
Stasera, come molte di voi, anch’io guarderò l’orizzonte per vedere l’eclisse del sole.
Così ho pensato di raccogliere qualche informazione dalla semplice lettura dei giornali e, senza pretese, di aggiungere alcune considerazioni personali.
L’eclissi di oggi, 12 agosto, sarà totale in una fascia che attraversa Groenlandia, Islanda e Spagna, mentre in Italia sarà parziale con intensità molto diversa da nord a sud e da ovest a est.
Le condizioni migliori si avranno nelle regioni settentrionali e centro-settentrionali: Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, oltre alla Sardegna, vedranno il Sole coperto in larga parte dalla Luna.
In Toscana il fenomeno inizierà intorno alle 19.30 e raggiungerà il massimo verso le 20.20, quando il Sole sarà ormai molto basso sull’orizzonte. Procedendo verso il Centro e il Sud l’eclissi sarà progressivamente meno intensa.
Per osservarla saranno indispensabili occhiali speciali certificati e se non si hanno non bisogna mai guardare direttamente il Sole.
Delle eclissi che ho visto mi hanno colpito soprattutto il silenzio che è forse uno degli aspetti più impressionanti del fenomeno: il mondo che per qualche minuto sembra fermarsi mentre veniamo presi da un misto di inquietudine e di stupore.
Per qualche minuto siamo costretti ad accorgerci di fare parte di qualcosa di immensamente grande che procede inesorabilmente con le proprie leggi e non si cura certo di noi.
Per gran parte della storia l’eclissi è stata vissuta come un evento inquietante, perché sembrava violare improvvisamente l’ordine naturale: il Sole, fonte della luce e della vita, veniva “mangiato” o oscurato nel pieno del giorno.
In molte civiltà fu interpretata come presagio di guerre, carestie, morte di sovrani o collera degli dèi. In Cina si immaginava che un drago divorasse il Sole e si faceva rumore per scacciarlo; tradizioni simili, con animali o esseri mostruosi che inghiottivano il Sole, esistevano anche altrove. Nel mondo greco e romano le eclissi potevano essere considerate segni celesti capaci di annunciare grandi sconvolgimenti.
Ma già nell’antichità cominciò anche una lettura razionale. I Greci compresero progressivamente che l’eclissi dipendeva dal passaggio della Luna davanti al Sole.
È interessante proprio questo cambiamento: da segno soprannaturale e minaccioso a fenomeno naturale prevedibile.
Lo sviluppo della scienza e della tecnica ha dissolto il mistero. Oggi sappiamo perché avviene un’eclissi, possiamo calcolarne con enorme precisione il giorno, l’ora, il luogo e la durata. Non c’è più niente di magico o di segreto.
Eppure, quello stesso straordinario sviluppo delle conoscenze e della potenza tecnica, non essendo stato accompagnato da un analogo sviluppo della consapevolezza e della responsabilità umana, ha reso oggi concreto il rischio che le stesse attività dell’uomo possano causare catastrofi senza precedenti mettondo in crisi le stesse condizioni di vita sul pianeta.
Gli arsenali nucleari accumulati nel mondo possiedono una capacità distruttiva tale da mettere in pericolo la civiltà umana. Le guerre continuano a seminare morte e devastazione. E le emissioni prodotte dalle nostre attività stanno modificando il clima del pianeta, aumentando le temperature, moltiplicando gli eventi estremi e rendendo progressivamente più difficili da abitare vaste aree della Terra.
Gli antichi guardavano il cielo e temevano che una forza superiore potesse spezzare l’ordine della natura. Oggi noi sappiamo che l’eclissi è parte perfetta di quell’ordine mentre siamo noi ad avere acquistato la capacità di minacciarlo.
L’eclissi può ricordarci contemporaneamente quanto siamo piccoli e quanto sia grande la capacità umana di comprendere e, allo stesso tempo, di distruggere.
Abbiamo imparato a conoscere il cielo ma dobbiamo ancora imparare a governare noi stessi.
Se accanto al progresso delle nostre conoscenze non ci sarà un altrettanto grande progresso umano e morale della nostra specie, il pericolo, per quanto umanamente prevedibile, non viene dagli astri, ma da noi stessi.
Sono questi i pensieri che mi suscita l’evento naturale al quale assisteremo questa sera e che volentieri condivido con voi.
Enrico Rossi

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