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Hormuzmania

Una volta che il governo italiano ha deciso che la guerra americana in Iran è illegale, che anche se non la condanna, non la condivide e che in ogni caso non intende parteciparvi, nemmeno è giunto al prologo in cielo della tragedia che si sta consumando. Per sua disgrazia, il governo italiano non è alleato del Vaticano, è alleato degli Stati Uniti d’America. La base di Erbil finita sotto attacco lo dimostra. Ad Erbil l’Italia partecipa ad una coalizione guidata da Washington dove addestra le milizie curde irachene, quelle che si sono dette disponibili ad attaccare l’Iran via terra. Per cui il primo passo concreto previsto da una dichiarazione come quella del governo italiano, sarebbe di chiudere la base di Erbill e lasciare l’Iraq. In fretta.

di Riccardo Bruno | 17 Marzo 2026

Una volta che il governo italiano ha deciso che la guerra americana in Iran è illegale, che anche se non la condanna, non la condivide e che in ogni caso non intende parteciparvi, nemmeno è giunto al prologo in cielo della tragedia che si sta consumando. Per sua disgrazia, il governo italiano non è alleato del Vaticano, è alleato degli Stati Uniti d’America. La base di Erbil finita sotto attacco lo dimostra. Ad Erbil l’Italia partecipa ad una coalizione guidata da Washington dove addestra le milizie curde irachene, quelle che si sono dette disponibili ad attaccare l’Iran via terra. Per cui il primo passo concreto previsto da una dichiarazione come quella del governo italiano, sarebbe di chiudere la base di Erbill e lasciare l’Iraq. In fretta.

Se l’Italia considera illegale l’azione militare di un alleato, deve rompere l’alleanza, oppure sospenderla, almeno temporaneamente. Se manda le navi a Cipro con tutti gli altri paesi europei che lo fanno, partecipa eccome alla guerra americana, dal momento che Cipro viene attaccata in risposta ai bombardamenti americani dall’Iran. Se l’Italia non intende farsi coinvolgere dalla guerra, non manda navi a Cipro. Fa dire a Taiani agli americani affari vostro e soprattutto, nel caso quelli chiedessero le basi Nato sul territorio italiano, gliele si negherebbe, come chiede giustamente l’opposizione. L’opposizione ha una politica estera, quella della neutralità. Il governo italiano, manco quella.

Poi vi sarebbe da discutere in linea di massima se l’Italia possa permettersi di essere neutrale ed al contempo essere alleata. Cioè come fai a dire ad un’alleato, che tu sei neutrale? Abbiamo visto il precedente di Mussolini che si era inventato la non belligeranza. Durò forse un anno per vedere poi l’Italia trascinata comunque in guerra. Se Trump fosse come Hitler, c’è chi lo ha sostenuto, a Palazzo Chigi oliassero i fucili e l’opposizione si prepari ad essere epurata. C’è un campo apposito in Albania pronto e vuoto.

Bisogna sperare che Trump non sia come Hitler e nemmeno il pazzo furioso che viene descritto. Anzi, bisognerebbe sperare che Trump sia dispiaciuto di ritrovarsi in una guerra che non aveva voluto. Trump aveva promesso al suo elettorato di fare la pace in Ucraina e si ritrova con Israele a bombardare l’Iran. Per cui, prima di esprimere un giudizio sulla guerra americana, servirebbe capire com’è che è iniziata. L’America bombarda l’Iran perché convinta, a torto o ragione, che il regime prepari l’ atomica, nonostante gli accordi e le trattative. E poiché l’Iran considera Israele ed Amarica, entità sataniche sarebbe capace di usarla l’atomica. Al che uno potrebbe dire, ma l’America era anche convinta che l’Iraq disponesse di armi di distruzioni di massa e non era vero. Certo, Trump potrebbe sbagliarsi. Solo che l’America non intende correre rischi di nessun tipo e questo, dispiace per i nostri esperti del diritto internazionale, rientra nel suo pieno diritto.

L’Europa per la verità ha già avuto un momento drammatico in cui l’approvvigionamento energetico rischiava di essere interrotto, non ad Hormuz, da dove passa appena il suo tre per cento del fabbisogno, nel Mar Rosso. Le milizie filo iraniane dello Yemen si sono messe a bombardare le petroliere indiscriminatamente e l’Europa ha dovuto mandare una squadra navale a guida italiana. L’effetto è stato che la stessa flotta europea si è ritrovata sotto il fuoco. È dovuta intervenire una portaerei americana per mettere il canale di Suez in sicurezza, per non parlare della caccia israeliana. Da far notare agli opinionisti che in queste ore si chiedono se i paesi del Golfo sotto attacco lasceranno l’alleato americano. Per ora sono gli Houti che hanno lasciato quello iraniano. Gli europei hanno ringraziato Trump e Netanyahu che hanno salvato il traffico verso il mediterraneo? Nemmeno per sogno, sono obblighi fra alleati. Per questo Trump invita gli europei, che non sanno nemmeno difendere Suez, di difendere Hormuz. Trump ha senso dell’umorismo.

Il governo italiano e l’Unione europea, non possono più eludere il nodo dell’alleanza con l’America. Un’alleanza non può esserci solo quando fa comodo. Intesa in questa maniera, alla fine sarà l’America a lasciarci ed è quello che sta accadendo. Qui al governo ancora non sanno cosa fare, tranne coloro che già chiedono di riaprire a Putin, questo colosso mondiale che perde un partner strategico al mese e un generale alla settimana e fa comunque la voce grossa per intimidire i pavidi. L’Europa gli sarebbe pure utile, soprattutto, viste le temperature in Russia, per venirci in vacanza.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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