
Re Abdullah II di Giordania ha lanciato un fermo appello al Segretario di Stato americano Marco Rubio, chiedendo un accordo globale di de-escalation regionale capace di porre fine alle crescenti tensioni in Medio Oriente e di garantire la sovranità degli Stati arabi.
Il colloquio telefonico, avvenuto il 2 ottobre 2026, si inserisce in un quadro geopolitico incandescente, segnato dalle recenti incursioni militari israeliane nel sud della Siria e dall’instabilità persistente in Libano.
Secondo la nota ufficiale della Corte Reale Hashemita, il monarca giordano ha rimarcato il “ruolo cruciale” degli Stati Uniti nel sostenere la stabilità e nel favorire un cessate il fuoco duraturo nella regione. Abdullah II ha esortato l’amministrazione americana a intensificare la pressione diplomatica per prevenire un allargamento incontrollabile del conflitto.
Durante il confronto con Rubio, il Re di Giordania ha sollevato forti preoccupazioni su due fronti specifici:
Siria: Ha messo in guardia contro le conseguenze dei continui raid israeliani nelle province meridionali di Quneitra e Daraa, riaffermando il pieno sostegno di Amman alla sovranità territoriale di Damasco.
Libano: Ha illustrato a Rubio gli esiti del recente incontro del “Processo di Aqaba” svoltosi in Francia, volto a mobilitare aiuti logistici e finanziari internazionali per rafforzare le forze armate libanesi, ritenute l’unico baluardo per la sicurezza interna del Paese.
La mossa diplomatica segue di pochi giorni altri importanti contatti internazionali del sovrano hashemita con il consigliere per la sicurezza nazionale britannico Jonathan Powell e con il re dei Paesi Bassi, a testimonianza del ruolo di mediazione storica che la Giordania tenta di mantenere in una regione sempre più polarizzata.
Il colloquio telefonico tra il re arabo e Washington rappresenta un drammatico avvertimento sulla fragilità degli equilibri mediorientali, in cui la Giordania funge da estremo argine contro il caos regionale. L’Occidente rischia di sottovalutare tragicamente le conseguenze di un eventuale collasso geopolitico nell’area, cullandosi nella falsa illusione di essere al sicuro al di là del Mediterraneo.
Giuseppe Basilico

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