provinciale ma nel rispetto della legge e nel rispetto dei servizi che dobbiamo garantire ai cittadini. La legge di stabilità prevede che contestualmente all’assorbimento dei soprannumerari provinciali si possano assumere i vincitori di concorso. Chiediamo che il decreto rispetti la legge in modo chiaro. Poi sull’assunzione di responsabilità è bene che sia più collettiva e anche le amministrazioni centrali siano maggiormente coinvolte come lo sono i Comuni”. Lo ha detto Paolo Perrone, vice presidente vicario e sindaco di Lecce, al termine della Conferenza Unificata, dove Anci ha espresso un’intesa condizionata rispetto allo schema di Dpcm che detta i criteri per l’attuazione delle procedure di mobilità riservate al personale a tempo indeterminato degli enti di area vasta, nell’ambito del percorso fissato dalla legge Delrio e poi ridefinito dalla legge di stabilità 2015.
“I vincitori di concorso, peraltro come già fissato dalla legge di Stabilità, – sottolinea Perrone – sono posti sullo stesso piano del personale soprannumerario delle Province che va ricollocato”. “Se il governo con un decreto ministeriale, quindi con un veicolo normativo di dignità inferiore rispetto alla legge, decide che questo impossibile, allora noi ci opponiamo e la nostra intesa non c’è”, ribadisce il vice presidente Anci.
Peraltro, corre il ragionamento di Perrone, rispetto alla “posizione espressa dal governo con il dpcm ci sono evidenti profili di illegittimità”. Senza dimenticare “l’impatto organizzativo sui Comuni che hanno svolto dei concorsi, a fronte dei quali rimane la legittima aspettativa di essere assunto da parte di chi quei concorsi li ha vinti”. Tranquilli sindaci…..tra poco sopra i vostri cieli vedrete sfrecciare il superoe in tuta azzurra e mantello rosso…..ragazzi andateci piano con la Kryptonite verde!

L’ironia che permea tutta l’articolo e la sua circostanziata analisi penso siano sufficienti per mettere a nudo tutta la probletica trattata.L’ironia uccide più della spada specialmente se diretta ad un figlio della terra italica che dell’ironia hanno sempre fatto la loro arma più sottile e devestante.