
Tom Barrack, inviato speciale degli Stati Uniti in Siria, afferma di stare lavorando per impedire un’escalation dopo che attacchi aerei israeliani hanno preso di mira le truppe governative nel Sud del Paese. In un post sui social spiega: “Siamo attivamente impegnati con tutte le parti interessate in Siria per avviare discussioni calme, continue e produttive. La confusione, la comunicazione inefficiente disegna la sfida più grande nel garantire un’integrazione pacifica e ponderata degli interessi di ciascuna parte”. Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, e Israel Katz, ministro della Difesa, hanno reso noto di avere dato ordine alle forze armate di bombardare un convoglio siriano diretto a al-Suwayda, è una città della Siria in quanto secondo il governo israeliano avrebbe preso parte alle violenze contro la minoranza drusa. Fonti negli ospedali di Gaza citati da Al Jazeera riferiscono che 54 palestinesi sono stati uccisi nei raid aerei israeliani sulla Striscia dall’alba di oggi, di cui 42 a Gaza City. Decine di drusi israeliani hanno varcato la frontiera con la Siria nell’area di Majdal Shams per raggiungere il villaggio druso siriano di Hader. Le Forze di difesa israeliane (Idf) sono intervenute per consentire un ritorno sicuro in Israele. Le autorità siriane condannano i bombardamenti israeliani su un convoglio del governo di Damasco dopo gli scontri nella provincia drusa di Sweida. Una nota del ministero degli Esteri afferma: “La Repubblica araba siriana condanna con la massima fermezza l’infida aggressione israeliana condotta attraverso attacchi coordinati di droni e aerei militari”. Il tema della leva per gli ortodossi, nel pieno della guerra a Gaza, si conferma una delle spine del governo Netanyahu. Ieri sera il partito Ebraismo Unito della Torah ha annunciato la sua uscita dalla coalizione accusando l’esecutivo di non riuscire a garantire un’esenzione dal servizio militare per gli studenti delle yeshivot (scuole talmudiche è uno dei testi sacri dell’ebraismo). “Sul Medio Oriente abbiamo condiviso ancora una volta l’assoluta urgenza di un cessate il fuoco a Gaza che possa condurre al rilascio degli ostaggi e permettere di fornire alla popolazione civile l’assistenza umanitaria a livello necessario. L’impegno dell’Ue è positivo. Io continuo quotidianamente a lavorare per sostenere i mediatori”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa insieme al cancelliere austriaco Christian Stocker. Sul tavolo le altre questioni dell’area. “Bisogna sostenere – ha proseguito Meloni – il processo di transizione in Siria e garantire la protezione di tutte le comunità etnico-religiose. Abbiamo lavorato a Bruxelles per sospendere le sanzioni per permettere la ripresa economica. Abbiamo avuto uno scambio anche sull’Iran. Condividiamo la preoccupazione per la decisione di Teheran di sospendere la collaborazione con l’Aiea e la necessità di lavorare a un accordo diplomatico efficace sul nucleare”. “Il continuo deterioramento della situazione umanitaria a Gaza è indifendibile. L’accordo sugli aiuti di emergenza a Gaza raggiunto da Ue e Israele è un passo positivo. Questo accordo deve ora tradursi in miglioramenti sostanziali, immediati e a lungo termine. La Svezia non esclude ulteriori misure di pressione sul governo israeliano e vogliamo che la Commissione europea presenti proposte concrete che possiamo adottare”. Lo afferma sui social la ministra degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard, a margine del Consiglio Esteri. Sono ancora ”nella prima fase” i negoziati indiretti in corso a Doha tra Israele e Hamas per arrivare a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e per ottenere il rilascio degli ostaggi che ancora vi sono trattenuti. Lo ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar Majed Al-Ansari. “Le discussioni sull’accordo quadro sono ancora in corso. Entrambe le delegazioni sono presenti qui a Doha e i mediatori stanno intensificando gli sforzi per raggiungere un’intesa”, ha spiegato. Se l’Unione europea ha concluso che c’è una violazione dei diritti umani e che Israele viola l’articolo 2 dell’accordo di associazione con l’Ue, “la cosa logica per la Spagna è procedere con la sospensione di quell’accordo di associazione finché questa situazione persiste”. Lo ha detto il capo della diplomazia spagnola José Manuel Albares Bueno arrivando al Consiglio Esteri. Siete voi che dite d’essere più morali degli altri presidente Donald Trump. Democrazia, libertà, e via dicendo.
Giuseppe Basilico

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