“Da liberale rivolgo un appello a Gianfranco Fini per invitarlo a scegliere la bandiera del liberalismo europeo in vittoriosa crescita nel Regno Unito oltre che in Germania, la cui area in Italia è stata abusivamente edificata da Silvio Berlusconi che di liberale non ha assolutamente nulla e che chiama ‘Popolo della libertà’ un partito personale in cui tutto c’è, dall’autoritarismo al culto coreano del capo, tranne che la libertà’. Questa la proposta del vice segretario del Pli, Paolo Guzzanti, gia’ deputato del Pdl che ha suscitato reazioni contrastanti nel piccolo partito di Stefano De Luca, nel quale non tutti riconoscono al presidente della Camera una identità liberale. Al contrario di Guzzanti che non ha dubbi:
‘Fini dopo un lungo e impervio cammino si è conquistato la posizione di chi puó rappresentare il progetto liberale di una destra riformista moderna nel rispetto scrupoloso dei pesi e dei contrappesi di cui, solo, vive una democrazia. Visto che Fini ha ormai varcato il suo Rubicone, noi liberali gli chiediamo di fare un passo in piú e assumere la leadership italiana del liberalismo, che ha il vento in poppa della storia in Europa’.
Al PD, ‘ma piú ancora a Franceschini, chiediamo una risposta coraggiosa e innovativa a quello che appare oggi l’unico tentativo possibile di ricondurre la democrazia italiana nel suo alveo originario, strappandola alla deriva plebiscitaria e al finto bipartitismo, malattia mortale del parlamentarismo”.
GUZZANTI VORREBBE CHE FINI GUIDASSE IL PLI. MA NON TUTTI SONO D’ACCORDO
‘Fini dopo un lungo e impervio cammino si è conquistato la posizione di chi puó rappresentare il progetto liberale di una destra riformista moderna nel rispetto scrupoloso dei pesi e dei contrappesi di cui, solo, vive una democrazia.”

Da sempre “liberale”:
Non c’é dubbio che le “nuove” posizioni di Gianfranco Fini siano di stampo liberale.
Ma daquesto a farne un leader del “Partito Liberale”, o di un nuovo “partito Liberale”, ce ne corre. Innanzitutto la sua storia, nonostante la catarsi. Nessun liberale si sarebbe mai mischiato con i suoi camerati di allora. Nessun liberale ha mai avuto nulla da spartire con il suo maestro Almirante.
Sarebbe ora che si rifondasse un Partito Liberale, nel senso di un partito autenticamente liberale e libertario. Siamo stati in molti illusi da Forza Italia e ora dal PdL, ma da questo soggetto politico non avremo mai quella vera, autentica rivoluzione liberale che aspettiamo da troppo tempo. L’Italia è un Paese strano con molti partiti che si professano “liberali” e che nella sostanza di “liberale” non hanno nulla e non fanno nulla. C’era una volta anche il Partito Radicale, ma ora si è troppo pannellianamente appiattito sul PD. Perchè non provare a rilanciare il Partito Liberale, quindi?! I tempi potrebbero essere maturi per dare un’alternativa valida, credibile a tutti coloro ( e sono tanti) che non credono più che Berlusconi possa fare riforme autenticamente liberali. Non dimentichiamoci che i valori liberali sono molto più presenti nei cittadini che nella classe politica e quindi perchè non tentare?Con un PdL genuflesso in parte al Vaticano e in parte alla Lega, con un PD senza anima e senza identità, una terza forza che possa raccogliere trasversalmente le istanze di tutti coloro che o votano tappandosi il naso o non vanno più a votare potrebbe essere un progetto più che valido e sostenibile. Il successo dei lib-dem in Inghilterra dovrebbe insegnare qualcosa. Fini, che in questo momento incarna queste istanze, potrebbe esserne il leader, perchè no.