Avevamo scritto alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario che eravamo stufi della solita pantomima che da trenta e più anni si ripete puntualmente: denuncia dei soliti mali senza mai addivenire a proposte efficaci; contrapposizione toghe-governo; avvocatura scontenta di entrambi, etc.
Occorre tuttavia riconoscere c he quest’anno qualcosa di nuovo si è potuto ascoltare, quanto meno negli accenti. In primo luogo alla cerimonia che si è svolta in Corte di cassazione dove il primo presidente Vincenzo Carbone ha spiegato: ”Dobbiamo preferire la Porzia di Shakespeare, con il suo sottile riformismo interpretativo all’Antigone di Euripide, sostenitrice del contrasto rivoluzionario onde far prevalere sulla legge il vincolo di sangue”.
In altre parole un segnale, dal primo dei magistrati italiani, di volontà di rasserenamento e la disponibilità a contribuire al superamento delle criticità della giustizia con spirito nuovo, abbandonando i posizionamenti sulle barricate.
Un segnale che va sommato a quello proveniente dalle 26 corti di appello dove la direttiva di disertare la cerimonia impartita dall’Associazione Nazionale dei Magistrati è stata attuata con toni composti ed ha trovato vaste aree di dissenso tra le stesse toghe.
Forse, ed è il caso di sottolineare forse, qualcosa sta realmente cambiando.
GIUSTIZIA: STAI A VEDERE CHE QUALCOSA STA CAMBIANDO!
Al segnale di rasserenamento lanciato dal primo presidente della Corte di Cassazione va sommato quello proveniente dalle 26 corti di appello dove la direttiva di disertare l’inaugurazione dell’anno giudiziario è stata attuata con toni composti.

Sinceramente,a me pare che il “cambiamento” presupposto sia definitivamente in peggio : comportamenti non giustificati dalla propinquità del periodo carnascialesco come possono supportare un cambiamento positivo ?