
L’attuale crisi, in particolare le tensioni nel Golfo e in Iran, minaccia rotte commerciali vitali come lo Stretto di Hormuz. Questo non è solo un conflitto locale, ma un “doppio shock” che colpisce contemporaneamente l’approvvigionamento energetico e la logistica delle merci. Si stima che l’aumento dei prezzi di gas e petrolio possa costare alle imprese italiane fino a 10 miliardi di euro aggiuntivi. La produzione industriale rischia lo stop tecnico per l’insostenibilità dei costi, specialmente nei comparti della metallurgia, della ceramica e della chimica. : È uno dei settori più colpiti a causa della dipendenza dai costi di trasporto e refrigerazione. Le imprese di aree chiave (come il “Quadrilatero” lombardo) hanno scambi con i paesi coinvolti per circa 5,1 miliardi di euro, di cui l’80% è costituito da esportazioni. Prodotti simbolo come la pasta o i macchinari industriali subiscono rallentamenti dovuti non solo ai conflitti ma anche alla minaccia di dazi protettivi (fino al 91% in alcuni mercati come gli USA) che si sommano alle difficoltà belliche. Il blocco delle rotte tradizionali costringe a circumnavigare interi continenti, aumentando i tempi di consegna e i costi assicurativi delle merci. Il blocco delle rotte tradizionali costringe a circumnavigare interi continenti, aumentando i tempi di consegna e i costi assicurativi delle merci. Le tariffe delle assicurazioni marittime per le navi che transitano in zone di conflitto sono decuplicate in pochi giorni. Grandi operatori come MSC hanno già introdotto “sovrapprezzi per rischio guerra”, aumentando drasticamente il costo finale dei prodotti Made in Italy. Confagricoltura ha lanciato l’allarme per il blocco totale delle esportazioni di prodotti freschi (ortofrutta), con navi cariche ferme nei porti a causa dell’instabilità in Iran e nel Golfo.
Per le industrie pesanti (acciaio, ceramica, vetro), l’allarme riguarda un nuovo shock energetico da 10 miliardi di euro, che potrebbe rendere la produzione non più profittevole, portando a chiusure temporanee. Sebbene l’export avesse mostrato una lieve resilienza a fine 2025 (+0,3%), le previsioni per il 2026 indicano ora una sostanziale stabilità o stagnazione (attorno all’1,2%) proprio a causa dell’incertezza bellica. Oltre all’energia, la guerra minaccia l’importazione di metalli critici e semilavorati, creando colli di bottiglia che fermano le catene di montaggio nazionali.
E’ stato segnalato un incendio nella zona petrolifera di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. Lo rendono noto le autorità locali. Diverse persone sono rimaste ferite ieri in un attacco con un drone iraniano sull’isola di Sitra, in Bahrein. Lo ha reso noto il Ministero degli Interni, mentre i giornalisti dell’Afp hanno riferito di forti esplosioni. Le forze armate iraniane sono l’ultimo gruppo ad annunciare il loro sostegno alla nuova guida suprema Mojtaba Khamenei. In una dichiarazione pubblicata sui media statali, i militari hanno descritto Khamenei come “giusto, competente, pio e intraprendente” e hanno affermato che l’Assemblea degli Esperti ha “dimostrato la propria intelligenza” scegliendolo. Il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista ad Abc News non ha escluso l’invio di forze speciali per sequestrare l’uranio arricchito dell’Iran. “Tutto è sul tavolo, tutto”, ha detto Trump. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane, l’esercito ideologico della Repubblica Islamica dell’Iran, hanno giurato fedeltà a Mojtaba Khamenei, eletto Guida Suprema per succedere al padre. Il Corpo delle Guardie “sostiene la scelta dell’Onorevole Assemblea degli Esperti è pronto alla totale obbedienza e al sacrificio per adempiere ai comandamenti divini” di Mojtaba Khomeini, hanno affermato in una nota. È di almeno 10 morti e 6 feriti in Libano il bilancio di un attacco israeliano che ha colpito la città di Sir al-Gharbiyeh, nel sud del Paese. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese. Funzionari locali e residenti hanno fornito cifre più elevate per il numero delle vittime e hanno affermato che tra i morti vi sono anche diverse donne e bambini. Un fotografo di Associated Press che ha visitato la scena ha trovato edifici rasi al suolo e veicoli distrutti. Non ci sono state dichiarazioni immediate da parte di Israele, ma il Paese ha affermato che sta colpendo siti legati a Hezbollah.
Giuseppe Basilico

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