
Hanno volato insieme a una donna poi deceduta ma non avrebbero avuto contatti stretti con la vittima, poiché sul volo della KLM da Johannesburg a Amsterdam sedevano lontano da lei. Insomma al momento non sembrano esserci motivi di particolare preoccupazione: queste persone erano distanti e quindi non avrebbero avuto contatti potenzialmente pericolosi con la paziente malata. E gli altri passeggeri che erano seduti nelle vicinanze? Naturalmente è bene adottare delle precauzioni: autoisolamento fiduciario a domicilio e sorveglianza clinica. In pratica devono restare in contatto con la ASL e monitorare l’eventuale comparsa di sintomi. Ma viene spontaneo chiedersi: e gli altri? Per quanto riguarda i contatti considerati a rischio al momento non c’è alcun allarme particolare, anche perché questo virus non si trasmette come il Covid. Ciò non significa sottovalutare la situazione, come avvenne all’inizio della precedente e devastante pandemia, ma è altrettanto vero che il rischio zero non esiste. Con i virus poco conosciuti, infatti, non basta dire che in assenza di sintomi il pericolo di contagio sia nullo. In teoria il rischio è minimo, ma in pratica nessuno può garantire nulla. Sappiamo però che l’Hantavirus delle Ande è molto diverso dal SARS-CoV-2, il virus responsabile del Covid-19. Resta comunque un clima di incertezza e di timore. Eppure viene da chiedersi se il livello di attenzione sia davvero adeguato, considerando che la ricostruzione della catena dei contatti è avvenuta solo giorni dopo il decesso della donna contagiata, che viaggiava su un volo KLM da Johannesburg ad Amsterdam. Dopo il Covid il piano pandemico è stato aggiornato oppure siamo ancora impreparati come allora, quando ci trovammo di fronte a un’emergenza con strumenti ormai superati? Viene anche da chiedersi perché l’Europa non investa maggiormente in una task force sanitaria internazionale, invece di destinare enormi risorse soltanto agli armamenti, per contrastare quelli che potrebbero essere i veri nemici dell’umanità: i virus letali, sempre più insidiosi. Non sappiamo se questi agenti patogeni evolvano a causa di un ambiente naturale sempre più compromesso oppure per effetto di manipolazioni di laboratorio: sono ipotesi che richiedono prudenza e prove scientifiche. Di certo però la prevenzione sanitaria globale dovrebbe essere una priorità.
Angelo Santoro

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