Allo squillo dell’allarme gli abusivi, poveretti in tutti i sensi, mettono tutto alla rinfusa e scappano come se stesse per arrivare un diluvio universale.
Per carità: ci saranno problemi più gravi come la povertà, la criminalità, la mortalità, e altri fenomeni con la “a” accentata, ma quando una farsa si ripete, non a teatro e non per ridere, diventa una notizia. E la farsa di stagione, che a volte diventa veramente una comica, è quella degli inseguimenti semiburla agli abusivi di spiaggia. Ce ne sono dappertutto, dalle località più popolari a quelle più esclusive, arrivano a tutte le ore, in gruppi da centro commerciale o in gruppetti di poche unità, in pochi secondi fanno allestimenti di banchetti a pochi metri dal mare proprio sul bagnasciuga e mettono in mostra di tutto dagli occhiali ai monili, dalle bandane ai cappelli, dalle borse ai cavi per smart, è la fiera della sabbia bollente.
Girano con cartoni piegati ad altezza coscia, con buchi strategici per renderli immediatamente pieghevoli e asportabili come una valigia, sacconi di merce e via ad ambulare. Sono lì con cuffie all’orecchio e con un evidente sistema più che rodato di vedette ai poli o nei bagni più lontani si allertano a vicenda e in un batter d’occhio. Alla prima vista di vigili o agenti scatta l’allarme e in 30 secondi quello che era una centro commerciale disteso anche con venti banchetti diventa una distesa di cartacce che non hanno fatto in tempo a raccogliere. E via a correre tra ombrelloni e bagnanti che quasi non si accorgono dell’esodo biblico abusivo.
Quando gli agenti arrivano non c’è quasi più nulla se non i resti di un reato che fu o acciuffano il più lento e sequestrano il borsone. Per carità: la legge è abbastanza chiara, le forze dell’ordine fanno il loro dovere o quello che possono, le tribù di abusivi si incuneano nelle aree morte o meno controllate e fanno quello che non possono o che non dovrebbero.
Rimane questa immagine da farsa, da film guardia e ladri, tipo: “fèrmati fèrmati, no fèrmati te che non ti corre appresso nessuno”, memorabili artistiche scene con Aldo Fabrizi e Totò.
Sono farsa in quel contesto persino gli annunci che le varie fono spiaggia mettono in onda per tutti i bagnanti: “attenzione non comprate da venditori abusivi perché è un reato e sono previste sanzioni severe a carico di venditore e acquirente”, tutte queste belle parole mentre nell’assolata spiaggia, nel rovente bagnasciuga si consuma quello che è definito reato perseguito e perseguibile. Se non è farsa quella come la chiamate? Teatro dell’assurdo, palcoscenico di vita, commedia dell’arte di arrangiarsi.
Allo squillo dell’allarme gli abusivi, poveretti in tutti i sensi, mettono tutto alla rinfusa e scappano come se stesse per arrivare un diluvio universale, lasciano persino all’ultimo incauto o fortunato compratore l’oggetto della trattativa e via a insabbiarsi tra dune e bagni, tra ombrelloni e sottopassi per sfuggire a un qualcosa che continuano a sfidare.
Si rimane un po’ così, senza parole. La stessa commedia tutti i giorni o quasi come se ognuno recitasse una propria parte ma non si volesse risolvere il problema definitivamente o quasi. Nel senso che se non si volesse davvero far allestire i mercatini abusivi basterebbe non farceli arrivare e non inseguirli a scena consumata, se si volesse davvero basterebbe individuare quei 30 o 50 presunti possibili capi area e magari indurli a fare una cooperativa con tanto di licenza per vendere. Si parla tanto e sempre di rendere normalizzabile la migrazione e rendere normali le attività dei migranti: questo sarebbe un campo sabbioso ma interessante. Chissà perché non si riesce a fare e continua la commedia di guardia e ladri? Poi ogni tanto arrivano i dati tipo cento denunciati, un milione di euro di merce sequestrata, organizzazione smantellata, benissimo e domattina vai in spiaggia e rivedi il mercatino come prima. Sipario. Senza applausi..

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