• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Giorgio La Malfa ha ragione…

di Giacomo Properzj | 26 Settembre 2017

Se c’è un uomo politico in Italia che ha da sempre sottolineato i rischi e le difficoltà che il nostro Paese avrebbe dovuto affrontare con l’introduzione dell’Euro questo è stato Giorgio La Malfa. Egli ha scritto prima dell’adozione dell’Euro e ristampato dopo diversi anni il suo libro che indicava i pericoli di adottare una moneta che non aveva dietro la solida struttura di uno Stato ma la liquida condizione di molti Stati, alcuni minimi, egemonizzati per conseguenza dai più forti (leggi Germania).

Detto questo e subentrata la crisi economica, dal 2007 in poi, l’Italia non ha potuto uscirne come hanno fatto gli Stati Uniti aumentando la quantità di moneta sul mercato per abbassare i tassi nè ha potuto aumentare ulteriormente il suo debito pubblico per fare investimenti pubblici importanti e significativi nelle sue strutture produttive a cominciare dal Mezzogiorno (sempre che questi poi siano capaci di realizzarli). Non ha potuto fare nulla perchè condizionata dalla generale politica finanziaria europea pesantemente influenzata dagli interessi della Germania che aveva già, per necessità di inglobare la Germania dell’est, dovuto adottare molti dei provvedimenti che poi hanno funzionato come strumenti anti-crisi. Questa situazione ha determinato il fatto che i Paesi più deboli, dapprima la Grecia e poi la stessa Italia, entrassero in difficoltà col loro sistema bancario. Il Governo italiano ha dovuto, per impedire il dilagare di scosse sociali eccessive causate dalla disoccupazione, adottare provvedimenti di natura non strategica (vedi per esempio gli 80 euro o l’abolizione dei voucher) e di piccolo cabotaggio clientelare. Peraltro il Presidente della Banca Centrale Europea, un italiano, il dottor Draghi, è riuscito con l’espediente del Quantitative Easing a creare una certa liquidità in tutta Europa ma in particolare in Italia che ha servito non poco a ricuperare rispetto alla crisi. Oggi siamo però alla fine di questa fase e si annunciano per la primavera prossima aumenti dei tassi di interesse che sarebbero letali per il debito pubblico dell’Italia che nel frattempo ha continuato a salire. Francia e Germania, allontanatasi l’Inghilterra dall’Europa, si apprestano, citando Schumann, De Gasperi ecc., a rinforzare gli strumenti monetari europei e il controllo sui bilanci delle nazioni che fanno parte dell’Europa. La Malfa dice che questa iniziativa può essere pericolosa per l’Italia perchè non tiene conto delle sue particolari condizioni circa il debito pubblico e non gli permette un’autonoma politica di sviluppo quindi consiglia di tenersi riservati sull’argomento e non entrare attivamente nel gruppo dei Paesi che vorranno riformare il sistema, anche perchè la presenza della Germania, alla quale la Francia si sottomette, non è contenibile da parte dell’Italia che politicamente è troppo debole.

Tutto vero ma occorre trovare in Italia una maggioranza politica che si allinei a queste posizioni e il panorama è talmente scomposto e paradossale che le tesi lamalfiane sono ormai appoggiate solo da piccoli gruppi che vedono in questo un ritorno allo Statalismo parasovietico come l’ex ministro Fassina che confonde Keynes con Bukharin. Tutti gli altri, nell’immensa decadenza della classe dirigente italiana, non sono in grado, non dico di affrontare, ma solo di capire questo discorso, quindi la voce lamalfiana si perde nella tundra nebbiosa di un dibattito politico legato alle piccole cose quotidiane e alla inconclusività come obiettivo.

Del resto i primi squarci di politica elettorale che si possono vedere attraverso le elezioni siciliane di tutto parlano fuorchè di problemi dell’economia e dei soldi che l’Europa ha dato e che sono rimasti inutilizzati per incapacità di progettare la spesa.

La tentazione di un’Europa Confederale può portare qualcuno dei nostri aspiranti leader, speriamo non Gentiloni, a presentarsi come leader europeo nel nome dei Paesi mediterranei. Speriamo che Dio ci protegga anche da questa sciagura.

Giacomo Properzj

Pubblicato in : EditorialeTag: abolizione, anni, banca centrale, banca centrale europea, classe dirigente, crisi, crisi economica, de gasperi, debito pubblico, discorso, draghi, elezioni, euro, europa, finanziaria, francia, germania, giorgio la malfa, governo, governo italiano, grecia, italia, la germania, La Malfa, mercato

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti