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Grecia e Cipro: prove di brutale esproprio di risparmiatori incolpevoli

di Sàntolo Cannavale | 14 Aprile 2013

Ritorna prepotente alla mente l’errore imperdonabile commesso dall’Unione europea e dalla BCE – con il FMI onnipresente, non sempre a proposito – in occasione della crisi finanziaria di Atene.

img1024-700_dettaglio2_Banca-Cipro-reutersUn rapporto congiunto delle autorità di vigilanza Ue (Eba, Esma e Eiopa) informa che Cipro porterà «perdite al suo settore finanziario, ma i rischi di un contagio internazionale diretto sembrano essere limitati». Lo stesso rapporto sottolinea che le  condizioni di mercato e la dinamica dei depositi “sono rimasti relativamente stabili”. Tuttavia “vi sarebbero rischi di ulteriore frammentazione del mercato unico con la conseguente necessità di un più stretto coordinamento e integrazione”. Sbocco, quest’ultimo, possibile  mediante la piena attuazione dell’unione bancaria.

Ritorna prepotente alla mente l’errore imperdonabile commesso dall’Unione europea e dalla BCE – con il FMI onnipresente, non sempre a proposito – in occasione della crisi finanziaria di Atene. Una crisi che, affrontata con onestà e tempismo, avrebbe impegnato risorse limitate ed evitato le smisurate conseguenze negative a carico di una comunità di operatori e risparmiatori spaventati e sfiduciati.

La BCE e l’UE non hanno mai ammesso il macroscopico errore e l’insolente miopia nella gestione della crisi greca. Sono ancora in tempo,  pur con tutte le riserve immaginabili, per porre riparo alla colpevole negligenza,  indennizzando i risparmiatori europei, tra cui molti italiani, espropriati mediante la scorretta operazione greca messa in atto nel marzo 2012.

Il riferimento va all’abbattimento forzoso, non concordato, del valore dei titoli di Stato ellenici acquistati dai risparmiatori di tutta Europa, nella misura dell’80% del loro nominale. Alla faccia dell’art. 47 della Costituzione italiana che recita testualmente: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme”.

In caso contrario – cioè di reiterato atteggiamento di estraneità e disinteresse di fronte alle istanze di riparazione del danno procurato a tantissimi risparmiatori – è comprovato il convincimento secondo cui il peso e le conseguenze di politiche scriteriate nazionali ed europee ricadranno, come già registrato, innanzitutto od esclusivamente sui risparmiatori fiduciosi ed inconsapevoli.

Quello della Grecia è stato dunque un esperimento da replicare, all’occasione, in altri Paesi dell’Unione europea. E’ questa la sensazione ampiamente diffusa tra i risparmiatori di tutta l’Area Euro, non smentita da comportamenti convincenti e interventi riparatori delle autorità competenti.

La sfiducia dei risparmiatori trova conferma e si rafforza nel recente intervento delle autorità cipriote che, compulsate da Bruxelles e Francoforte, hanno deciso di risolvere il dissesto finanziario nazionale con risorse comunitarie ed aggredendo esclusivamente le disponibilità dei risparmiatori titolari di depositi bancari, senza coinvolgere i patrimoni di tutti i cittadini.

Ragionando su evidenze concrete, la solidarietà e la giustizia fiscale purtroppo non rientrano più tra i princìpi fondamentali che dovrebbero accomunare indistintamente i cittadini dei singoli Stati e dell’Unione europea nella sua interezza.

Pubblicato in : Primo piano

Info Sàntolo Cannavale

Laureato in Economia e Commercio, vanta una grossa esperienza nell’ambito bancario. Ha scritto numerosi articoli a sfondo economico-finanziario. Nel 1992 ha pubblicato “Bot, Cct, Btp: Chi salderà il conto? Debito pubblico e riforme elettorali. Crisi dell’Est europeo e riflessi sull’economia italiana”.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. michele d.

    15 Aprile 2013 alle 13:39

    4 mafiosi russi “risparmiatori inconsapevoli”?

    Rispondi

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